Mantenere la rotta quando gira tutto storto

09.11.2021 19:30 di Alessandro Carducci Twitter:    vedi letture
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci
Mantenere la rotta quando gira tutto storto

Le crisi rappresentano uno zoom su un particolare aspetto della nostra vita. Durante la crisi, ci focalizziamo su un particolare aspetto e non guardiamo il quadro generale. Perdiamo di vista tutto.
Nel caso specifico, ci si potrebbe focalizzare solo sul risultato, il 3-2 contro una squadra che lotta per la salvezza, e sulla classifica, in questo momento deficitaria.
Così facendo, si rischia però di perdere di vista tante cose.
La Roma ha, paradossalmente, giocato una buona gara. Ha creato tanto, tantissimo, e come al solito ha sprecato troppo. Ha pagato alcune disattenzioni difensive e l’ennesimo episodio arbitrale girato a sfavore. Nel calcio, come nella vita, la componente psicologica è dominante, e subire il pareggio su un rigore piuttosto discutibile (per usare un eufemismo) taglierebbe le gambe a chiunque dopo i due rigori solari negati tre giorni fa.
I giallorossi, invece, non si sono persi d’animo nemmeno per un momento. Hanno reagito cercando il gol con tutte le loro forze. Significa che va tutto bene? No, perché se crei tanto ma sbagli negli ultimi metri manca qualità. Se ci sono disattenzioni in difesa, un problema c’è. Se mancano dei ricambi, un problema c’è.
L’errore sarebbe di buttare tutto e non sostenere una squadra che ce la sta mettendo tutta, in ogni partita, a partire da Pellegrini che ha giocato malconcio, anche se non avrebbe dovuto farlo, fino all’ultimo dei calciatori entrati in campo.

LA DISFATTA NORVEGESE – Il 6-1 contro il Bodø/Glimt ha tolto probabilmente un po’ di fiducia, di serenità e questo si traduce in un passaggio sbagliato di pochi centimetri, in un tiro che esce di pochissimo, in tanti piccoli dettagli, in alcuni contrasti persi. Una sconfitta così vasta è difficile da digerire nel breve periodo e le ultime partite, nelle quali gli episodi arbitrali non sono certamente andati a favore della Roma, hanno incrementato un senso di frustrazione, che è umano e comprensibile.
L’unico modo per invertire la rotta è sostenere la squadra e lasciare che i giocatori continuino a lavorare remando dalla stessa parte. Non ci sono alternative.