Totti, The King of Rome e quel derby che non c’è più

L'editoriale di Luca d'Alessandro
30.03.2016 08:50 di Luca d'Alessandro Twitter:    vedi letture
Fonte: Luca d'Alessandro
Totti, The King of Rome e quel derby che non c’è più

L’immagine è questa: Totti segna in mezza rovesciata il gol del 2-2 (La Lazio era sopra 0-2), corre verso la Curva Sud e immortala il momento con un selfie. Era l’11 gennaio 2015, un derby come tanti, la Chiesa al centro del villaggio era già stata ricollocata, che però, a distanza di un anno e tre mesi può essere preso come il manifesto di un qualcosa che rischia di non tornare più. Un “com’eravamo”. Quasi profetica la coreografia della Sud con i “figli di Roma, i capitani e le bandiere”, lì insieme a loro, raffigurati sugli stendardi esposti in Curva, tra cui ovviamente Francesco Totti (insieme a De Rossi unici calciatori ancora in attività). Quello di domenica prossima sarà ben altro derby: le Curve vuote, il capitano della Roma in panchina per quello che molto probabilmente sarà il suo ultimo, con accanto (forse) Daniele De Rossi. Gladiatori di una Roma che sembra non esserci più. I tempi degli sfottò, delle attese del derby come la madre di tutte le gare, hanno lasciato spazio a un calendario che farà sì di preparare la partita in un paio di giorni, senza troppi clamori. Da un lato c’è l’aspetto di chi vede in ciò una crescita di mentalità, dall’altra chi rimane legato a quel sapore particolare che solo una vittoria o una sconfitta contro la Lazio ti lascia in bocca, quell’atmosfera che si respira in città e tutto quello che il derby si porta con sé. La Roma che verrà sarà capitanata da quel calciatore versatile che il calcio moderno necessita: Alessandro Florenzi, romano, il mix giusto tra tradizione e i tempi che passano. The King of Roma is still here, per il momento e lascia il dilemma a Spalletti: fargli fare un’ultima passerella, in casa della Lazio in caso di risultato acquisito o risparmiarlo, lasciando l’ultima immagine di Totti in un derby, di cui è e rimarrà a lungo il recordman, così come lo stesso capitano si è immortalato; festante dopo uno dei suoi gol più belli segnati in carriera, in un connubio tra lui e la sua gente. Il tifoso che divenne calciatore della sua squadra del cuore, il calciatore che divenne capitano. Il capitano che ne diventò simbolo. The King of Rome becomes legend.