Di Francesco: "In 10 non abbiamo subito tiri in porta, ma non si può soffrire ogni volta fino alla fine. Abbiamo avuto determinazione e cattiveria". VIDEO!

05.02.2018 07:06 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Di Francesco: "In 10 non abbiamo subito tiri in porta, ma non si può soffrire ogni volta fino alla fine. Abbiamo avuto determinazione e cattiveria". VIDEO!
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Di Francesco a Premium Sport

"Sofferto fino all'ultimo? Tutto si lega al fatto di essere rimasti in 10, senza subire tiri in porta. È un periodo in cui creiamo tanto, abbiamo concesso meno oggi. Abbiamo perso in passato partite di misura, abbiamo equilibrio. Il modulo? Quando qualcosa non ti riesce diventa relativo spostare un giocatore 10 metri avanti. Il lato negativo è il poter prendere delle ripartenze in questo modo, con i due mediani, senza avere determinate coperture. Non improvvisiamo nulla, stiamo lavorando ma non scordiamoci il 4-3-3 che ci ha permesso di fare cose bellissime in questi mesi. Non si può soffrire ogni partita fino alla fine ma oggi era importante vincere. Ho avuto la sensazione di compattezza anche dopo essere rimasti in 10. Se abbiamo abbassato di qualche metro il baricentro? No, ti invito a riguardare la gara. Il Verona è la squadra che cerca subito la palla lunga e quindi bisogna lavorare sulle seconde palle e ti devi abbassare per forza. Anche la Samp cercava subito la verticalità su Zapata all'inizio e questo non ti permette di essere aggressivo. Poi, chiaramente, gli avversari lo sanno che noi andiamo ad aggredire subito. Poi dipende anche dalle caratteristiche dell'avversario. L'errore in appoggio fa parte dell'idea di gioco e se non hai sicurezza, a causa dei risultati, capita di fare più errori. A volte abbiamo forzato le giocate dentro, io voglio sempre due giocate dentro e una fuori perché altrimenti si crea densità in mezzo al campo. Nel primo tempo abbiamo avuto il 70% di possesso palla, significa che gli altri l'hanno vista poco, la palla".

Eusebio Di Francesco a Sky Sport
Ünder? Convinto che il ragazzo sarebbe venuto fuori. Mi veniva detto di far giocare qualche primavera, e che altri giocatori vanno prima rinforzati. Lui comincia a capire l'italiano, mi capisce di più adesso. Contento per lui e per la squadra, meno per come ci siamo complicati la vita. Non è la prima volta che capita. Nainggolan? Lui si muove bene in questa posizione fra le linee, volevo questo anche quando lo facevo giocare da mezzala. Non abbiamo vinto per il sistema di gioco ma per l'atteggiamento. È importante ridare mentalità, dopo il mercato si è rivista tranquillità, soprattutto in 10 non credo che abbiamo concesso tiri in porta. Questo è molto importante”.

Eusebio Di Francesco a Roma TV

"Obiettivamente nel primo tempo, per le occasioni create, dovevamo chiudere la gara. Poi Lorenzo ha commesso questa ingenuità, che ci ha permesso solamente di difendere in 10 con compattezza e l’atteggiamento giusto. Abbiamo questo piccolo difetto di cui mi auguro di non dover parlare. Problema mentale? Abbiamo cambiato modulo, volevo spostare Radja più vicino a Edin, ci abbiamo lavorato questa settimana, le risposte sono state positive, ma non avevo dubbi. C'è stato qualche piccolo difetto, i mediani dovevano coprire meglio la parte centrale, ma avendo due giocatori propositivi siamo stati bravi a palleggiare e meno a difendere. Tutti possono voler entrare bene 5-10 minuti, la mentalità fa la differenza. Devo dire che l'approccio di chi ha giocato e di chi è subentrato è stato giusto, ci siamo difesi anche con i tre attaccanti e questo fa la differenza. Cengiz? Due settimane fa non poteva neanche giocare in Primavera, oggi ci ha fatto vincere. Dobbiamo aspettarlo, c'è un periodo in cui si passa per prestazioni meno buone. Ma lui non è ancora arrivato, deve migliorare. Che differenza c'è tra partire trequartista e arrivarci? Da quello che vedo, specialmente nella testa di alcuni, sì. Mi viene da ridere perché nel 4-3-3 ci sono tre centrocampisti, e nel 4-2-3-1 ci sono ugualmente tre centrocampisti, l'importante è non appiattirsi. Radja aveva la libertà di scegliere la posizione e gli altri si muovevano, è inutile parlare con chi di calcio sa meno, principalmente più che i numeri sono stati gli atteggiamenti a fare la differenza. Cosa è cambiato tra domenica scorsa e oggi? Mentalmente qualcosa si può spostare in qualche calciatore, in altre occasioni siamo partiti veramente bene e abbiamo avuto meno incisività. Oggi abbiamo avuto determinazione e cattiveria che non abbiamo avuto durante il mercato, non ci ha aiutato ma solo per colpa nostra, io parlo sempre di professionalità, la squadra ha dato una risposta caratteriale. Come mai non riusciamo a giocare 90 minuti? Oggi l'alibi c'è, rimanere in 10 cambia l'impostazione, il Verona anche in superiorità numerica ha cercato di buttare il pallone in avanti, sapendo che teniamo la linea alta. Tornando alla flessibilità dipende dalle persone, bisogna vedere quali sono i punti di vista. Mi interessa solo che la squadra si esprima al meglio. Va al di là del sistema, conta come approcciamo le partite. Se uno si sa muovere in campo cambia poco avere un attaccante vicino. Cambiare dopo la Samp? Era un pensiero che già avevo, non vi dico che sistema avrei voluto utilizzare, ma non il 4-2-3-1. Volevo maggiore verticalità, oggi ho visto qualche giocata osata in più".

Di Francesco in conferenza stampa

"Secondo tempo? Io credo si leghi molto all’espulsione. Ma perché parlate solo delle cose negative? Parliamo anche degli aspetti positivi, di un primo tempo giocato con ottima intensità, idee, voglia di andare a creare occasioni da gol, purtroppo ne abbiamo foto solo uno rispetto a tutte le occasioni create. Poi quando siamo rimasti in dieci, anche una squadra come il Verona che magari non ha cercato molto il palleggio, ci ha messo in difficoltà. La grande forza però è stata di avere due occasioni importanti e di non concedere palle gol all’avversario. Una partita a due facce che si lega anche al fatto di essere stati con l’uomo in meno, quello ha fatto la differenza in un momento in cui la squadra non vince da tanto tempo e i fattori psicologici potevano condizionarci. La squadra invece ha continuato a portare pressione e a lavorare abbastanza bene nonostante l’inferiorità".