Gasperini: "Lo scudetto? Presto, ma vogliamo restare in alto. Fatico a trovare difetti nella mia Roma"
A pochi giorni da Roma-Inter, Gian Piero Gasperini ha rilasciato una lunga intervista in esclusiva ai microfoni di Sky Sport. Di seguito, uno stralcio delle parole del tecnico giallorosso.
Si aspettava un avvio convincente con 4 vittorie in 4 giornate? E quanto conta questo percorso a livello mentale, dove pensa che possa migliorare ancora la sua Roma?
“Me lo auguravo, più che aspettarmelo. D’altronde avevamo la convinzione di avere alle spalle un buon rodaggio, e una squadra che partiva avvantaggiata rispetto all'inizio della scorsa stagione: siamo insieme da più tempo, ci conosciamo meglio, tante cose le abbiamo già assimilate”.
È arrivato il momento di alzare l'asticella? Si può sognare lo scudetto?
“Non è questo il modo di alzare l'asticella. L'asticella non si alza mettendo degli obiettivi più o meno raggiungibili: si alza migliorando ogni giorno, lavorando su noi stessi attraverso questa varietà di giocatori con tutte le proprie caratteristiche, cercando di fare meglio ogni volta”.
Un pregio e un difetto della Roma che allena quest'anno.
“I difetti faccio fatica a citarli (ride, ndr). Di certo qualche difetto lo abbiamo di sicuro, altrimenti non avrei più niente da fare, e quindi continuerò a cercarli, però con una ricerca sempre più certosina: i difetti grandi li abbiamo eliminati. Il pregio più grande, tra i tanti, è che si è creata una grande unità tra ambiente, squadra, tifoseria e società, e questo è qualcosa che ti aiuta a lavorare bene e ti dà fiducia per fare i migliori risultati”.
Dopo oltre un anno nella capitale, quanto si sente parte di questa città e quanto pensa che il rapporto che ha creato con l'ambiente romanista abbia influito sui risultati?
“L'ambiente influenza tantissimo. Ma come ho sempre detto, influenza in modo positivo, non negativo, perché è un ambiente di grande passione e di grande amore verso la propria squadra, e quindi sono tutte componenti fortemente positive. Da parte mia ho cercato da subito di entrare con una professionalità che mi ha accompagnato sempre nella carriera, cercando di farmi apprezzare per il lavoro svolto. In questo momento sento molto apprezzamento intorno a me, e questo è anche un grande stimolo a cercare sempre di ripagare questa fiducia”.
Dopo un avvio così convincente è inevitabile che si parli di scudetto. Quanto è difficile gestire queste aspettative?
“Ci rendiamo conto che intorno a noi si fanno tutte le previsioni possibili, ed è giusto così: la gente ha i suoi sogni, vuole il massimo. Per quanto riguarda noi, come ogni anno, dobbiamo guardare in faccia la realtà. E la realtà è che di obiettivi si può parlare solo dopo una ventina di partite. Fissarli dopo quattro o cinque giornate non ha senso. Certo che abbiamo fiducia, certo che vogliamo stare in alto in classifica, però in questo momento questo è l'unico obiettivo concreto”.
La Roma è attesa da due grandi sfide: l'Inter in campionato e il Real Madrid in Champions. Quanto potranno dire queste partite sul livello raggiunto dalla sua squadra?
“Ha dimenticato il Como in mezzo, che viene prima del Real Madrid e che ritengo una squadra che sta facendo passi davvero giganti. La considero ormai tra le big del campionato. Certo che l'Inter e il Real Madrid sono due squadre di grandissimo blasone e valore a livello europeo, e credo che ci siamo meritati la possibilità di giocare contro l'Inter da primi in classifica e contro il Real Madrid in Champions. Sarà il momento per misurarci e per vedere, al cospetto di queste squadre, cosa siamo in grado di fare”.
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