La ricetta per vincere i big match

20.12.2021 18:06 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio
La ricetta per vincere i big match

Tra Atalanta e Roma non c’è stata partita. Sarebbe stato facile, visti i precedenti, ipotizzarlo in un senso, ma il fatto si è verificato in quello opposto: i giallorossi vincono la prima sfida contro una squadra di alta classifica in questo campionato e lo fanno miscelando in modo perfetto gli ingredienti necessari per prevalere in una grande partita, che bene o male erano mancati, a turno o tutti insieme, nei precedenti tentativi.

I big match si vincono con l’intensità: e, specie con l’Atalanta, questo in passato era stato un problema. La Roma era andata in vantaggio per prima in casa degli orobici in tutti gli ultimi sei precedenti, vincendo solo una volta; questa volta ha avuto forza e intelligenza nel saper limitare la forza offensiva della squadra di Gasperini, che nel secondo tempo ha cominciato col solito tran tran non riuscendo però ad andare oltre a qualche calcio piazzato e qualche conclusione da lontano.

I big match si vincono con identità: la Roma non ne ha una definita o ne ha una fin troppo definita, a seconda del punto di vista; questa volta però si è visto chiaramente come José Mourinho abbia pensato a ogni minimo dettaglio di questa gara, che certo gli si è messa bene col gol dopo un minuto, ma che ha letto in ogni suo aspetto per tutta la sua durata.

I big match si vincono con i singoli: e qui si può fare un elenco parecchio lungo. Che però si può ridurre a un semplice concetto: in tre hanno tirato fuori la migliore prestazione della stagione, e lo hanno fatto tre che giocano in ruoli in cui il singolo può fare la differenza più che altrove. Chris Smalling ha ricordato perché le sue assenze abbiano un peso specifico enorme, vincendo per tutta la gara il duello con Zapata, Tammy Abraham ha finalmente dato l’idea di uno strapotere che qui non si era mai visto e Nicolò Zaniolo ha risposto a critiche e insulti immeritati non con nervi, ma con carattere e concentrazione, segnando il primo gol del suo campionato e, speriamo, cambiando la sua stagione.

E, magari, quella della Roma, che adesso sa che queste partite si possono vincere, che non sarà mai facile farlo, ma che ora conosce il modo perché questo accada. Non varrà un posto in Champions, ma, chissà, da ora si potrà usare la parola “ancora”.