Balbo: "Gli italiani si sono dimostrati un popolo serio e responsabile. Le prospettive della Roma dipendono da Friedkin"

29.03.2020 08:56 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Balbo: "Gli italiani si sono dimostrati un popolo serio e responsabile. Le prospettive della Roma dipendono da Friedkin"

L'ex calciatore della Roma Abel Balbo ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport. Ecco le sue parole.

Balbo, da padre di famiglia hai paura del Coronavirus?
"Ne ho. Non tanto per me quanto per mio figlio Nicolas, che lavora in Svezia e non può rientrare. Li tutto procede normalmente come se niente fosse. Io non capisco, credo che stiano sottovalutando il problema".

Da italiano d’adozione, come giudichi il comportamento degli italiani?
"Esemplare, a parte qualche eccezione perché gli stupidi ci sono sempre. Gli italiani sono sempre tacciati di pressapochismo, superficialità. Invece da questa storia stanno insegnando molto a chi da lezioni di comportamento. Si sono dimostrati un popolo serio e responsabile".

È ottimista sulla ripresa del campionato?
"Eh bella domanda. Spero solo che non si falsino le regole: la Serie A deve essere giocata per intero, a costo di chiudere a dicembre. Niente playoff, niente congelamento della classifica. Qui ognuno tira l’acqua al suo mulino".

L’anno prossimo però c’è l’Europeo.
"Si troverà una formula per accorciare la prossima stagione. Non è professionale alterare in corsa un torneo costruito per avere una certa durata".

La Roma, la sua Roma, si sta impegnando nella solidarietà. L’hanno coinvolta?
"No ma non mi sorprende: non uso i social, devo essermi perso qualche passaggio. Sono vecchio per queste cose, preferisco i rapporti reali".

Che prospettive ha la Roma?
"Dipende dal signor Friedkin credo. Non so a che punto sia la trattativa. Con questa stagione ormai è chiaro: si punta al quarto posto e non a vincere".

Adesso Dzeko l’ha superata nella classifica marcatori hall time della Roma…
"Con lui il numero 9 è sulle spalle giuste dai. È un grande centravanti. Però permettetemi un’osservazione: adesso le regole facilitano gli attaccanti, appena ti toccano è fallo, e poi non ci sono più i difensori di una volta. Con tutto il rispetto e senza nulla togliere a Dzeko, io prendevo tanti calci che nessuno vedeva. E mi mancano Vierchowod, Nesta, Thuram, Cannavaro…"

Se la Lazio vince lo scudetto?
"Dobbiamo essere sportivi e accettarlo. Ma non lo vince".