Capello: "I tifosi fanno bene a sognare, la Roma non può nascondersi"

07.08.2022 09:05 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Capello: "I tifosi fanno bene a sognare, la Roma non può nascondersi"
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico De Luca

Fabio Capello, ex tecnico della Roma Campione d'Italia nella stagione 2000/2001, ha parlato a La Gazzetta dello Sport. Queste uno stralcio delle sue parole:

Che succede adesso?
"Succede che la Roma non si può più nascondere. Al momento, solo l’Inter è un passo davanti alle altre – ammesso che non vendano Skriniar e Dumfries – ma per il resto i giallorossi sono all’altezza della Juventus, che ha già i suoi problemi, e del Milan.

Lei non cambierebbe giudizio neppure se vendessero Zaniolo?
"Zaniolo è un grande talento, a cui bisogna solo augurare la salute per le qualità che ha. Ma sono convinto che la proprietà lo sostituirebbe in modo opportuno".

Lo sa che ora i tifosi sognano come 22 anni fa, vero?
"Fanno bene. Hanno una squadra forte e la passione si è risvegliata. Basta vedere l’Olimpico pieno nel finale della scorsa stagione e gli abbonamenti che hanno già fatto. E poi ha visto che spettacolo la presentazione di Dybala? Fantastica. Il rischio a Roma, infatti, è sempre il solito: la troppa euforia".

Giochiamo allora ai Fantastici Quattro. È possibile accostare Dybala a Totti?
"Guardi, il calcio si evolve in continuazione, ma se è un gioco le dico che l’argentino ha il tocco di palla, la capacità di trovare il compagno e la facilità di fare gol che aveva Francesco".

Detto che l’Aeroplanino Montella resta sempre nei cuori, Abraham dobbiamo accostarlo ovviamente a Batistuta.
"Andiamoci piano. Gabriel era un professore dell’area di rigore. Il senso della porta che possedeva lui l’hanno avuta pochi calciatori al mondo. Abraham è senz’altro più mobile, però siamo su un altro livello per il momento".

Pellegrini in mediana potrebbe avere qualcosa di Emerson?
"Il brasiliano era più difensivo, mentre Lorenzo ha qualità più offensive, può andare in gol più facilmente. Ma l’accostamento con Emerson è un onore per tutti. Era un leader vero. Si ricordi che è stato capitano anche di una squadretta che si chiamava Brasile, non so se mi spiego".