Niente di nuovo sotto la pioggia

09.02.2021 16:07 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio
Niente di nuovo sotto la pioggia

La Roma fa ancora una volta i conti con i suoi limiti e manca nuovamente l’appuntamento con i tre punti in un big match. Pensare di prenderli nel più big match di tutti è sempre ardito alla vigilia, poteva essere leggermente più realistico per quello che si è visto in campo, visto il livello estremamente basso di una partita decisa da un paio di colpi - ovviamente bianconeri -, quasi gli unici dei 90 minuti. Contrariamente ad altre volte, almeno come presenza nella partita la Roma non è mancata, non finendo affossata dopo pochi minuti (del primo o del secondo tempo) e non venendo colpita più volte in un breve lasso di tempo. Come nelle altre occasioni, invece, i giallorossi hanno creato poco davanti, confermando l’efficacia di certi meccanismi e la capacità dei singoli di imporre la loro statura solamente quando l’avversario non supera un certo rango. Neanche l’aver preservato un grosso calibro come Edin Džeko per la seconda parte di gara ha contribuito ad aumentare un livello di gioco rimasto più o meno costante per tutta la durata della gara, chiaramente insufficiente per vincerla. Dal battere il Verona - miglior difesa del campionato solo per i gol effettivamente subiti, non certo per quanto concesso ai propri avversari - a espugnare l’Allianz Stadium - contro la migliore retroguardia, quella vera però - c’è una distanza evidentemente troppo grande da coprire, anche contro dei bianconeri non certo esaltanti come quelli di questo sabato pomeriggio, in una sola settimana, per un trend che non si schioda da dov’è; a questo punto, non dovrà farlo (ma in negativo) neanche nel prossimo impegno, prima dell’appuntamento di Europa League dove non dare una scossa significherebbe dire addio a un obiettivo prestigioso (e spesso sottovalutato) come una coppa europea. Niente di nuovo sotto al sole (o sotto la pioggia di Torino): la sensazione è che si farà prima ad abituarsi a quest’ottica - che comunque non preclude nulla, vista la classifica attuale e anche immaginando quella che potrà configurarsi alla fine del turno - che a ribaltarla. Con la speranza di essere sorpresi.