Primavera Lazio, Bonatti: "C'è un po' di amarezza. Rimanere in 10 dopo un quarto d'ora ha condizionato la partita. Ora servirà umiltà"

05.06.2017 23:42 di Simone Ducci Twitter:    vedi letture
Primavera Lazio, Bonatti: "C'è un po' di amarezza. Rimanere in 10 dopo un quarto d'ora ha condizionato la partita. Ora servirà umiltà"
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com

Andrea Bonatti a Rai Sport

“La partita? Chiaramente dopo un quarto d’ora rimanere in 10 condiziona la partita. Arrivi al momento in cui puoi godere del lavoro fatto e ciò non avviene per situazioni di carattere personali. Sono il responsabile del gruppo. Resta amarezza al termine di un percorso positivo. È chiaro che parlare degli aventi positivi a fronte di un momento cos’ stona un po’ e me ne rendo conto. C’è un pizzico di amarezza e dopo 10 mesi rimango con l’amaro in bocca”.

Andrea Bonatti a Lazio Style Channel

“C’è grande amarezza, inutile negarlo. Dopo dieci mesi di lavoro è stata vanificata la splendida occasione di dimostrare il percorso di crescita; dopo 15 minuti siamo rimasti in dieci, non c’è stata partita al cospetto di una squadra dai grandi valori tecnici e di esperienza in questo tipo di gare. Questa squadra nell’arco della stagione ha avuto una crescita notevole, in campo ha mostrato elevati valori morali come lo spirito di sacrificio, la passionalità, il carattere per non arrendersi mai. Siamo cresciuti tecnicamente e a livello organizzativo. Dichiarare questo dopo una gara dall’epilogo amaro può sembrare fuori luogo ma nella vita ci sono tappe negative. È importante trovare la forza di rialzarsi, mentre le persone deboli si lasciando andare allo scoramento. Aver cresciuto ragazzi che si sono avvicinati alla Serie A e aver ottenuto l record vittorie consecutive non può togliercelo nessuno. Io sono il responsabile di questo gruppo, se c’è quindi da individuare una persona con maggiori colpe, quella sono io; non è di certo uno dei miei giocatori. In questi contesti, l’elemento emotivo è principale. Il nostro è un gruppo giovane, che a inizio anno annoverava solo due elementi con più di cinque presenze in Primavera. I giovani sono cresciuti con il supporto vecchi: oggi i più esperti possono aver pagato un po’ d’emozione e vanno a condizionare tutto il gruppo. È necessario analizzare con lucidità la partita odierna e tutta l’annata così da trarre i giusti spunti per ripartire più compatti e uniti di prima. In alcuni momenti, la soluzione migliore è il silenzio. Non ho bisogno di pacche sulle spalle, sono orgoglioso, umile e determinato. Ci sarà tempo per parlare di futuro, prima di oggi il mio unico pensiero era rivolto alla partita di stasera, quindi non mi sono confrontato con la società. Sono orgoglioso di far parte di un club che rivolge grande attenzione verso la Primavera. Mi auguro che mia aspirazione possa trovare conferme. La Roma è campione d’Italia in carica, che ha già vinto la Coppa Italia in questa stagione, così come la Supercoppa italiana, rifilando un 4-0 all’Inter che è un’altra squadra qualificata alle Final Four. Noi abbiamo pagato la mancanza di esperienza, che si acquisisce anche con serate di questo tipo. Sono certo che trarremo beneficio anche da questo evento, come accaduto nella sconfitta in Coppa Italia. Non ci sono altre partite e non potremo rigiocare questa: ora servirà umiltà”.

Andrea Bonatti in conferenza stampa

“C’è tanta amarezza, la gara è venuta dopo 10 mesi di grandi sacrifici. Non abbiamo potuto mostrare i valori dimostrati nelle varie tappe d’avvicinamento a questi quarti di finale. Cercavo una prova sotto il punto di vista emotivo per aggiungere un tassello all’esperienza dei ragazzi. L’episodio del rigore ha condizionato la gara più piacevole da giocare dopo pochi minuti; l’amarezza attenua i meriti che hanno i miei ragazzi per la crescita che hanno dimostrato, per la maturità che li ha visti in grande difficoltà, per il senso d’appartenenza. Era difficile ribaltare la sfida, ma la squadra ci ha provato quando ne ha avuto l’opportunità. Parlo sempre con il cuore ai miei ragazzi, non mi sono ridotto a fargli i complimenti. Nessuno avrebbe creduto all’inizio dell’anno che avremmo potuto accedere a queste finali. L’epilogo è stato negativo, ma credo che nella vita ci siano delle tappe, dei momenti nei quali ti metti alla prova e vedi se hai la capacità di reagire senza perdere di autostima. Altrimenti si manifesta la debolezza di ridimensionare ciò che si è fatto durante l’anno. Dopo 15 minuti, la gara è cambiata ed è stato tutto più difficile. La Lazio l’anno prossimo ripartirà da una base nettamente superiore a quella con la quale siamo partiti in questa stagione: nel nostro organico solo due giocatori avevano più di 5 presenze da titolare. Ora tanti ragazzi classe ‘99 hanno 30 presenze ed è motivo di grande soddisfazione, come portare uno di questi ad esordire in Serie A. La Primavera A del prossimo anno sarà molto difficile e credo sia doveroso, per il valore del settore giovanile biancoceleste, gestire un organico competitivo sotto ogni punto di vista: tecnico, tattico e caratteriale. Non ho ancora parlato con la Società ogni mia energia era rivolta a questa gara”.