Scacco Matto - Atalanta-Roma 3-3, chirurgici nel primo tempo, travolti nel secondo

28.01.2019 18:39 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
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Scacco Matto - Atalanta-Roma 3-3, chirurgici nel primo tempo, travolti nel secondo

Altro psicodramma per la Roma, che stavolta si fa rimontare tre gol di vantaggio e porta via un solo punto dal campo dell'Atalanta.

LE SCELTE - Nel suo 4-2-3-1, Eusebio Di Francesco conferma Alessandro Florenzi sulla fascia destra davanti a Robin Olsen, con Kostantinos Manōlas e Federico Fazio al centro e Aleksandar Kolarov a sinistra. Lorenzo Pellegrini viene impiegato nuovamente in mediana, con Bryan Cristante al suo fianco; Cengiz Ünder, Nicolò Zaniolo e Justin Kluivert sono i tre alle spalle di Edin Džeko. Walter Mazzarri schiera i suoi col consueto 3-5-2, guidato da Iago Falque e Andrea Belotti.

 

 

 

BUG SFRUTTATO - Dai primissimi istanti della partita, la Roma pressa con coraggio nei primi metri di campo dell’Atalanta: i tre giocatori offensivi (El Shaarawy, Džeko e Zaniolo) aggrediscono il possesso basso dei tre centrali dell’Atalanta, che sono costretti a giocare il pallone sull’esterno. A destra, però, c’è un bug del sistema di marcature a uomo di Gasperini: su Kolarov deve andare Marten de Roon, scalando dal centro, cosa che in occasione del gol dell’1-0 di Džeko avviene in modo molto pigro, permettendo al serbo di ricevere in posizione molto avanzata e di crossare con qualità per Zaniolo, che di petto appoggia il pallone per il bosniaco, che fa centro.

DOVE SI PUÒ - Il numero 11 giallorosso spinge con accortezza, non scomponendo più di tanto la linea difensiva, diversamente da Karsdorp, che lascia tanto spazio alle sue spalle. Da quella parte si butta quindi Duván Zapata, che però deve vedersela con Manōlas: possibile, dunque, che fosse una scelta consapevole quella di rischiare più da quel lato. Fattosta che, con l’ammonizione del greco, quella zona di campo diventa pericolosissima; un po’ come quella alle spalle del centrocampo, punto debole classico del 4-2-3-1 sfruttato da Gomez.

IMPERFEZIONI COSTOSE - Tolte difficoltà strutturali chiaramente non sanabili in poco tempo, la Roma è quasi perfetta, specie nel guidare i contropiede che portano al raddoppio ancora di Džeko, su assist di Nzonzi, e al terzo gol di El Shaarawy, servito perfettamente da Zaniolo. La prima imperfezione, anzi, le prime due, costano però due gol: Lorenzo Pellegrini si fa rubare un pallone da terra da Gomez, Rick Karsdorp si fa anticipare di testa da Timothy Castagne e l’Atalanta accorcia le distanze proprio alla fine del primo tempo.

TRAVOLTI - Nella ripresa, l’intensità dell’Atalanta - che sostituisce Gianluca Mancini con José Luis Palomino - la fa da padrona e, come spesso accade, la Roma si allunga: la scelta del modulo - il 4-2-3-1 - non può spiegare da sola un atteggiamento che si ripete costantemente, in ogni stralcio della gara e in ogni situazione di punteggio. Dalla panchina giallorossa, dopo il 2-3 di Rafael Toloi, non arrivano correttivi, se non la speranza di giocarsi qualche contropiede con Justin Kluivert al posto di Stephan El Shaarawy: speranza vana, perché al termine della partita i palloni toccati dalla Roma nell’area avversaria nel secondo tempo rimarranno 0. La seconda sostituzione di Di Francesco è più conservativa, con l’ingresso di Alessandro Florenzi per Lorenzo Pellegrini, e Zaniolo che viene spostato al centro, ma, da sola, non basta a sistemare la situazione, perché non si riesce a rallentare il ritmo e a tenere il pallone in alto. Il rigore poi fallito da Zapata e il 3-3 di Zapata sono logica conseguenza di una squadra consegnatasi al proprio avversario, che si risistema col 3-5-2 con l’ingresso di Federico Fazio per Karsdorp, con Zaniolo retrocesso a intermedio insieme a Cristante; Gasperini prova invece a vincerla con Musa Barrow per Iličič e Matteo Pessina per Mario Pašalić, ma il quarto gol non arriva e la posta viene divisa.