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Pochi acquisti, ma forti: il messaggio di Gasp non concede più errori sul mercato

Pochi acquisti, ma forti: il messaggio di Gasp non concede più errori sul mercatoVocegiallorossa.it
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Oggi alle 15:32Primo piano
di Marco Campanella

Nuovo appuntamento con i podcast di VoceGialloRossa.it: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, approfondiremo con le voci dei nostri redattori uno dei temi più importanti della giornata.

"La Roma ha bisogno di giocatori forti". Quante volte abbiamo sentito questa frase? Soprattutto negli ultimi anni in cui, causa l'assenza dalla Champions League dal 2019, di campioni se ne sono visti ben pochi. 
L'ultimo a tornare sul tema in ordine cronologico è stato Gian Piero Gasperini, che nella conferenza stampa alla vigilia di Roma-Pisa ha voluto chiarire una volta per tutte qual è e quale deve essere il livello della sua squadra. Il tecnico di Grugliasco ha spiegato che, per migliorare, bisogna capire bene innanzitutto cosa si vuole aggiungere: negli ultimi due anni, la Roma ha acquistato circa 30 giocatori, ma solo pochi di questi stanno realmente trovando spazio oggi. Servono meno acquisti, ma più mirati e di qualità, e i profili di Wesley e Malen sono il perfetto esempio della filosofia richiesta dal Gasp. 

Difficile non essere d'accordo col mister, per carità, ma la situazione in casa Roma ci obbliga ad andare un po' più a fondo. Wesley è arrivato nella Capitale la scorsa estate per una cifra che si aggira sui 30 milioni di euro; Malen invece sarà riscattato a giugno per una cifra molto simile. Si tratta comunque di investimenti importanti, soprattutto per un club che da anni non partecipa alla Champions e che continua a muoversi entro i limiti imposti dal Fair Play Finanziario.
La scelta della Roma, infatti, è stata quella di abbassare il monte ingaggi: Wesley percepisce poco più di due milioni a stagione, mentre Malen resta sotto la soglia dei quattro milioni, che rappresenta il tetto fissato dalla società. Un segnale chiaro: la Roma può ancora investire, ma non può permettersi di costruire la squadra puntando esclusivamente su operazioni da 25-30 milioni.
Una buona base di partenza per il futuro potrebbe essere proprio questa: evitare investimenti pesanti per giocatori che poi non riescono a incidere. Se Gasperini cita Wesley e Malen come esempi virtuosi - ai quali si possono aggiungere Soulé e Koné - è altrettanto vero che negli ultimi anni non sono mancati acquisti da cifre simili che oggi faticano a trovare spazio o che sono stati addirittura accantonati.
L’ultimo caso è quello di El Aynaoui, che dopo la Coppa d’Africa sta vivendo un momento complicato. Dubbi anche su Dovbyk, che finora non ha dato la sensazione di valere gli oltre 35 milioni bonus compresi spesi per strapparlo al Girona. Ancora più emblematico il caso di Le Fée: acquistato per 23 milioni e ceduto dopo appena sei mesi, senza neppure il tempo di ambientarsi. 

Ecco perché le parole di Gasperini suonano come un messaggio chiaro più che una semplice riflessione. Servono giocatori forti sì, ma forse anche un miglior occhio nell'andare a trovarli. La Roma non può più permettersi di sbagliare sul mercato, soprattutto quando c'è da investire cifre così importanti. Perché operazioni alla Wesley e Malen possono rappresentare la strada giusta, ma non possono diventare la regola: quando si spendono 25 o 30 milioni, l'errore non è più concesso.