Polveri (bagnate) di stelle

Polveri (bagnate) di stelle
mercoledì 9 marzo 2016, 09:16Editoriale
di Luca d'Alessandro
fonte Luca d'Alessandro
L'editoriale di Luca d'Alessandro

Se ci avessero detto prima del match contro il Real Madrid che la Roma avrebbe avuto cinque-sei palle gol nitide per battere la porta di Keylor Navas, avremmo messo la firma tutti e, viste le ultime partite giallorosse e la prolificità dell’attacco romanista, avremmo pensato a una qualificazione combattuta. Le palle gol ci sono state, la qualificazione combattuta no. “2-0 all’andata, 2-0 al ritorno, 4 gol subiti, 0 fatti”. Sì perché nella competizione delle stelle, contro la squadra che l’ha vinta più di tutti (10), gli astri romanisti hanno le polveri bagnate. Spalletti fin dalla rifinitura del giorno prima, visibile integralmente alla stampa, caso più unico che raro, fino alla formazione ultra offensiva proposta al Bernabeu sembra voler dire: “Siamo la Roma, sappiamo chi siamo e non ci fate paura”. Ha cercato di trasmettere il giusto modo di approcciare un match come quello contro il Real Madrid, una gara che a detta del mister ti rende campione più di 40 gare di campionato; ha cercato di trasmettere quello che ha ribattezzato: The Roma Way. Poi però c’è il campo e in campo ci vanno i giocatori, le stelle, e ci sono i momenti chiave in ogni partita, quei momenti che ti possono cambiare le sorti di un match, di una stagione e che di solito avvengono poche volte al Bernabeu, contro il Real Madrid. La Roma li ha.

Capita al suo attaccante principe. A quell’Edin Dzeko che è stato comprato proprio per questo, per far fare il salto di qualità in campionato, ma soprattutto nelle grandi sfide europee. Il tutto però sfuma in un piatto sinistro troppo aperto, impreciso, titubante di chi ha avuto paura più di segnare che di sbagliare, per poi continuare a perdersi in un atteggiamento troppo molle. Szczesny tiene a galla la Roma e di nuovo quel fattore d’imprevedibilità che è la Champions ti concede le occasioni di colpire la squadra di Zidane, bella come solo il Real Madrid può essere, ma che dietro la facciata, capitanata da Cristiano Ronaldo, nasconde la fragilità di chi sa di non poter competere ai massimi livelli. Questa volta è Salah, che in campionato ha segnato 6 gol nelle ultime 7 partite, a trovarsi a tu per tu con Navas in due occasioni e a calciare a lato con il suo piede debole. Aggiungiamo che El Shaarawy è in versione sarcofago e non faraone, un paio di miracoli sempre di Navas su Florenzi e Manolas ed ecco che non sorprende l’uno-due CR7-James a sancire il definitivo game over. Ma ‘n do’ hawaii se i gol non li fai? Di sicuro non ai quarti di Champions League. Domani si riparte dal campionato, dal “malessere” di Spalletti per poter rigiocare queste gare che ti rendono campione di più di 40 gare di Serie A.