Bove: "Ho rimesso il calcio al centro della mia vita. Sento ancora Mourinho". VIDEO!

Bove: "Ho rimesso il calcio al centro della mia vita. Sento ancora Mourinho". VIDEO!Vocegiallorossa.it
Oggi alle 13:25Interviste
di Mattia Grieco

Edoardo Bove ha rilasciato un'intervista a margine della conferenza stampa per gli 80 anni della Boreale. Di seguito le sue parole:

Come ti senti ad essere qui a raccontare quello che comunque è stata la Boreale per te, perché abbiamo sentito una testimonianza che è stato l’inizio della tua avventura comunque calcistica.
«Sì, assolutamente. Essere qui è un motivo di grandissimo orgoglio. Il fatto di essere presente agli 80 anni e di aver fatto parte della storia di questa società, mi riempie di gioia perché ho mosso i primi passi qui e ora sono tornato in vesti un pochino differenti, non so se notate il vestito, però, no, a parte gli scherzi, ritornare a casa fa sempre bene e quindi sono davvero contento».

Come ti sei trovato in questa esperienza in Inghilterra?
«Sì, mi sono mi sono trovato bene. È un’esperienza nuova, è la prima volta che sono andato a vivere fuori dall’Italia e mi sto trovando bene. Il calcio è un pochino differente, come ho già detto molte volte, vi è una differenza nell’intensità e il calcio è un pochino più diretto, però mi sta piacendo e sono contento».

Edoardo, quanto ti dispiace però non poter riprendere il percorso che avevi lasciato in Italia e quindi poter giocare in Italia?
«No, non lo chiamerei proprio dispiacere. Assolutamente per me la Serie A è un campionato importante. In futuro non so come andranno le cose, non nego. Per me sarebbe un piacere, però sono davvero contento della mia esperienza all’estero, anzi era uno dei miei obiettivi giocare in Inghilterra soprattutto, perché mi volevo mettere a confronto con una realtà differente. Come ho detto prima, sono molto contento di come sta andando, ora vediamo cosa ci riserverà il futuro».

Edoardo, io però ho letto un tuo post su Instagram dove ammettevi delle difficoltà, pensavi fosse più facile, ce ne racconti?
«Sì, spiego bene. Non pensavo fosse più facile giocare a calcio, nel senso un calciatore vuole giocare il maggior numero di partite possibili. Solo durante le gare trovi un determinato ritmo, una determinata concezione degli spazi e anche a livello fisico è differente dal puro allenamento. Forse non ho avuto la possibilità di mettere minuti consecutivi sulle gambe come mi aspettavo, era un pochino questo il riferimento alla facilità nel giocare. Sono contento però di come è andata l’esperienza al Watford e ringrazio assolutamente i club e i tifosi che mi hanno accolto perché naturalmente sono stati il punto da cui sono ripartito e anche le mie condizioni fisiche sono state assolutamente perfette. Per me era anche un pochino un test per vedere come mi sentivo e da questo punto di vista sono molto contento».

Sugli ex compagni.
«Sì, i compagni li sento un pochino tutti. È un po’ questo che cerco dal calcio io. Comunque sono dei rapporti che mi porto dietro sempre e credo che, e ho parlato anche con ex calciatori che alla fine quello che ti rimane quando smetti, al di là delle vittorie, di tutti i trofei e delle sconfitte, sono i rapporti che crei con le persone, con gli staff, con i calciatori con cui hai giocato nelle squadre».

Hai sentito qualcuno della Fiorentina?
«Sì, ho sentito ragazzi della Fiorentina. Sono contento per un club a cui sono affezionato, per un club che ha anche un rapporto con la Boreale perché la Fiorentina mi ha dato la possibilità di unire la Boreale al viola e alla maglia della Fiorentina. Quindi anche celebrare io 80 anni con l’affiliazione con la Fiorentina è un motivo per me di grandissimo orgoglio e li ringrazio per la loro disponibilità e per quanto mi sono stati vicini».

Che ne pensi della situazione della Roma e della corsa alla Champions?
«Per quanto riguarda la Roma in Champions, non ho una risposta diretta. Spero assolutamente, spero per la piazza, per i miei compagni. Non parliamo prima, vediamo come va. Ieri è stata una partita molto importante».

Sulle dinamiche che ci sono state a Roma tra allenatori e ambiente.
«Io stavo a Londra quando sono successe tutte queste cose, nel senso. No, non entro nei dettagli perché non ne sono nemmeno a conoscenza. Devo esserti sincero, ho cercato di isolarmi un pochino perché per me era troppo importante ripartire al massimo e farlo nel modo più concentrato possibile. La Roma è un club che cerca sempre di fare tutto per arrivare al massimo e quindi assolutamente l’ambizione è sempre quella e si lavora per fare quello. Ed è sempre stato così e sempre sarà così, secondo me».

Pensi che Gasperini sia l’allenatore giusto per il progetto?
«Non credo di essere la persona giusta per rispondere a questa domanda, nel senso che ognuno ha le sue idee, il mister sappiamo che storia ha. Comunque, la stagione che sta facendo è una stagione importante dal mio punto di vista».

Sul derby.
«Sì, sabato è il mio compleanno, speriamo domenica un bel regalino in ritardo, quindi vediamo, vediamo».

Andrai a vedere la finale Champions?
«Eh anche questa è una bella domanda e sto decidendo in questi giorni perché anche io dovrei fare delle vacanze, visto che a giugno inizierò subito col ritiro, quindi ne ho parlato anche con Riccardo (Calafiori ndr) e vediamo cosa uscirà fuori».

Come hai vissuto l'esclusione dal Mondiale per l'Italia e cosa si è detto in Inghilterra?
«No, in Inghilterra non è che ci siano state, non ho avuto modo di parlarne, se questa è la domanda, io l’ho vista naturalmente e anche lì sono stato molto dispiaciuto perché al di là del movimento proprio nazionale del calcio, conosco benissimo le persone che hanno lavorato lì ed è stata una delusione molto, molto grande per tutti e per me compreso».

Sul futuro di Dybala.
«Sicuramente non lo so. Ti posso dirti che Paolo è stato uno dei giocatori più forti con cui io abbia mai giocato. E sì, assolutamente, anche come persona, al di là delle doti calcistiche, è una delle persone che mi ha aiutato di più. E questo non è assolutamente scontato, perché magari chi è davvero forte in campo poi non, al di fuori, può essere un pochino più presuntuoso, ma lui è tutto il contrario, quindi lo ringrazio per quanto mi ha aiutato qui a Roma».

Mourinho lo senti ancora?
«Sì, sì, l’ho sentito, ma come sento persone con cui ho giocato. È normale, la comunità calcistica ti permette di mantenere un determinato tipo di rapporti, visto che sei comunque unito da esperienze vissute insieme, come nella vita, come se fossi andato all’università con un mio amico, è normale che se ha condiviso qualcosa poi dopo due o tre anni anche lo continua a sentire».

Ti vedi anche in un ruolo dirigenziale o comunque fuori dal campo in futuro? Da dove dovrebbe ripartire il calcio italiano?
«Sì, sì, assolutamente. No, di nuovo, non deve essere Edoardo Bova a dire da dove deve partire il calcio italiano. Io devo pensare a fare bene sul campo e a divertirmi, perché è quello che mi è mancato per molto tempo. Il fatto di aver avuto la possibilità di rimettere il calcio al centro della mia vita è stata la cosa più importante di questi mesi. Ora, tornando alla mia felicità, io sono felice, ho rimesso il calcio al centro, però allo stesso tempo voglio giocare il maggior numero di partite possibile».