Un’aria speciale, una Roma normale
L’aria che si respirava all’Olimpico a pochi minuti dall’inizio di Roma-Napoli era un’aria speciale, che in campionato non si sentiva da un po’ di tempo. Un’aria che forse ha finito per rivelarsi fin troppo rarefatta, perché quel clima elettrico del prepartita si è scaricato abbastanza velocemente, riconsegnando al suo stadio la solita Roma, quella che gli scontri diretti fatica, e non poco, a vincerli.
E se per le partite contro Inter e Milan si può parlare addirittura di qualche rimpianto, stavolta il verdetto del campo è stato praticamente inappellabile, non solo nel risultato, ma anche nella prestazione, raramente anche solo somigliante a qualcosa che potesse richiamare l’idea di una svolta. A dire il vero, i primissimi minuti lasciavano sperare qualcosa di diverso, con un’intensità giusta e abbondante; anche breve, però, perché una volta riassestatasi sui binari della normalità, la gara ha visto il Napoli prevalere in quello che dovrebbe essere il plus dei giallorossi, vale a dire i duelli individuali, su cui Conte ha impostato la gara un po’ come aveva fatto (guarda un po’...) contro l’Atalanta nello scorso turno.
Il gol decisivo di Neres è arrivato in modo concettualmente non dissimile da quelli di Bonny e Pavlovic e contribuisce ad accomunare questa gara con i due precedenti scontri al vertice, persi anche perché il tecnico avversario di turno è stato bravo a sfruttare quei difetti strutturali, quelle crepe di cui la Roma, per come è fatta, forse non si libererà mai. Il lavoro che poteva (e può ancora) esser fatto sta nel dare al prezzo di questi difetti dietro un valore in fase offensiva che si vede ancora solamente a sprazzi, e, a questo punto, solamente quando l’avversario, per così dire, lo concede.
Da prima, ora, la Roma si ritrova quarta ed è la lotta per questa posizione, probabilmente, quella che più si addice a una squadra che ha l’ambizione del suo allenatore ma i limiti della sua rosa e della sua, per così dire, inesperienza. Un fatto che la dolce aria rarefatta del primato aveva contribuito a far dimenticare: magari un po’ di ossigeno in più potrà anche fare bene, e non solo metaforicamente parlando.
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