Bianchi: "Roma-Inter, è troppo presto per parlare di sfida scudetto"

Bianchi: "Roma-Inter, è troppo presto per parlare di sfida scudetto"Vocegiallorossa.it
Oggi alle 11:20Interviste
di Mattia Costa
Ottavio Bianchi analizza Roma-Inter, elogiando il momento dei giallorossi e l'impatto di Malen: "Sembra che abbia sempre giocato nella Roma".

Ottavio Bianchi, ex allenatore tra le altre di Roma e Inter, ha parlato a La Gazzetta dello Sport in vista della sfida tra giallorossi e nerazzurri. Di seguito le sue dichiarazioni:

Come si prepara un big match di questo genere?
«Si prepara da solo. Sono le partite "facili" che ti costano molto di più a livello di energie. Con due squadre molto in condizione. La Roma sta andando non bene, benissimo e l'Inter sta facendo il suo».

Si aspettava invece un inizio così brillante della Roma?
«Beh, innanzitutto ha un allenatore di grande esperienza, di grande valore, e poi ha il vantaggio di aver già fatto un campionato con lui. Un altro fattore è l'aver trovato questo Malen che sembra che abbia sempre giocato nella Roma e poi un Dybala in grande condizione. Ma del resto Gasperini era andato bene anche l'anno scorso riportando la squadra in Champions, quindi non mi stupisco più di tanto, anzi parlerei piuttosto di conferma: questa Roma non è una sorpresa, non può essere considerata una novità ed è lassù meritatamente».

Lei sa cosa significa vincere un trofeo a Roma, pensa che anche Gasperini possa regalare a questa piazza un titolo?
«Roma è un mondo tutto particolare, bisogna viverlo per capirlo... e, anzi, anche quando l'hai vissuto forse non lo conosci mai fino in fondo. È un ambiente particolare e quel dualismo così acceso che c'è con la Lazio...».

La sfida tra i due attacchi è Malen-Lautaro. Bianchi chi prende?
«Guardi, mi ricordo di essere stato allenatore e non si parla mai dei singoli. Se Malen e Lautaro sono due certezze è perché sono messi in condizione di fare bene dalla squadra che li porta lì davanti con freschezza. Nessuno vince da solo, è la bellezza del gioco del calcio. I miei vecchi maestri dicevano: "Le qualità del collettivo esaltano il singolo, e il collettivo viene esaltato dalle qualità del singolo"».

Ma quindi per lei questa è una sfida scudetto o no?
«No, no. Dopo quattro partite? Troppo presto. È appena iniziata la stagione e la Serie A l'ho sempre vista come una corsa a tappe. Un Giro d'Italia. E poi se lo dicessi si arrabbierebbero gli allenatori di Roma e Inter e anche quelli delle altre squadre. Qualcuno rientrerà nella corsa e penso al Napoli, ad esempio. Ma nel calcio non si sa mai. Tutto può cambiare da un momento all'altro».