ESCLUSIVA VG - Alessio Di Chirico: "Mi piacerebbe vedere De Rossi nell'ottagono. Il tifo per la Roma un affare di famiglia, appena posso vado in Curva Sud"

25.12.2017 22:01 di Yuri Dell'Aquila Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione VoceGiallorossa - Yuri Dell'Aquila
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
ESCLUSIVA VG - Alessio Di Chirico: "Mi piacerebbe vedere De Rossi nell'ottagono. Il tifo per la Roma un affare di famiglia, appena posso vado in Curva Sud"

Alessio "Manzo" Di Chirico, uno dei tre fighter italiani sotto contratto con la Ultimate Fighting Championship (più comunemente nota come Ufc), la più importante organizzazione di arti marziali miste (MMA) a livello globale, nonché grande tifoso della Roma, si è raccontato in esclusiva per VoceGiallorossa.it dopo il suo vittorioso incontro contro l'americano di origine nigeriana Oluwale Bamgbose, nel corso dell'evento UFC on Fox 26, disputato a Winnipeg, Canada, lo scorso 16 dicembre.

Partiamo dal tuo incontro vinto contro Bamgbose, si trattava del quarto e ultimo match del tuo primo contratto in Ufc, hai avvertito durante il training camp più tensione del solito?
“La pressione c’era ma l'approccio è stato quello degli altri incontri. Quando ti prepari non pensi al contratto e non sali mai sull'ottagono per perdere, si deve sempre pensare a vincere. Sapevo che mi stavo preparando nel modo giusto e questo mi rincuorava. La garanzia è stata quella del team che mi segue, ero consapevole che non mi avrebbero mai lasciato solo anche in caso di sconfitta".

L’incontro si è svolto in maniera un po’ diversa da quanto ci si potesse aspettare alla vigilia, Bangbose è famoso per chiudere i suoi incontri al primo round mentre contro di te ha scelto una strategia piuttosto conservativa, ti aspettavi un atteggiamento del genere?
“Sinceramente no, me l’aspettavo più aggressivo, negli incontri precedenti ha avuto problemi di cardio (l'abilità di un atleta nel gestire la frequenza cardiaca e dunque la fatica, ndr) andando a corto di fiato, per questo ha cambiato stile per preservarsi ma eravamo pronti a tutto, il nostro piano tattico era quello di aggredirlo e per come si è svolto l'incontro, posso dire che la situazione ci ha avvantaggiato, un lottatore così esplosivo va attaccato per metterlo sotto pressione".

Piani per il futuro?
“Siamo in trattativa per il rinnovo del contratto, dovremmo avere notizie a breve dalla Ufc, sono fiducioso. A gennaio dovrei tornare all’estero per un paio di settimane, a Miami, per un camp insieme a Lorenzo Borgomeo (coach di Di Chirico, ndr), mentre l'incontro con Bamgbose l'ho preparato qui a Roma, nella palestra Gloria Fight Center (fondata proprio da Di Chirico insieme a Riccardo Carfagna, ndr)". 

Da dove nasce la citazione de "I Griffin" (in cui il protagonista scimmiotta un dialogo in lingua italiana, ndr) nell’intervista post match, programmata o è stata una reazione istintiva?
“A luglio un amico americano si è allenato con me, tutti gli americani ci vedono esattamente così, con una dialettica fatta di suoni strani e un'ampia gestualità e per questo gli avevo promesso di citarlo in caso di vittoria”.

Passiamo ora alla Roma, la società giallorossa ti ha fatto gli auguri su Facebook prima del tuo incontro, cosa significa per te essere tifoso romanista?
“Ha portato bene la foto nel posto di Nainggolan all'interno degli spogliatoi di Trigoria, mi piace la sua grinta, come dico sempre non tutti hanno il carattere per fare il calciatore, ma alcuni hanno una grinta per cui potrebbero anche fare i fighters, il mio sogno è vedere De Rossi sull’ottagono, magari potrebbe sfogarsi, ogni volta che vedo la sua vena sul collo gonfiarsi ci penso (ride, ndr). Essere romanista è un affare di famiglia, facendo MMA mi sono un po’ allontanato dal tifo, lo dico per essere rispettoso verso mio fratello che vive la Roma in maniera ancora più viscerale di me e si rovina le giornate quando la Roma perde, diciamo che in quelle occasioni non ci si può proprio parlare, io me la godo in maniera un po’ più distaccata”.

Frequenti lo stadio?
"Appena posso ci vado. Sono stato ospite in Tribuna Monte Mario ma non ha a niente a che vedere con il vivere una partita in Curva Sud, è lì che preferisco andare, ti dà tutta un’altra prospettiva, tutta un’altra passione".

Poco prima del tuo match la Roma era impegnata contro il Cagliari, sei riuscito ad avere notizie in Canada della vittoria?
"Mentre si giocava stavo per salire sull'ottagono ed ero nel pieno dei preparativi, appena finito l'incontro tramite mio fratello sono stato messo al corrente, ho vinto io e ha vinto la Roma, è stata una serata perfetta”.

Hai qualche contatto con i giocatori della Roma o qualche aneddoto in particolare?
“Sogno di conoscere Francesco Totti, soprattutto per mio fratello che impazzirebbe di gioia, ci tengo a dire che questa passione per la Roma mi è stata tramandata da Alberto, un secondo padre per me e che adesso non c'è più, devo a lui il mio essere romanista”.