È la Roma dei sogni: le giallorosse sono campionesse d'Italia. Ora il Triplete
Era il 15 giugno del 2018 quando da un'idea di Pallotta e Mia Hamm la Roma acquistò il titolo della Res Roma e nacque la squadra femminile ufficiale giallorossa. Appena cinque stagioni dopo, eccole campionesse d'Italia. Con il match contro la Fiorentina arriva uno scudetto strameritato, dopo un campionato dominato da sempre. Uno scudetto che arriva in una stagione semplicemente perfetta, iniziata a Glasgow, quando una squadra già in rampa di lancio, si affacciava per la prima volta in UEFA Women's Champions League, non sapendo che da lì in poi, avrebbe fatto la storia del club.
DALLA SCALINATA DI TRINITÀ DE' MONTI ALLA GIOIA DEL TRE FONTANE - 7 settembre. Altra data da ricordare perché la Roma femminile viene presentata ufficialmente, con calciatrice dopo calciatrice a sfilare in uno dei luoghi più iconici della Capitale, accompagnate dai calciatori giallorossi. Da una presentazione alla "Donna sotto le stelle", a calciatrici che sono diventate delle stelle per molti tifosi giallorossi: da quelli che hanno da subito riempito le tribune del Tre Fontane, ai 40.000 dell'Olimpico per Roma-Barcellona.
L'ERA BAVAGNOLI E IL PRIMO TROFEO - La squadra inizia il proprio progetto di crescita sotto la guida di coach Bavagnoli. Un inizio difficile, perché fin da subito bisognava confrontarsi con realtà molto più avanti come Juventus, Fiorentina, Milan e la Roma era ancora tutta da amalgamare. Non è un caso che la prima vittoria arriva soltanto alla quinta giornata (Florentia-Roma 1-2) grazie alle reti di Claudia Ciccotti e Agnese Bonfantini. Alla fine della prima stagione, le giallorosse arrivano quarte, ma c'è un mantra che Bavagnoli continua a ripetere e ripetere: "Dobbiamo alzare l'asticella". Tanto lavoro e due stagioni dopo ecco che l'asticella viene alzata, così come viene sollevata la prima Coppa Italia, grazie alle parate di Ceasar e il penalty decisivo segnato da Vanessa Bernauer, nella finale contro il Milan.
IL SALTO DI QUALITÀ CON SPUGNA - Il trofeo segna l'inizio del periodo vincente della squadra, ma anche la fine del primo ciclo del club a cui viene data una struttura più solida. Da poco è arrivata l'attuale proprietà del club e viene potenziata anche la Roma femminile. Bavagnoli diventa Head of Women's Football e sulla panchina arriva dall'Empoli, Alessandro Spugna. Dopo il primo triennio la Roma è diventa già l'antagonista della Juventus ed è in rampa di lancio per spiccare definitavemente il volo. La prima stagione col nuovo tecnico è agrodolce, perché da un lato bruciano le sconfitte in Supercoppa e soprattutto quella in finale di Coppa Italia, contro la Juve, dall'altra parte viene conquistata la prima qualificazione alla Women's Champions League.
UNA STAGIONE LUNGA UN SOGNO - Dal calciomercato arriva la numero 9 Valentina Giacinti, ovvero, quell'attaccante che mancava per trasformare una buona squadra in una squadra vincente. Completata la squadra con il tassello mancante, la stagione è stata un crescendo continuo, con una squadra capace di crescere e superare i propri limiti, partita dopo partita, difficoltà dopo difficoltà. Affrontare poi le migliori squadre d'Europa e batterle ha fatto acquistare quella consapevolezza della propria forza, quella che ti fa affrontare i momenti difficili che tutte le squadre affrontano nei big match e superarli. L'esempio più emblematico è la doppia semifinale di Coppa Italia contro il Milan, con una Roma sconfitta a Milano e sotto al Tre Fontane, capace di ribaltare e vincere la partita al minuto di recupero 11, con l'ultima arrivata, Losada. Impensabile che la stagione potesse concludersi diversamente, impossibile per tutte le avversarie in Italia competere minimamente con le giallorosse. La Supercoppa vinta a inizio anno è stata soltanto l'antipasto, utile ad aprire lo stomaco di una squadra affamata di vittorie come la Roma femminile. Più forti di tutto e tutte. Perché quando hai già lo scudetto in tasca, ma vendi cara la pelle per battere le tue rivali e dimostrare una volta di più, sul campo, che sei tu a comandare i giochi, vuol dire che hai raggiunto il tuo nirvana.
I FESTEGGIAMENTI E IL SOGNO CHIAMATO TRIPLETE - Giusto festeggiare, perché come scritto lo scudetto è stato stravinto. Giusto celebrare insieme ai propri tifosi, in uno stadio soldout che potrebbe essere aumentato in capienza nella prossima stagione, il primo storico scudetto, ma se abbiamo imparato a conoscere mister Spugna, con la scia velenosa che ha lasciato lo scorso Roma-Juventus, la testa sarà già alla finale di Salerno, per quella Coppa Italia che rappresenterebbe la conquista del Triplete da parte della Roma. Vincerlo sarebbe l'apoteosi totale e l'inizio di quello che potrebbe essere un verio e proprio ciclo vincente, con la Roma a dettare legge in Italia e a cercare di colmare il gap, rispetto all'Élite del calcio europeo.
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