La continua evoluzione della Roma: il cambio di marcia passa attraverso la tecnica

27.01.2022 20:45 di  Luca d'Alessandro  Twitter:    vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
La continua evoluzione della Roma: il cambio di marcia passa attraverso la tecnica
Vocegiallorossa.it

Il rilancio della Roma passa attraverso la qualità e la tecnica. Più strano a dirsi che a vedersi, specie se si parla di un team allenato da Mourinho che da sempre fa dell'aspetto mentale, dell'intensità agonistica il suo credo calcistico, prediligendo più l'utile al dilettevole. Così è stato fino a questo momento anche con i giallorossi. Al netto di risultati altalenanti, la squadra non ha dato quasi mai spettacolo, ha creato tante occasioni vero, ma non ci sono state situazioni tattiche bene marcate a definire una derteminata peculiarità di gioco. Lo Special One si è trovato in un compito difficile: quello di forgiare un gruppo fatto da calciatori che puntano ad affermarsi ad alti livelli e quello di dover mandare in campo, spesso, un 11 improvvisato o adattato. Il 4-2-3-1 iniziale è stato seguito dal 3-5-2 dovuto all'emergenza e, in Coppa Italia, si è visto per 45' anche un 4-3-3

Il tormentone estivo di mercato è stato la ricerca del famoso regista, individuato in Xhaka, diventato poi cruccio per il tecnico. Cristante ha doti di finalizzazione e difensive, Veretout fa degli inserimenti senza palla la sua forza, nessuno dei due può definirsi un palleggiatore. Dietro di loro tra giovani del vivaio come Darboe o Bove e giocatori visti poco dal tecnico come Villar (ceduto) e Diawara (in procinto di) si era creato un problema evidente. 

La prima svolta qualitativa è un'intuizione di Mourinho: Mkhitaryan mezz'ala. L'armeno fino ad allora era stato una sorta di corpo estraneo nella squadra. Relegato sulla fascia, in un modo di giocare poco consono alle sue qualità. Doti che, in una zona centrale del campo, sono riemerse e state accentuate. In un certo senso è diventato il regista della manovra giallorossa. Dinamismo, tecnica e intelligenza calcistica sopra la media, ultimo passaggio e buon calcio verso la porta. Non è un caso che Mourinho, quando anche Pellegrini è stato a disposizione (nel nuovo modulo tattico) abbia preferito l'armeno più basso, nel vivo del gioco, rispetto al capitano. 

La quadratura del cerchio, o una sorta di, visto che è ancora presto e le situazioni tattiche sono sempre in divenire, è stato l'affiancamento a Mkhitaryan di Sergio Oliveira. Il senso è un po' questo: i calciatori bravi, affiancati da altri calciatori bravi, riescono a risaltare di più. Oliveira anche non è un regista classico, ma è uno che dà del tu al pallone. Il risultato è stato quello di una Roma di una maggiore qualità tecnica. Piedi buoni fanno vedere giocate migliori. Non è un caso che le prestazioni dei due attaccanti, Zaniolo e Abraham siano migliorate. Se nel calcio per Mourinho i trofei li vincono i bad boys, aggiungere anche un pizzico di tecnica non guasta.