Balerdi: "Volevo giocare in Italia, per la Roma. È un club storico"

Balerdi: "Volevo giocare in Italia, per la Roma. È un club storico"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 14:24Interviste
di Alessandro Monaco
Leonardo Balerdi ha parlato del suo addio al Marsiglia e della scelta di traferirsi alla Roma nella sessione estiva di calciomercato.

Leonardo Balerdi ha parlato ai microfoni di DAZN France del suo addio al Marsiglia per approdare nella Capitale.

BALERDI: "VOLEVO GIOCARE IN ITALIA, PER LA ROMA. È UN CLUB STORICO"

Riguardo le parole di Gasperini nel post-partita di Torino-Roma:
«Sicuramente io per primo ero felice, ma certo con tranquillità, perché di Baresi ce n'è solo uno ed ha fatto qualcosa di straordinario nel calcio, e io devo restare umile e devo continuare a lavorare. Certamente è l'allenatore che dice questo, quindi mi motiva. Non... devo trovare la motivazione lì, ma restare tranquillo e continuare a fare il mio percorso, perché sono appena arrivato. Sono appena arrivato, ho fatto solo una partita e mezza, quindi bisogna continuare a giocare.»

Immagino che ti abbia fatto piacere comunque, perché l'estate non è stata facile. Prima c'è stato questo Mondiale, è il sogno della tua vita in quel momento che vola via. Come l'hai vissuto questo periodo, questo forfait per infortunio al Mondiale?
«Beh, sono stati i momenti più difficili per me, perché avevo troppe speranze. Tutta la mia famiglia e tutta la mia città erano dietro di me e quando mi sono reso conto che non potevo giocarlo il Mondiale, è stato un colpo, no? Un colpo molto molto duro per me. Ma nel calcio ci sono momenti così, e sapevo che in quel momento non sarei stato troppo felice, ma devo pensare che alla fine questo mi aiuterà: certamente sul calcio, ma anche sulla vita. È un colpo duro che mi darà un sacco di cose, se prendo solo le cose positive, se si possono trovare delle cose positive.»

C'è stato poi questo periodo e quest'estate un po' complicata anche all'OM. C'è stata questa partita amichevole contro l'Atlético, è la tua ultima al Vélodrome. Sei stato fischiato dal pubblico, tu che porti e che hai sempre portato l'OM nel tuo cuore, e lo abbiamo sempre sentito. Che effetto ti ha fatto?
«Certo che è stato un momento difficile e non volevo finire così nell'ultima partita al Vélodrome. Ma non mi fermo a questo. Prendo tutti i giorni che ho vissuto a Marsiglia: le buone cose certo, le cattive anche, perché mi darà la forza, mi aiuterà per il futuro, no? Ma non mi fermo su questo e resto anche sull'amore che mi hanno dato durante i 6-7 anni che sono stato là. Penso che questo sia il più importante, no? Di restare con questo, dato che mi hanno dato molto amore durante tutto il mio percorso all'OM.»

Non hai l'impressione a volte di aver vissuto un trattamento un po' ingiusto all'OM?
«Non so se sia giusto o ingiusto, ma sì, ho trovato un po' che fosse... non so come dite voi, ma si dice in spagnolo "amor y odio" [amore e odio]. E a volte sentivo di avere molte persone che mi amavano, e a volte sentivo anche molte persone che... non so come dirlo in francese, "détester" [odiare]. Ho solo 7 mesi qua... Ma prendevo l'amore per motivarmi, ma anche quest'altro sentimento per motivarmi, per spingere, no? Ed era qualcosa che prendevo come energia.»

Sapevi che dovevi partire quest'estate o sei stato piuttosto tu a dirti a un certo punto "per la mia crescita la partenza diventa l'unica via d'uscita"?
«Ho sentito anche che era il momento. Era il momento perché 6 anni in un club è tanto, ma 6 anni all'OM è anche qualcosa che non tutti fanno in quest'epoca. Quindi ho sentito che era il momento per conoscere un'altra lega, un altro campionato, e volevo anche mettermi alla prova e tentare di fare qualcosa di diverso. Ed è per questo che quando la Roma è arrivata ero molto contento di partire, anche triste perché la mia storia all'OM stava per finire, ma avevo bisogno di cambiare un po'.»

Eri stato contattato da diversi club quest'estate. Sappiamo che la dirigenza avrebbe rifiutato delle offerte, forse anche tu. Perché dire di sì alla Roma?
«Sì, ho rifiutato molte volte e in molte sessioni di mercato per restare all'OM. C'erano diverse ragioni per restare e mi trovavo molto bene. Ma questa decisione della Roma e questo mercato è perché, come l'ho detto quando sono arrivato qui, avevo qualcosa con questa maglia fin da piccolo. La trovavo straordinaria. Non so se erano i colori o qualcosa che mi piace molto di questa maglia, ma anche perché volevo giocare in Italia alla Roma. La Roma è un club storico, con molta storia, con molte ambizioni e quest'anno gioca la Champions League, e per me è sempre un piacere giocare questa competizione. Ero deciso al 100% a prendere questa decisione.»

Oggi come ti senti in questo nuovo club? Prima di questa partita contro l'Inter, che è comunque il big match al vertice della Serie A, senti che la passione è più forte che all'OM oppure no?
«Non so se ce n'è di più, ma sento che ce n'è molta anche qui. Penso che sia all'OM che alla Roma ci sia molta passione, e questa settimana sarà molto importante perché adesso giocheremo contro l'Inter. Sappiamo bene, conosciamo bene cos'è l'Inter qui e cosa hanno fatto in questi ultimi anni, ed è per questo che ho molto entusiasmo e vedremo una partita straordinaria. Ma siamo pronti. Sento che sì, può essere una di quelle partite che possono cambiare tutta la stagione.»

Grazie mille Leonardo. Buona partita contro l'Inter!
«Grazie a voi.»