Conferenza stampa - Sassuolo, Aquilani: "Mi sarebbe piaciuto tornare all'Olimpico con un umore differente. Out Berardi e Volpato"
Ecco le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Alberto Aquilani, tecnico del Sassuolo, alla vigilia della sfida contro la Roma, in programma domani alle 20:45 allo Stadio Olimpico.
Il Sassuolo ha iniziato bene, poi il meccanismo si è interrotto, forse per i problemi avuti dai centrali di difesa: il problema è di uomini o di mentalità?
«Quando ci sono questi momenti così turbolenti, particolari, brutti, i motivi devono essere per forza una serie. Questo è un gioco di squadra, di episodi, di dinamiche, e i motivi possono essere tanti: tattici e lì ci si lavora, mentale, individuali dei giocatori. Io sono stato giocatore, ogni calciatore lo vive in modo diverso, sono una serie di motivi ed è indubbio che in questo momento dobbiamo individuare questi motivi e cercare di risolverli perché questa squadra ha iniziato in un modo facendo vedere determinate cose e ci siamo inseriti in un tunnel che non ci aspettavamo in maniera così continuativa, anche se il calendario non ci ha aiutato. Noi dobbiamo fare la partita, non dobbiamo sbracare, non devi vincere per forza, e ci sono una serie di componenti che ci stanno rovinando questo cammino che avevamo iniziato bene».
La gara con la Roma diventa importante per il Sassuolo. Lei come sta vivendo questo momento e cosa sta dicendo ai ragazzi?
«È una sfida importante anche per quello che rappresenta la mia persona e mi sarebbe piaciuto tornare all'Olimpico con un umore differente ma bisogna essere uomini e guardare in faccia la realtà e bisogna prepararla andando ad analizzare le cose che possiamo migliorare. C'è l'aspetto tattico sicuramente ma bisogna crescere e aumentare la percezione del pericolo perché stiamo pagando a caro prezzo degli errori evitabili. Il gol con la Fiorentina nel primo tempo non lo puoi prendere, manca un minuto, sei in 10 dentro l'area contro 2 della Fiorentina e quel gol è stata una mazzata, probabilmente ci manca un po' di morale. Poi la partita dura 90 minuti, si può perdere in un determinato modo, ma poi devi mettere dentro tante cose e conta più l'uomo che il calciatore».
Come si esce da questo momento?
«C'è una serie di componenti: lavorare in maniera individuale, l'aspetto tattico, però con la Fiorentina, bella o brutta che sia, la stavamo facendo bene, stava venendo bene, poi si è sporcata e quando si sporca bisogna stare sul pezzo, altrimenti è troppo facile, perché nel momento brutto bisogna dare di più, ora è più difficile e bisogna dare di più».
Gara speciale anche per lei, c'è spazio per il suo passato nonostante le difficoltà?
«Da allenatore è la prima volta che entro in quello stadio e questo non me lo toglie nessuno. Devo mettere da parte le emozioni perché una volta che scendiamo in campo non c'è spazio per quello».
La difesa a 3 può essere una soluzione in questo momento?
«Noi lavoriamo per far rendere al meglio questi giocatori, voglio aiutarli a non fargli fare questi errori. La difesa a 3 è un'opzione, ho una rosa che non è stata costruita a difendere a 3 perché ci sono degli esterni molto bravi, ci sono dei giocatori offensivi che non riescono a fare quel lavoro e l'ingranaggio non è facile cambiarlo da un giorno all'altro. La difesa a 3 ha bisogno di lavoro, non c'è la bacchetta magica, e in questo momento non abbiamo questo tempo ma è una cosa che conosco bene, l'ho fatta l'altro anno, ma può essere una soluzione».
Che settimana è stata per lei? Iniziano a circolare le prime voci dopo questi risultati. Ha parlato con la società?
«Ho delle persone vicino che sono straordinarie ma io sono l'allenatore e ora i risultati non ci sono, sono io il primo a mettermi in discussione perché cerco di uscire da questa situazione con una buona squadra a disposizione. La società mi è stata vicina, come avviene dal primo giorno. Guardiamo avanti, sapendo che domani sarà una partita complicata ma bisogna andare e fare il meglio».
Quali sono le due cose che vorrebbe vedere domani?
«Correggere l'errore sicuramente perché ti indirizza la partita, cercare di limitare l'errore perché in Serie A determinati errori non possono essere ammessi, ma non parlo dei difensori, parlo di una cosa globale. Il secondo aspetto è quello di saper vivere nella turbolenza, nel mare mosso bisogna starci e allora mettiamo i remi perché non si può più fare niente. Domani ci saranno dei momenti complicati e bisogna starci, perché è il nostro lavoro, lo abbiamo scelto, è troppo bello altrimenti quando è rosa e fiori».
Come sta Volpato?
«No. Continuo? Berardi? No, gli altri sono a disposizione».
Si aspetta una reazione dai suoi?
«Non c'è altro modo che reagire. Dobbiamo reagire, stare dentro la partita. Bisogna fare le cose serie, dobbiamo correre un po' più degli avversari perché probabilmente anche questo ci sta mancando, vincere dei contrasti, andare sulle seconde palle, questo mi aspetto, sapendo che il 100% potrebbe non bastare ma noi dal 100% in su dobbiamo farlo perché abbiamo una dignità».
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