Edin Dzeko: perché cederlo e perché tenerlo

16.08.2019 15:51 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Edin Dzeko: perché cederlo e perché tenerlo

Il tormentone estivo del mercato della Roma, quest’anno, riguarda un affare in uscita. Nonostante una trattativa lunghissima, Edin Džeko e l’Inter ancora non hanno celebrato il loro matrimonio e più passa il tempo e più l’idea che alla fine il bosniaco possa rimanere si fa concreta: un dilemma di cui proviamo ad analizzare brevemente pro e contro.

PERCHÉ CEDERE DŽEKO - Edin Džeko doveva essere uno degli elementi da sacrificare entro lo scorso 30 giugno per raggiungere la quota di plusvalenze necessarie per chiudere il bilancio in sostanziale parità. Così non è stato perché non si è trovato entro il termine l’accordo con l’Inter, ma ciò non significa che la Roma abbia esaurito il suo bisogno di plusvalenze. Allo scorso 30 giugno, Džeko era a bilancio per circa 4,5 milioni di euro: ricavare anche solo 15 dei 20 milioni richiesti a più riprese da Petrachi significherebbe mettere in cascina una plusvalenza inaspettata dal cartellino di un calciatore di 33 anni all’ultimo anno di contratto. Difficilmente si potrebbe contare su un risparmio dei costi, perché i 12 milioni circa di peso a bilancio (contando anche l’ingaggio) del calciatore sarebbero reinvestiti sul nuovo centravanti, ma si avrebbe appunto uno spazio per andarsi a scegliere un profilo, magari, più giovane e affamato del bosniaco, apparso troppe volte privo di stimoli nella scorsa stagione.

PERCHÉ TENERE DŽEKO - Ma l’Edin Džeko visto in questo precampionato lascia presagire una storia diversa rispetto a quella terminata lo scorso 26 maggio, quando il numero 9 veniva sostituito da Schick lasciando in campo non certo col sorriso sulle labbra. Il bosniaco è apparso determinato e pronto a vestire i panni di leader di una squadra che di figure carismatiche ne ha già perse. A livello puramente tecnico, Džeko può sia aiutare la squadra a rimanere compatta come vuole Fonseca, contando sui suoi ottimi piedi per migliorare il palleggio di un centrocampo ancora non granché qualitativo, che dare un’alternativa lunga che possa spiazzare l’avversario, come si è visto specialmente nel test di Lille, in cui la seconda soluzione ha ampiamente prevalso sulla prima e lo ha fatto con efficacia specialmente grazie alla qualità di Džeko.