Desideri: "Indimenticabile il mio periodo alla Roma. Vivevo i derby malissimo". AUDIO!
A Storie di Calcio, trasmissione di TMW Radio, è il momento di una storia di un centrocampista che ha lasciato il segno tra gli anni Ottanta e Novanta, soprattutto nella Capitale. Parliamo di Stefano Desideri. Soprannominato Cicciobello a causa della corporatura, cresce nelle giovanili della Roma e nella stagione 1983/1984 diventa Campione d'Italia con la formazione Primavera allenata da Romeo Benetti, insieme ad altri nomi che poi saranno importanti per la Roma di quei anni, ossia Giuseppe Giannini e Fabrizio Di Mauro. Poi passa in prestito al Piacenza, in cui gioca per una stagione come rincalzo a centrocampo, sfiorando la promozione in Serie B. Tornato nella Capitale, comincia a ritagliarsi qualche spazio importante e realizza uno dei due gol con cui i giallorossi sconfiggono in finale di Coppa Italia la Sampdoria.
La sua avventura con la Roma dura fino al 1991, quando il presidente Ciarrapico lo cede all'Inter per 7 miliardi di lire, al termine di un'operazione di mercato in cui i nerazzurri lo acquistano in compartecipazione con la Juventus, con l'accordo di riscattarlo a fine stagione. A Milano purtroppo però non riesce a decollare e nella stagione 1992/1993, dopo aver disputato le prime 4 partite di campionato con i nerazzurri, viene ceduto all'Udinese come contropartita tecnica nell'affare che porta Antonio Manicone a Milano. Qui viene riconvertito da Albertino Bigon come libero, e realizza il gol decisivo, all'ultima giornata contro la Roma, che consente ai friulani di accedere allo spareggio-salvezza poi vinto contro il Brescia. L'avventura in bianconero dura fino al gennaio 1998, quando viene ingaggiato dal Livorno, in Serie C1, grazie anche all'amicizia che lo lega all'allenatore Paolo Stringara, e dove conclude la sua carriera, costellata an che da un argento agli Europei U21 nel 1986.
"Ho preso qualcosa da tutti i miei allenatori, da Eriksson a Liedholm, da Zaccheroni a Radice - ha confessato Desideri -. Ognuno aveva il suo modulo, ma ti davano molto anche fuori dal campo. Zaccheroni è stato un grande innovatore, devo sottolinearlo". Ed è partito ovviamente dalla sua esperienza a Roma: "Un periodo indimenticabile, il sogno da bambino, l'esordio in Serie A, forse potevamo avere qualche soddisfazione in più, vedi il famoso Roma-Lecce, la finale di Coppa UEFA, ma è stata una bella esperienza a Roma. Mi rivengono in mente i momenti sotto la Sud, il gol da fuori area alla Juventus, davvero ricordi indelebili. Ho tanti ricordi di Dino Viola, oltre che un presidente era un secondo padre. Ogni problema lo risolveva. Lui e la moglie furono incredibili. I derby? Li vivevo malissimo, i giorni di avvicinamento erano incredibili, non vedevi l'ora che finissero".
Poi l'esperienza all'Inter. scelta sofferta per lui: "È stato un periodo difficile, ci fu un cambio difficile con la morte di Viola, c'era bisogno di liquidità, io avevo mercato e fui venduto. All'epoca un calciatore poteva fare poco per evitare la cessione e andai a Milano. È stata una bella esperienza ma a livello sportivo travagliata. Poi però andai a Udine e feci 5 anni in tranquillità". E sull'Udinese ha detto: "Una sorta di isola felice, è vero. In quegli anni c'era una tifoseria molto attaccata, si viveva molto bene. Un ragazzo che voleva cominciare a fare il professionista quel posto era ideale".
Infine un suo desiderio: "Vorrei tornare all'Olimpico. Oggi vado meno allo stadio, ma quando guardo la partita mi capita di avere dei flash che mi ricordano dei particolari di quando giocavo. Sempre emozionante".
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 20/2010 del 11/11/2010
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Alessandro Carducci
© 2026 vocegiallorossa.it - Tutti i diritti riservati