Udinese, Nani: "L'ambizione è quella di migliorare. Il primo obiettivo sono i 40 punti"
Gianluca Nani ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Queste le parole del direttore sportivo dell'Udinese:
Su Mlacic.
«Sì, è un grande talento. Ha fatto poche partite, ma in queste poche partite che ha fatto, ha pensato a giocare ora, a giocare ora. A diciott'anni ha già attirato l'attenzione di tutti, di tanta gente. Quindi ora bisogna dargli tempo, non mettergli pressione, fargli fare il suo lavoro e poi raffinare i frutti insieme a lui».
La trattativa con Bove.
«Sì, lui l'ha raccontato, era l'ultima partita di campionato Udinese-Fiorentina, lui seguiva la Fiorentina, e era arrivato all'aeroporto insieme a me, all'aeroporto di Trieste, e non c'era la macchina ad aspettarlo. Allora io l'ho fermato, gli ho toccato la spalla e gli ho detto: senti, se vuoi ti do un passaggio, e poi sono visto e ho detto chi è che sta matto. Poi insomma alla fine, guarda che io, Arturino lo conoscevo, io ti conosco. Insomma alla fine si è fidato e è salito in macchina e poi abbiamo iniziato a parlare e gli ho detto guarda, vedrai che presto lavoreremo insieme e non so come mi è uscita questa cosa, quando poi in effetti abbiamo iniziato a parlare, poi quando abbiamo firmato, lui mi ha detto la firma e io non gliela davo, che se mi fa, addirittura ti ricordi cosa mi avevi detto? Certo, io mi attengo sempre le parole, quindi insomma, alla fine è stato un episodio divertente, un segno del destino».
Cosa pensi di questo giovane giocatore?
«Siamo contentissimi naturalmente per il ragazzo, perché fa quello per cui è nato, quello che è il suo sogno. Ora non dobbiamo dargli nessuna pressione, quando lui si sentirà pronto, quando sarà pronto, sarà un bel tornato al calcio per un ragazzo molto bravo, un giocatore molto bravo, un ragazzo speciale».
Gianluca Nani a DAZN
Si parla sempre troppo poco di questo. Magari le ambizioni possono cambiare, si può lottare anche per qualcosa di diverso, vista la classifica e vista la qualità di questa squadra.
«Ma certo, insomma, sognare è giusto, le ambizioni è giusto averle, è quello che poi sono il motore del nostro lavoro, della nostra vita, quindi evidentemente sì, fa parte dell’essere umano quello di poter sempre ambire a qualcosa di più. Io dico sempre che una realtà come l’Udinese deve comunque raggiungere sempre il primo obiettivo, che è quello dei 40 punti, di una salvezza tranquilla. Poi una volta raggiunto quello, è evidente che puoi guardare avanti, devi guardare avanti e lasciare sempre più davanti. Grazie alla famiglia Pozzo, sono mi sembra 23 anni che l’Udinese è una delle poche, mi sembra 5 squadre che ha mantenuto sempre la categoria, quindi questo è un buon punto di partenza. Poi è evidente che sì, l’ambizione è sempre quella di migliorare».
Direttore, lei all’inizio del mercato aveva detto non cederemo nessun big e la promessa l’ha mantenuta. Forse un po’ tutti però si aspettavano questo esterno, soprattutto dopo l’infortunio sfortunato di Zanoli. E allora le chiedo, non c’era la necessità o non ci sono state magari le condizioni giuste per prenderlo?
«Ma noi abbiamo sempre detto che non prendiamo un giocatore tanto per prendere, comunque insomma abbiamo mi pare 4, potenzialmente 5 esterni in rosa, perché c’è Zemura, c’è Camara, c’è Ehizibue, c’è Arizala, quindi sono 4 esterni per 2 posti. Non capisco perché poi Zanoli purtroppo è infortunato. Poi ciclicamente ci gioca anche Bertola, quindi insomma abbiamo 6, uno infortunato, ma abbiamo sufficienti per fare 15 partite. In più insomma c’è sempre la possibilità di lanciare dei ragazzi giovani, ma non c’è né una necessità numerica e tutto sommato neanche tecnica. Arizala ancora non lo conoscevo, ma le garantisco che è un ottimo giocatore».
A proposito di giocatori che non conosciamo, un flash su Mlacic, un commento, una prima anche fotografia su che giocatore è.
«È un giocatore potenzialmente molto importante, ha giocato poche partite a 18 anni, ancora deve compiere 19, è un centrale molto intelligente, usa molto bene il corpo e il fisico e il tempo. Ha anche una buona qualità, evidentemente è un ragazzo giovane, deve ancora riempirsi fisicamente, però essendo nato nel 1992 ha qualità, letture, può fare sia il braccetto che il centrale. Quindi io sono molto contento di vedergli un grande futuro. Evidentemente, come tutti i ragazzi giovani, ha bisogno di tempo, ha fatto mi pare 15 partite e aveva già un fila di squadre importanti appresso, fortunati, lo ringraziamo per avercelo chiesto, e adesso dobbiamo ancora lavorare insieme a lui per farlo crescere, perché lui possa diventare un ottimo giocatore e un ottimo asset per il momento attuale».
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