Conferenza stampa - Gasperini: "Una soddisfazione arrivare a questo appuntamento in questa situazione di classifica. Massa sarà perfetto"
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha incontrato i giornalisti nella conferenza stampa della vigilia di Roma-Inter, in programma domani alle ore 18:00 allo Stadio Olimpico. Vocegiallorossa.it vi propone tutte le dichiarazioni dell'allenatore.
Cosa rappresenta questa partita per la Roma?
«È una soddisfazione arrivare a un appuntamento in questa situazione di classifica, con le partite e le vittorie che abbiamo ottenuto, così come mi pare abbia fatto anche l’Inter. È un appuntamento importante: stadio pieno, grande ambiente, tanto entusiasmo, due squadre che stanno facendo risultati importanti. Io mi fermerei a questa sensazione, quella di un incontro molto atteso per quello che è l’inizio del campionato e per quello che è stato questo avvio molto positivo da parte di entrambe. È un’occasione, un appuntamento sicuramente molto atteso».
L'entusiasmo può essere anche un rischio?
«Per quanto mi riguarda, tutto quello che riguarda entusiasmo e voglia di fare sono energie positive che vanno raccolte. Poi è chiaro che c’è la partita, ci sono i risultati e, quando le cose vanno meno bene, c’è il rovescio della medaglia: magari il rischio è quello di deprimersi troppo. Ma noi non possiamo pensare a questo. Dobbiamo pensare alla partita con l’Inter, al nostro momento, al fatto di giocare in un ambiente sicuramente favorevole, dove c’è tanta attesa. Credo che queste siano le partite belle da giocare, appuntamenti importanti per tutti: per le due squadre, ma anche per la gente, dove tutti vogliono partecipare».
Può essere l'equilibrio l'elemento in più?
«Io credo che invece, come sottolineano un po’ tutti, senza alcun dubbio l’Inter sia la squadra di riferimento per il nostro campionato e per tutti quanti. È una squadra che nel tempo sta facendo delle cose straordinarie, sia in Italia, sia anche in Europa, perché ha disputato due finali in tempi recenti. È una squadra molto forte e questo penso che sia riconosciuto da tutti. Poi, per le altre squadre, cercare di avvicinarsi e arrivare a competere con loro è sicuramente un riferimento. È chiaro che questa è un’ambizione da parte di tutti, proprio perché è riconosciuta la forza dell’Inter in questo momento».
A Torino si è vista un po' di stanchezza. Ha preparato la gara soprattutto a livello mentale?
«Mentalmente sono partite che si preparano da sole. Dobbiamo avere la lucidità e la serenità di guardare al campo e vedere quello che dobbiamo fare, quello che possiamo fare per contrastare questa squadra e cercare, a nostra volta, di essere competitivi. Penso che non ci siano altri secondi fini. A Torino è stata una partita difficile, così come è difficile il campionato, quindi non si può pensare di giocare sempre le partite e vincerle, come è successo nelle prime due, ad esempio. Il campionato italiano è molto equilibrato. Anzi, vincere partite come abbiamo fatto con l’Atalanta e come abbiamo fatto a Torino, anche con delle difficoltà, perché gli avversari sono lì apposta, è ancora un merito maggiore. Sarebbe troppo bello vincere sempre in modo facile».
Cos'è che l'Inter ha più della Roma?
«Mi sembra che il confronto della Roma nei confronti di tutte le squadre italiane sia dato dai risultati. Sono lì, sono evidenti, sono eclatanti nei numeri, nei punti fatti e nelle vittorie ottenute. Bisogna anche avere la serenità di riconoscere queste situazioni, che sono oggettive. Per arrivare a quei livelli noi dobbiamo, più che guardare gli altri, continuare a guardare noi stessi. Personalmente sono soddisfatto di quello che stiamo facendo. Stiamo cercando il più possibile di inserirci in una fascia sempre più alta del campionato. Però, in questo momento, i numeri dicono abbastanza chiaramente come l’Inter sia la squadra più forte del nostro campionato e lo sia sicuramente da qualche anno. Poi saltuariamente c’è stato il Napoli che è intervenuto. Credo che anche quest’anno, con pochissime giornate disputate, sia un po’ troppo presto per fare dei bilanci. Noi stiamo cercando di inserirci e continuare a stare in una posizione dove, rispetto all’anno scorso, siamo sicuramente cresciuti».
Ha colpito l'inizio di stagione di Lulli. In Champions League non ha giocato, è pronto per partite di questo tipo?
«Io non faccio questa disamina, sinceramente, anche perché gioca in campionato e nelle varie partite. È chiaro che è un ragazzo che è venuto fuori da poche gare, ha bisogno anche lui di un percorso che sta facendo, magari saltando dei passaggi in modo veloce. Io, più che guardare al futuro, anche in questo caso guardo al presente e sono molto soddisfatto di quello che sta facendo».
L'Inter ha trovato un'opposizione a livello tattico?
«Sicuramente c’è stato un periodo in cui con l’Inter riuscivamo a ottenere dei risultati, poi negli ultimi anni non è più stato così, anzi sono arrivate sempre sconfitte. Può essere un po’ l’aspetto tattico, anche se sono cambiati gli allenatori: c’era Conte, poi è arrivato Inzaghi e adesso è arrivato Chivu. Il risultato non è cambiato. Però credo che l’Inter questi numeri negativi per le altre squadre li abbia fatti registrare contro diverse avversarie. C’è stato un periodo, ad esempio, in cui anche la Juventus ha avuto una striscia di sette, otto, nove scudetti consecutivi e diventava veramente difficile fare risultato. Poi, dopo quel periodo, sono arrivate le vittorie.Evidentemente ci possono essere tutte queste componenti. Sicuramente siamo di fronte a una squadra forte, molto più di quanto lo fosse prima, quando comunque riusciva già a ottenere risultati».
La Roma ha molta attenzione in campo, lei ha dovuto rimetter mano per attaccare la spina dei giocatori?
«Quest’anno è stato anche un inizio un po’ particolare, perché c’è stato il Mondiale di mezzo. I giocatori arrivavano in tempi diversi e poi c’era comunque un mercato di mezzo, con operazioni che sono state un po’ diverse. Però, globalmente, abbiamo fatto una buona preparazione. È chiaro che quando poi arriva il campionato l’attenzione è diversa. Questo, però, è un aspetto che a questo gruppo non è mai mancato. Anche l’anno scorso, tolto il secondo tempo di Milano, dove dopo un ottimo primo tempo c’è stato forse l’unico momento un po’ demoralizzante da parte della squadra, per il resto è sempre stata una squadra sul pezzo, concentrata, attenta, che ha sempre fatto il massimo per raggiungere il risultato».
Quali sono le condizioni di Koné, Ndicka, Wesley e Pellegrini?
«Continuo a incrociare le dita. Ci siamo tutti per domani, quindi siamo tutti disponibili. Questo è già un risultato straordinario, perché succede raramente. È chiaro che c’è sempre qualcuno, su 22-23 giocatori, che sta un po’ meglio, qualcuno che ha qualche acciacco. Ci sono state alcune influenze di stagione la settimana scorsa, qualcuno ha preso qualche colpo, qualcuno ha qualche piccola distrazione, ma queste rientrano nella normalità. Oggi facciamo l’ultima rifinitura, però penso che anche con l’attenzione che arriverà dalla partita le piccole cose verranno superate e quindi saremo tutti presenti. Pellegrini anche lui è già la seconda settimana di fila che si allena regolarmente con la squadra. Ormai può fare chiaramente tutto ed è disponibile anche lui. È chiaro che, nel suo caso, la lunga sosta che ci sarà dopo, e magari anche per qualcun altro, sarà un’occasione per fare qualcosa in più, perché lui è da tempo che non gioca partite. Quindi vedremo se sarà il caso di fare qualche amichevole».
L'interpretazione della gara sarà la stessa?
«Per me è fondamentale cercare di fare sempre le cose per il risultato della squadra, quindi per raggiungere il risultato. Ogni partita è diversa: possono essere diverse le prestazioni dei giocatori, così come quelle degli avversari. È fondamentale leggere la situazione momento per momento, perché oggi è imprevedibile quello che può succedere domani nei novanta minuti, e cercare di porre rimedi o trovare soluzioni, ma sempre finalizzate al massimo, cioè al raggiungimento del risultato. Con l’Atalanta ho inserito due difensori perché pensavo che avessimo qualche problema di fatica dietro e che, riuscendo a rimediare, avremmo potuto recuperare la partita. L’ho fatto per vincerla, non per perderla. Poi bisogna anche abituarsi un po’ ai cambi con i difensori, perché quasi tutte le squadre adottano l’ingresso di attaccanti freschi in certi momenti della partita. Difficilmente si pensa al cambio dei difensori, invece è un aspetto che va considerato. Lunedì a Torino il cambio di Malen o di Dybala alla fine è stato fatto perché a centrocampo avevamo qualche problema: è entrato De Roon e abbiamo rimesso a posto il centrocampo. Non sono mai segnali per diminuire o per non cercare di raggiungere il massimo del risultato».
Si è parlato della designazione di Massa. Cosa ne pensa?
«Domani Massa sarà perfetto. Non ci saranno più polemiche».
Cosa si aspetta dall'atteggiamento dei giocatori in una gara così importante?
«Niente di diverso da quello che stiamo portando avanti da sempre. È una partita di calcio, importante soprattutto per il contorno che c’è, e quindi dobbiamo arrivare consapevoli che siamo stati bravi a crearci questo tipo di partita. Facendo i risultati abbiamo permesso di arrivare a questa gara in questo modo e quindi cercheremo di giocare al meglio delle nostre possibilità».
Su Wesley e Molina e sulla possibilità di giocare su entrambe le fasce.
«Entrambi hanno la possibilità di giocare da una parte e dall’altra. Hanno delle caratteristiche diverse, chiaramente essendo destri tutti e due, però sono abili per poter giocare su entrambe le fasce».
Più importante avere un Malen così o una difesa così poco battuta?
«Sono due bei risultati. È chiaro che oggi si dice: quando le squadre sono in alto è perché prendono pochi gol, qualcun altro dice perché ne fanno tanti. Io dico che, di solito, le squadre che sono lassù sono quelle che hanno il miglior attacco e la miglior difesa, altrimenti non sei lì. Se non è il migliore, sei molto vicino».
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