Mourinho: "Abbiamo scritto la città. La città di Roma è giallorossa. Sono romanista al 100%, qui la gente è incredibile"

26.05.2022 12:00 di Emiliano Tomasini Twitter:    vedi letture
Mourinho: "Abbiamo scritto la città. La città di Roma è giallorossa. Sono romanista al 100%, qui la gente è incredibile"
Vocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it

Al termine di Roma-Feyenoord ha parlato José Mourinho.

Mourinho a Sky Sport

Le lacrime?
“(Visibilmente emozionato) Mi passano tante cose per la testa”.

Si aspettava questo coinvolgimento emotivo che si è aggrappato a lei?
“Sono qui da 11 mesi e si capisce tutto dove sono arrivato”.

I tifosi?
“(Ancora visibilmente emozionato) Come ho detto ai ragazzi nello spogliatoio a Torino, abbiamo fatto quello che dovevamo fare, qualificarci per l’Europa League. Oggi non era lavoro, oggi era da fare la storia e noi abbiamo scritto la storia”.

Oggi è storia, diventerà immortale con questo titolo?
“La Conference League è una competizione che abbiamo avuto la sensazione di vincere dall’inizio, poi le partite sono diventate sempre più impegnative, c’era squadre forti come Marsiglia e Feyenoord. Puntavamo a questa coppa, poi in campionato potevamo avere qualche punto in più, ci abbiamo puntato tanto e ci siamo qualificati per l’Europa League. Io rimango e non c’è dubbio, anche se arrivano delle voci io non voglio qualcosa, voglio restare a Roma. I Friedkin sono onesti e fantastici, questa storia è fatta per proseguire, dobbiamo continuare con questo progetto e definire la direzione della prossima stagione”.

Vi siete abbracciati con i Friedkin, sono loro che l’hanno portata a Roma?
“Tutti i trofei europei sono importanti, solo io e Trapattoni abbiamo vinto trofei Europei in coppe diverse, mi sento un po’ vecchio. Ho fatto 2003, 2015 o 2016, ora 2022. Ora vado in vacanza sulla mia spiaggia e mi godo tutto questo”.

Cos’ha di diverso questa vittoria?
“La cosa molto bella della mia carriera è che, al di là del trofeo europeo con il Manchester United, vincere con Porto, con Inter e con Roma è molto molto speciale. Una cosa è vincere quando tutti se lo aspettano, un’altra è farlo con squadre che ti rendono immortale, questo ti fa sentire speciale. Certo che penso a me, ma penso anche alla gente romanista che fa la sua festa oggi. Spero che possano fare festa, sono veramente felice per i ragazzi nostri, ma per la famiglia romanista”.

Il messaggio ai tifosi?
“Io mi sento romanista, però è un modo anche di lavorare, io sono portista, interista, sono chelsista, sono pazzo del Real Madrid, ora sono romanista. Sono di tutte quelle squadre che con me fanno famiglia e cercano un obiettivo, siamo insieme in questi momenti. Con tutto il rispetto per tutti i club dove ho lavorato e di cui sono ancora innamorato, sono romanista al 100% la gente è incredibile”.

Mourinho in conferenza stampa (Dall'inviato a Tirana Gabriele Chiocchio)

A volte non le dà fastidio che la dipingano come un grande personaggio e non come un grandissimo allenatore, che tira fuori il meglio dai giocatori in tutte le condizioni?
"Ieri un giornalista, penso, olandese, mi faceva la domanda. Però più che una domanda faceva un'affermazione, diceva che è molto difficile vincere giocando un bel calcio. La mia risposta è stata che è molto difficile vincere. Vincere è molto difficile. Per vincere bisogna avere tanti ingredienti. La nostra squadra ha fatto 55 partite. Rui Patricio ne ha giocate 54 da 90 minuti, è una cosa assurda. Altri giocatori ne hanno fatte più di 40, più di 45. Siamo arrivati a questa finale in questa estrema condizione di stanchezza fisica, per quella mentale siamo riusciti a lavorare e a farla essere qualcosa molto bene nascosta. La stanchezza fisica è più difficile, per combatterla serve la forza emozionale di un gruppo fantastico, che fa emozionare. Ricordo quando mi hanno offerto la cena per la millesima partita, nel mio piccolo discorso ho detto che era sicuro al 100% che questa stagione sarebbe finita in modo speciale, ed è finita in modo speciale. Nel secondo tempo abbiamo avuto difficoltà, ma non solo dal punto di vista fisico, sarebbe non dare valore al nostro avversario, che ha giocato bene, he ha creato problemi, che ha cambiato modo e modulo nel secondo tempo e ci ha obbligato a prendere decisioni come quella di cambiare col 5-3-1-1 con Veretout, Sergio e Cristante per tamponare il loro gioco offensivo. Voglio fare i complimenti a loro, hanno fatto come noi 15 partite, sono partiti dalla prima gara di Conference League, hanno fatto una semifinale incredibile e come noi hanno dato un prestigio nuovo a una competizione nuova, che oggi diventa una competizione improtante. Con tutto il rispetto per Eintracht, Rangers, chi ha giocato le fasi finali in Europa League, le semifinali di Conference non erano paragonabili. Abbiamo fatto la storia, questa squadra non era fatta per raggiungere la Champions, non avevamo una rosa sufficientemente forte ed esperta, con opzioni sufficienti per lottare per la Champions. Abbiamo fatto il nostro lavoro andando in Europa League. Questa competizione era per fare la storia e la storia non è giocare la finale. Ho condiviso coi ragazzi le mie finali perse e ogni volta che ho perso una finale ho avuto la sensazione di essere fuori posto, avrei preferito essere eliminato in semifinale. Abbiamo vinto, i ragazzi hanno dato tutto. Un peccato che vadano in nazionale, se hanno la stessa energia mia dovevano andare in spiaggia. Ci vediamo la prossima stagione. Ragazzi fantastici".

Cosa ha pensato al fischio finale? È la più bella vittoria dal punto di vista emotivo?
"Ho vinto coppe europee con 4 club diversi. Vincere col Manchester United, anche se non aveva la qualità di altri anni, è una cosa quasi naturale. Vincere la Champions col Porto non è normale e fa la gioia di un popolo. Vincere la Champions con l'Inter, un club enorme, ma stava 50 anni senza vincere, fa la gioia di un popolo. Vincere con la Roma fa la gioia di un popolo. Questo ha un significato speciale...". (L'ingresso dei giocatori interrompe la conferenza stampa).

Mourinho a DAZN

Come la prima volta?
“Sì. Non cambia niente, una finale è una finale. Gli ultimi giorni sono stati difficili, tanto lavoro con staff e giocatori. Abbiamo anche lavorato di nascosto da voi (ride, ndr). Siamo stati una famiglia, il secondo tempo è stato complicato. Storia fatta, ci prendiamo la coppa e andiamo a Roma. Adesso a lavoro con la società per la prossima stagione. Ci godiamo questa vittoria”. 

Questa vittoria dova la colloca?
“La più importante perché era l’ultima. La più importante è sempre la prossima. Questa è bella, eravamo lontani per fare questo”.

Al calcio italiano mancava Mou?
“No, avete vinto l’Europeo. La Juve ha fatto finale. Troppi 12 anni senza trofei. La prossima stagione speriamo di farla in Europa League”. 

Rimane?
“100%. Non posso tradire questa società, il direttore, la gente che c’è un rapporto d’amore. Adesso con i tifosi saremo legati a vita. Ci ringrazieremo a vicenda”.

Mourinho ai canali ufficiali del club

La vittoria?
"Che ti posso dire, c'è poco da dire (ride ed è commosso, ndr)".

Quanto è cresciuto dopo questo anno?
"La squadra è una famiglia, questa è la cosa più bella. La nostra famiglia è andata nella direzione dei tifosi romanisti. Vincere oggi è la cosa più bella, aspettavamo da tanto tempo. La famiglia è costruita, l'Olimpico era pieno e che appoggia la squadra dopo un pareggio contro il Venezia che poteva essere problematico. Questa è famiglia perché siamo sempre insieme nei momenti belli e brutti, è la cosa più bella che abbiamo costruito. Abbiamo poi una famiglia più piccolina, tu (rivolto al giornalista) hai sentito tutto questo perché stai con noi sempre. Abbiamo fatto una cena per festeggiare le mie 1.000 vittorie a settembre, ero sicuro che avremmo concluso la stagione in maniera speciale. Peccato che tanti tifosi siano a Roma, però festeggeranno. La Roma è romanista, penso che a Roma esista un altro grande club, però la Roma è il club della città di Roma".

Sono quasi due ore che non si vince in Europa...
"Fra due giorni in Portogallo diranno che Mourinho non vince da tre giorni".