Giannini: "Quando non c'è continuità è perché manca l'equilibrio: Terzo posto? La Roma non deve mollare"

15.04.2012 12:20 di Redazione Vocegiallorossa   vedi letture
Fonte: Elena Rossin - Tuttomercatoweb.com
Giannini: "Quando non c'è continuità è perché manca l'equilibrio: Terzo posto? La Roma non deve mollare"
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© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com

Tuttomercatoweb.com ha intervistato Giuseppe Giannini, ex calciatore che ha giocato nella Roma dal 1981 al '96, attualmente allenatore che fino al 3 dicembre 2011 ha guidato il Grosseto,

Ma la Roma ci è o ci fa, l'alternanza di partite vinte e perse rasenta l'incredibile.
"E' tutta l'annata che, purtroppo, è improntata in questo modo alternando risultati positivi ad altri negativi, però malgrado tutto e lì e può rientrare in corsa per il terzo posto".

Alla squadra di Luis Enrique cosa manca per essere continua?
"Quando non c'è continuità è perché manca l'equilibrio, bisognerebbe analizzare meglio e dettagliatamente dove sarebbe importante avere quest'equilibrio. Ho l'impressione che la Roma sia una coperta o troppo corta o troppo lunga, nel senso che quando attacca va bene, però poi lascia spazio alle ripartenze degli avversari, mentre quando si difende fa fatica a ripartire per provare ad andare a far gol".

Visto che si dice che le partite si vincono a centrocampo è forse lì che manca qualche cosa alla Roma?
"Non lo so, però secondo me è più una questione di mentalità: Luis Enrique vuole una squadra offensiva anche quando la Roma perde palla e chiede alla squadra che tutta insieme vada a pressare alto il portatore di palla avversario; chiedendo questo ai propri giocatori alcuni lo fanno e altri, probabilmente, non lo hanno metabolizzato bene perché magari sono abituati a scappare ossia tornano nella propria metà campo, invece il mister vuole il contrario".

Forse alcuni elementi della rosa, soprattutto i più giovani, mancano di esperienza infatti ultimamente la squadra si è aggrappata a Totti e De Rossi che sono gli uomini più rappresentativi?
"Sì, anche se non penso sia una questione di esperienza, ma di credere in quello che viene chiesto ai giocatori di fare in campo e poi anche l'abitudine a farlo. In generale i difensori a questi livelli sono portati a scappare per fare blocco davanti alla propria area di rigore piuttosto che andare ad affrontare immediatamente il portatore di palla avversario. Oltretutto la maggior parte delle squadre si comporta così in Italia, mentre Luis Enrique vuole l'inverso e allora c'è bisogno di molto lavoro e anche di credere a questo tipo di filosofia calcistica".

Quattro punti e l'Udinese di mezzo mancano alla Roma per provare a strappare alla Lazio l'ultimo posto utile per la Champions. Cosa si debbono aspettare i tifosi giallorossi?
"Il campionato ormai lo ha dimostrato e soprattutto queste ultime partite saranno insidiosissime e allo stesso tempo molto equilibrate, infatti la Fiorentina due sabati fa ha battuto il Milan a San Siro, questo sta a significare che le motivazioni sempre o quasi sempre fanno la differenza. Il Milan ha le motivazioni per vincere il campionato, però poi quando ha incontrato una squadra che deve salvarsi è stata dura ed ha perso, oltretutto le grandi squadre arrivano da un'annata dove si sono spremute quando giocavano le coppe internazionali. Il campionato è ancora apertissimo e i tifosi della Roma dovranno aspettarsi partite molto difficili. In queste ultime sei partite conterà molto l'aspetto atletico e psicologico delle squadre che stanno lottando per obiettivi importanti, ad esempio il Napoli sta vanificando tutto quello che aveva fatto finora, proprio perché a livello fisico qualche cosa gli sta mancando. Credo che sarà determinante la condizione atletica delle squadre e la Roma vista contro l'Udinese mi è sembrata una squadra che decisamente sta meglio sia dell'Udinese sia del Napoli, anche se il calendario della Roma è leggermente più difficile a confronto di quello di queste due squadre, però la Roma non deve mollare e provarci fino alla fine".