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Le frasi più celebri di Mourinho alla Roma: dalle frecciate alla Lazio al caso Karsdorp

Le frasi più celebri di Mourinho alla Roma: dalle frecciate alla Lazio al caso KarsdorpVocegiallorossa.it
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Oggi alle 07:30Approfondimenti
di Benedetta Uccheddu

Dalla battuta dopo il successo sull'Atalanta alle polemiche con gli arbitri, passando per le provocazioni rivolte alla Lazio e le parole che hanno segnato il rapporto con alcuni giocatori: il periodo romanista di José Mourinho è stato accompagnato da dichiarazioni diventate parte della sua storia nella Capitale.

José Mourinho non è mai stato un allenatore che lascia parlare soltanto il campo. Durante la sua esperienza alla Roma, iniziata nell'estate del 2021 e terminata con l'esonero del gennaio 2024, le conferenze stampa e le interviste sono diventate spesso un appuntamento atteso quanto le partite, con dichiarazioni capaci di accendere il dibattito, difendere la squadra o lanciare frecciate agli avversari. Dalla gioia per la conquista della Conference League alle polemiche arbitrali, lo Special One ha lasciato una serie di frasi che raccontano bene il suo modo di vivere il calcio e il rapporto costruito con l'ambiente giallorosso.

«Non sono qui in vacanza»

Il primo appuntamento da allenatore della Roma è già un momento da ricordare. L'8 luglio 2021, durante la presentazione sulla Terrazza Caffarelli in Campidoglio, Mourinho chiarisce subito di non essere arrivato nella Capitale per vivere un'esperienza di passaggio, ma con l'intenzione di costruire qualcosa di importante. «Non sono qui in vacanza, tra tre anni mi immagino a festeggiare», dichiara davanti ai giornalisti, indicando nella sostenibilità del progetto una strada per arrivare ai successi. Nella stessa occasione cita anche Marco Aurelio, con una frase che si inserisce perfettamente nel contesto della presentazione: «Nulla viene dal nulla, come nulla ritorna nel nulla». È un inizio che unisce ambizione e attenzione al percorso da compiere, mentre Mourinho cerca di far capire che il suo progetto non deve essere legato soltanto al nome dell'allenatore. «Questo non è il progetto dei Friedkin, non è il progetto di Mourinho, non è il progetto di Tiago Pinto. Questo è il progetto Roma», afferma in un'altra occasione, mettendo al centro il club e non le singole figure.

«Venite allo stadio per giocarla»

Se c'è una frase che racconta bene il rapporto costruito da Mourinho con il pubblico giallorosso, è quella pronunciata alla vigilia della semifinale di ritorno di Conference League contro il Leicester, nel maggio 2022. L'allenatore portoghese non si limita a chiedere il sostegno dell'Olimpico, ma vuole che i tifosi diventino parte attiva della partita: «Non venite allo stadio a guardare la partita. Venite allo stadio per giocarla». Il messaggio arriva in un momento decisivo della stagione, con la Roma chiamata a vincere dopo l'1-1 dell'andata per conquistare la finale europea.

«Oggi non era lavoro, oggi era storia»

Il 25 maggio 2022 è la data che più di ogni altra ha segnato l'esperienza di Mourinho sulla panchina della Roma. La vittoria per 1-0 contro il Feyenoord, grazie al gol di Nicolò Zaniolo, consegna ai giallorossi la Conference League e interrompe un'attesa europea che durava da troppo tempo. Al termine della finale, l'allenatore si presenta ai microfoni visibilmente emozionato, con la voce rotta e la consapevolezza di aver raggiunto un traguardo importante per il club e per i suoi sostenitori. «Oggi non era lavoro, oggi era storia e l'abbiamo scritta», racconta nell'intervista a Sky Sport, spiegando quanto quella partita avesse un significato diverso rispetto a una normale giornata di lavoro. Poco dopo aggiunge: «Mi sento romanista al 100%». Parole che restituiscono il coinvolgimento di Mourinho in una serata che non rappresenta soltanto un successo personale, ma anche la fine di un'attesa per un'intera tifoseria

«José Harry Mourinho Potter»

Tra le dichiarazioni più riconoscibili degli ultimi mesi sulla panchina giallorossa c'è quella pronunciata il 13 gennaio 2024, alla vigilia di Milan-Roma. Mourinho torna sulle aspettative che accompagnano il suo nome e sul confronto tra le ambizioni della piazza e le possibilità della squadra, sottolineando le difficoltà della corsa alle prime quattro posizioni. «Abbiamo i tifosi più incredibili che ho mai visto e un allenatore che basta il suo nome per cui la gente possa pensare che si chiami José Harry Mourinho Potter», dichiara in conferenza stampa. Il riferimento al mago più famoso del cinema diventa immediatamente una delle battute più riprese di quel periodo. 

«Ora è da 22 minuti e mezzo»

Il 18 dicembre 2021 la Roma conquista una vittoria importante sul campo dell'Atalanta, imponendosi per 4-1 e tornando a battere una delle principali squadre del campionato dopo un periodo difficile negli scontri diretti. Al termine della partita, Mourinho si toglie un sassolino dalla scarpa, ricordando le critiche ricevute nelle settimane precedenti: «Ogni giorno ci ricordavano che da 19 mesi la Roma non vinceva con una big: ora è da 22 minuti e mezzo». Una battuta ironica, ma anche un modo per sottolineare la risposta data dalla squadra sul campo.

«Quelli della Lazio sono a casa a fumare la sigaretta con Sarri»

Il 17 marzo 2022 la Roma pareggia 1-1 contro il Vitesse all'Olimpico, con Tammy Abraham che trova il gol decisivo al 90' e regala ai giallorossi la qualificazione ai quarti di finale di Conference League. Al termine della partita, Mourinho si concentra anche sul derby in programma pochi giorni dopo e sulla gestione delle energie in vista della sfida con la Lazio. «Mi spiace avere impiegato tanti giocatori che serviranno domenica, mentre quelli della Lazio sono a casa a fumare la sigaretta con Sarri», dichiara il portoghese. La battuta è una frecciata ai biancocelesti, già eliminati dalle competizioni europee, e al loro allenatore Maurizio Sarri, mentre la Roma era ancora impegnata nella corsa continentale. Una delle provocazioni più note dello Special One, capace di trasformare anche il dopo partita in un'occasione per alimentare la rivalità cittadina.

«Mi sento tradito da un mio giocatore»

Il 9 novembre 2022, dopo il pareggio per 1-1 contro il Sassuolo, Mourinho sorprende tutti con parole durissime nei confronti di un componente della propria squadra, senza fare inizialmente il suo nome. «Mi sento tradito da un mio giocatore», dichiara nel post partita, spiegando di non aver apprezzato l'atteggiamento mostrato in campo e aggiungendo che, a gennaio, quel calciatore avrebbe dovuto trovare una nuova sistemazione. Le dichiarazioni aprono un caso destinato a far discutere per settimane e vengono ricondotte a Rick Karsdorp, finito al centro della vicenda e successivamente allontanato dal gruppo. La gestione del terzino olandese diventa uno degli episodi più controversi della seconda stagione romanista di Mourinho, che ancora una volta sceglie di esporsi pubblicamente per difendere ciò che considera il comportamento corretto all'interno dello spogliatoio.

«Si nasce banditi, non lo diventi»

Il 26 novembre 2023, dopo la vittoria per 3-1 contro l'Udinese, Mourinho torna su un'espressione utilizzata alla vigilia della partita, quando aveva parlato di una «gang di banditi», riferendosi alle sue squadre del passato in contrapposizione alla Roma, a cui mancava un po' di mentalità: «C'è gente qui a cui piace il conforto di casa, ti manca la mamma, il papà, la nonna che fa il dolce». Nel commentare il concetto, il tecnico portoghese pronuncia una frase che non passa inosservata: «Si nasce banditi, non lo diventi. Io, ad esempio, ci sono nato come un bandito del calcio». Il riferimento è naturalmente ironico e si inserisce nel linguaggio provocatorio che ha spesso caratterizzato le sue conferenze. Mourinho utilizza l'immagine del bandito per descrivere il proprio carattere competitivo e quello che vorrebbe vedere nei suoi giocatori, chiamati a lottare senza arrendersi. Una dichiarazione che si aggiunge alla lunga serie di battute con cui lo Special One ha costruito la propria immagine anche lontano dal terreno di gioco.

«Non ha la stabilità emozionale per una gara di questo livello»

Il 2 dicembre 2023, alla vigilia della trasferta contro il Sassuolo, Mourinho torna a parlare degli arbitri e concentra la propria attenzione sulla designazione di Matteo Marcenaro. Il tecnico spiega di essere preoccupato per la scelta, ricordando di averlo incontrato in precedenza quando ricopriva il ruolo di quarto ufficiale, e pronuncia una frase che provoca un'immediata reazione nel mondo arbitrale: «Non penso che abbia la stabilità emozionale per una gara di questo livello». La dichiarazione finisce al centro delle discussioni prima ancora della partita, con la Procura federale che apre un procedimento nei confronti dell'allenatore. Mourinho non arretra e motiva le proprie parole con l'importanza della sfida per la classifica della Roma, aggiungendo di non essere tranquillo nemmeno per la designazione al VAR. È uno degli ultimi grandi casi mediatici della sua avventura giallorossa, che ancora una volta porta l'attenzione sulle sue parole oltre che sul risultato sportivo.

Ripercorrere le frasi più celebri di Mourinho alla Roma significa attraversare quasi tre stagioni vissute tra entusiasmo, polemiche e grandi notti europee. Il tecnico portoghese ha saputo utilizzare la comunicazione per difendere il proprio gruppo, rispondere alle critiche e alimentare la rivalità con gli avversari, senza rinunciare a un linguaggio diretto che ha spesso diviso l'opinione pubblica. Le parole dello Special One sono diventate così una parte riconoscibile di quel periodo, al pari dei risultati e delle immagini rimaste nella memoria dei tifosi.