Mexes: "La Roma e l'Olimpico sono sempre nel mio cuore. La partita con la Sampdoria uno dei momenti più brutti della mia carriera"

14.04.2020 19:47 di Danilo Budite Twitter:    vedi letture
Mexes: "La Roma e l'Olimpico sono sempre nel mio cuore. La partita con la Sampdoria uno dei momenti più brutti della mia carriera"
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© foto di Alberto Fornasari

L'ex difensore della Roma Philippe Mexes è stato protagonista della trasmissione A casa dell'ex in onda sui canali social di Roma TV.

Come stai?
"Bene, anche se è un momento pesante".

Com'è la situazione in Francia?
"Io sto vicino a Bordeaux, vicino ai miei. Per fortuna loro stanno bene, qua si sta bene, ma nel resto della Francia la situazione è complessa. Sono tornato in Francia per stare vicino alla famiglia, ma mi manca Roma, La Roma e l'Olimpico sono sempre nel mio cuore. Quella squadra che, senza fenomeni tranne Francesco e Daniele, è riuscita a fare grandi cose".

Era un gran gruppo.
"Si, avevamo un grande spirito. Partivamo dal basso e abbiamo sorpreso tutti, anche i nostri tifosi che non si aspettavano quello che abbiamo fatto. È stata una grande soddisfazione".

Com'è la tua giornata?
"Sono impegnatissimo con i miei figli, li faccio studiare, preparo da mangiare, mi alleno. Cerchiamo di andare avanti sperando che tutto si risolva quanto prima".

Sei bravo in cucina?
"Insomma, me la cavo. Mi aiuta la mia ragazza".

Ti sei distaccato dal mondo calcio?
"Ci sono stati molto cambiamenti da quando giocavo io. Ad esempio a Roma c'era Sensi, entrava nello spogliatoio col suo bastone e ci diceva le cose come stavano. Mi ricorda all'intervallo di un derby che stavamo perdendo è entrato e ci ha detto di vergognarci, mostrando tutto il suo amore. Ho lasciato il calcio perché sono cambiate tante cose, ora i giocatori pensano troppo ai soldi e cambiano spesso squadra. Non mi piace questo calcio. Io ho dato il massimo per ogni maglia, la passione che ho sentito a Roma non l'ho sentita da nessuna altra parte":

Hai segnato alla Lazio anche con la maglia del Milan.
"Ci tenevo particolarmente. Anche al Milan mi sentivo romano e volevo far bene all'Olimpico. Quando ho segnato l'ho fatto anche per la Roma".

Roma-Sampdoria?
"Un ricordo bruttissimo, io ero in panchina e mi sentivo impotente, è stato uno dei momenti più brutti della mia carriera. Ci credevamo tanto, è un rimpianto a vita".

Senti ancora qualcuno della Roma?
"L'unico che sento è Totti, ci ho parlato in face time, anche con Vito Scala, loro due sono inseparabili. Mi piacerebbe anche sentire De Rossi, sapere come sta. A Roma eravamo tutti amici, andavamo a cena insieme con le famiglie, ci divertivamo. È una cosa che non ho mai più provato e per questo ho smesso, non riconoscevo più il calcio che amavo".

Ti piacerebbe allenare i bambini?
"In questi tempi non ci sono più quei valori che vorrei esprimere. Lo vedo con i miei figli, oggi i bambini hanno tutto quello che vogliono, io genitori gli danno tutto quello che chiedono e quindi è complesso inculcargli dei valori".

Il tuo ricordo più bello con la Roma?
"Ogni momento a Trigoria, era casa. Anche in ritiro, stavamo sempre tutti insieme. Sul campo il ricordo più bello è Madrid, mai vista una folla come quella che ci ha accolto a Fiumicino quando siamo tornati, sembrava che avessimo vinto la Champions League. Anche quando vincevamo la Coppa Italia, un entusiasmo incredibile".