Cambio Campo - Fontana: "Sfida tra la tecnica della Roma e l'organizzazione tattica del Verona. L'aria dell'Olimpico può essere una motivazione in più per Verre"

15.07.2020 17:05 di Danilo Budite Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Cambio Campo - Fontana: "Sfida tra la tecnica della Roma e l'organizzazione tattica del Verona. L'aria dell'Olimpico può essere una motivazione in più per Verre"

Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L’ospite di oggi è Matteo Fontana, giornalista del Corriere di Verona, con il quale abbiamo parlato di Roma-Hellas Verona.

Che partita si aspetta? Tatticamente come possono farsi male le due squadre?
"Questo calcio atipico d'estate rende molto difficile fare previsioni. Abbiamo visto in molte situazioni che è un calcio matto, la stessa Roma sembrava cotta dopo la sconfitta con l'Udinese e invece si è ripresa. Il Verona, al netto di possibili variazioni obbligate visti i tempi frenetici in cui si gioca, manterrà la sua impostazione e la sua chiara identità di gioco che è maturata durante la stagione. Il Verona cercherà di pressare alto, di mantenere un'intensità non facile da mantenere per tutta la partita in questo periodo. Anche a Firenze il Verona per larghi tratti ha mantenuto questo atteggiamento e quindi sarà questa l'idea da adottare anche all'Olimpico. La Roma nelle ultime partite è cresciuta, poi il ritorno con gol di Zaniolo aumenta le soluzioni per una squadra che ha tanta qualità e che ha superato un momento difficile subito dopo la ripartenza, ritrovando alcune certezze tra cui quella della classifica. Credo che la partita si giocherà tra la tecnica della Roma e la grande organizzazione tattica del Verona".

Il Verona rischia di essere appagato dalla stagione o ha ancora degli stimoli da mettere in campo?
"Il Verona ha raggiunto la salvezza da questa settimana, ha cullato un sogno Europa League che è ancora aritmeticamente possibile, ma appare fuori orbita. Però per la mentalità che ha la squadra un appagamento non ci sarà. Poi può esserci un logorio che capita quando si gioca così frequentemente, ma escluderei che la squadra posa sentirsi appagata. Poi naturalmente una gara in cui c'è un cedimento può capitare, il Verona ad esempio ha perso 2-0 a Brescia mollando nel secondo tempo. Passaggi a vuoto possono capitare, ma un appagamento a prescindere lo escludo".

Come giocherà il Verona? 
"Bisogna capire tante cose. Qualche variazione potrebbe esserci, non cambiare comunque l'impostazione tattica del 3-4-2-1. Non mi aspetto rivoluzioni, se non per salvaguardare l'integrità fisica dei calciatori. Credo che ci sarà Silvestri in porta, Rrahmani, Gunter e Kumbulla dietro, magari uno dei tre potrebbe rifiatare per far spazio a Empereur. A centrocampo Faraoni, finito tra l'altro nella lista dei possibili obiettivi di mercato della Roma, a sinistra dipende da dove giocherà Lazovic, che nelle ultime partite è stato avanzato lasciando posto a Dimarco. In mezzo Amrabat è insostituibile, ha riposato a Brescia e si è visto com'è andata. È impossibile per il Verona fare a meno di lui, a meno che non sia lui a dire di non farcela. Qualche dubbio per Veloso, che ha giocato tanto e ha fatto bene nelle ultime partite, ma potrebbe rifiatare con l'abbassamento di Pessina, un altro che ha speso tantissimo. Davanti presumibile una possibilità per Verre, lui è cresciuto nella Roma, ha un grande talento e un potenziale ancora non espresso a pieno, magari l'aria dell'Olimpico, anche senza pubblico, può diventare una motivazione in più. Con lui o Pessina o Zaccagni, in attacco bisogna capire a che punto sia il recupero di Borini, altro ex che ha fatto bene alla Roma. Altrimenti uno tra Di Carmine e Stepinski, dipende da come Juric vorrà affrontare la partita, con un attaccante che attacca la profondità o uno che fa più da boa. Dipenderà molto anche dalla rifinitura".

Fonseca ha detto che molte squadre forti giocano a 3, secondo lei è un fattore questo schema tattico in Serie A?
"Non mi piacciono le drive ideologiche a prescindere. Tante cose si possono fare se ci sono gli uomini per farle, poi certamente si può lavorare per avere determinati tipi di giocatori per giocare in un modo definito in fase di allestimento della rosa. Sono contrario però al voler giocare per forza in un modo quando non ci sono i giocatori per farlo. Credo che questo modulo sia una soluzione che applicata a contesti come Verona o Atalanta, in relazione visto il debito riconosciuto di Juric verso Gasperini, può permettere di costruire l'azione dalla difesa, di proporre un calcio molto fisico e offensivo e il fattore della difesa a 3 ha inciso. Avere i tre difensori dietro fa parte anche di una scuola storicamente italiana, con l'applicazione di decenni di conoscenze, e porta a un calcio molto fisico, con frequenti ribaltamenti di fronte. Poi più che il modulo, dipende dall'applicazione che viene messa in campo. I numeri valgono poco se non sostenuti dal lavoro e dai fatti. Verona, Atalanta e Lazio sono esempi di successo di questo modulo, ma più che nei numeri il merito è rintracciabile nel lavoro".

Un giocatore che toglierebbe alla Roma?
"È chiaro che è sempre il bomber che fa la differenza quando si gioca contro squadre così forti tecnicamente. Direi quindi Edin Dzeko, è un grande giocatore, ma anche Zaniolo, un talento enorme di cui forse si parla anche troppo col rischio di voler creare a tutti costi il nuovo Totti. Secondo me di Totti ce n'è uno solo, ma Zaniolo è un grandissimo talento, ora è rientrato dal lungo infortunio ed è un sorvegliato speciale per il Verona. In assoluto comunque un giocatore che toglierei alla Roma per darlo al Verona è Edin Dzeko".