Le prime volte in panchina nel derby: gioie e dolori

08.10.2011 17:00 di Gabriele Chiocchio   vedi letture
Le prime volte in panchina nel derby: gioie e dolori
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Tre vittorie, cinque pareggi e due sconfitte è il bilancio delle “prime volte” nei derby degli ultimi dieci allenatori della Roma ad averlo disputato. Un bilancio piuttosto in equilibrio che Luis Enrique, all’esordio nella stracittadina, ha il compito di migliorare con quella che, se ottenuta, sarebbe la sesta vittoria consecutiva nella Roma nelle sfide contro la Lazio. Il compito dell’allenatore asturiano non sarà però dei più facili, viste le difficoltà riscontrate da molti tecnici nella loro prima stracittadina: Vujadin Boskov nel 1992, Carlo Mazzone nel 1993 e Carlos Bianchi nel 1996 non andarono oltre il pareggio, anche beffardo come nel caso della sfida con lo jugoslavo in panchina, nella quale il gol di Giannini venne pareggiato a pochi giri di orologio dal termine da Gascoigne. Peggio andò a Zdenek Zeman, che al suo esordio nel derby sulla sponda giallorossa del Tevere (aveva ottenuto allenando la Lazio due vittorie, due pareggi ed una sconfitta) nel 1997 vide la sua squadra sconfitta per 3-1 dai biancocelesti guidati da Eriksson, alla prima delle storiche quattro vittorie su quattro di quell’annata. Ma con Fabio Capello la storia cambiò: nel 1999, durante la stagione che poi portò al tricolore laziale, i giallorossi annichilirono la squadra dell’allora presidente Cragnotti con quattro gol in mezz’ora di gioco, con Delvecchio e Montella autori di una doppietta ciascuno e solo un rigore di Mihajlovic ad accorciare le distanze. Dopo l’addio di Capello, che perse un solo derby dei dodici disputati, si alternarono tre allenatori prima della successiva stracittadina, datata 6 gennaio 2005: con Luigi Delneri in panchina, una Roma priva di Montella, allora capocannoniere dei giallorossi, per squalifica, venne nettamente sconfitta per 3-1 da una Lazio, allenata da un altro esordiente, Giuseppe Papadopulo, tutta grinta e muscoli guidata in campo da quel Paolo Di Canio che tornò a segnare nel derby sedici anni dopo la famosa corsa sotto la Curva Sud, ancora una volta in quella porta. Nel ritorno dello stesso anno, dimessosi Delneri, si registrò l’esordio nella stracittadina di Bruno Conti, che fu però spettatore dalla panchina di uno spettacolo a dir poco grottesco: le squadre, in lotta per non retrocedere, decisero più o meno tacitamente di non farsi vicendevolmente del male, “regalando” all’Olimpico uno 0-0 di rara bruttezza, con Mancini che sbagliò nei primi minuti una facile occasione solo davanti a Peruzzi, episodio che ancora desta sospetto negli animi dei tifosi di entrambe le squadre. Nella stagione successiva fu la volta di Luciano Spalletti, che però dovette aspettare la partita di ritorno per scrivere la storia con l’undicesima vittoria consecutiva in campionato dei suoi: nella gara di andata dell’ottobre 2005 infatti, il tecnico di Certaldo ottenne uno scialbo pareggio, con un gol di Totti nel primo tempo pareggiato da Rocchi nella ripresa. Ci vollero dunque dieci anni per vedere un altro allenatore della Roma vincere il suo primo derby: tale onore toccò a Claudio Ranieri, che nel dicembre del 2009 centrò la prima delle sue quattro vittorie da romanista contro la Lazio al primo tentativo, grazie al gol di Marco Cassetti a una manciata di minuti dal termine di una partita fin lì abbastanza brutta. Il resto è storia recente, con Vincenzo Montella capace di bissare le imprese del tecnico di San Saba e di Capello vincendo il suo primo e unico derby da allenatore (dopo aver segnato da calciatore 8 gol alla Lazio) con la doppietta di Totti, valsa la manita rifilata ai biancocelesti. Luis Enrique potrebbe dunque far proseguire due serie: quella dei derby vinti consecutivamente e quella degli allenatori capaci di prevalere all’esordio nella stracittadina. Tra 8 giorni la sentenza.