Dzeko o non Dzeko, questo è il dilemma

13.08.2019 19:45 di Luca d'Alessandro Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
Dzeko o non Dzeko, questo è il dilemma

Debutto all'Olimpico per la nuova Roma di Fonseca. L'avversario di turno il club per eccellenza, il nuovo Real Madrid di Hazard. A due settimane esatte dall'esordio in Serie A, contro il Genoa, il mister ha mandato in campo una squadra molto vicina a quella che nella sua testa è la possibile squadra titolare in questo momento. Balza subito all'occhio come l'unico nuovo acquisto, schierato titolare, sia Pau Lopez. Rispetto alla gara di Perugia contro l'Athletic Club il passo è un altro, la manovra anche. La Roma è bravissima a sfruttare sia la manovra centrale, che gli esterni d'attacco, entrando facilmente nella difesa a tre schierata da Zidane. Nuovo modo di attaccare il campo, vecchio modo di difendere negli 1vs1. La storia, ormai già scritta e riscritta è quella del gol subito alla prima occasione. Il fatto su cui lavorare però è quello che nelle ultime tre amichevoli, la squadra sia andata sempre in svantaggio. Nona amichevole: 7 vittorie 2 pareggi al 90' (1 vittorie 2 pareggi contro squadre del tuo stesso livello). Il grande interrogativo in questo momento, un vero e proprio dubbio amletico è: Dzeko o non Dzeko? In ottica calciomercato la situazione è la stessa ormai da mesi. Fonseca alla vigilia ha provato a toglierlo dal mercato col suo "non prendo in considerazione che possa partire", ma l'Inter è pronta a un rilancio. Storie e situazioni in cui si legano volontà personali, età anagrafica, opportunità. Poi c'è il campo e il tempo. Due parametri in cui la relatività può essere soggettiva fino a un certo punto. Le prestazioni del bosniaco in questo precampionato sono state tutte di altissimo livello. Segno che le doti tecniche del calciatore si sposano bene con le direttive tattiche di Fonseca. L'unica partita incolore della squadra è stata proprio quella in cui il cigno di Sarajevo non è partito titolare. Fischiato alla lettura delle formazioni, le sue giocate hanno trasformato i fischi in cori al momento di lasciare il campo. Dzeko ci ha abituato a essere croce e delizia, ok, ma in questo momento (con le partenze di Manolas e De Rossi) è il punto di riferimento della squadra. Se Florenzi non fosse stato romano e romanista, sarebbe tranquillamente il capitano di questa Roma. Assodato quanto sia importante per Fonseca e per il gioco della Roma, c'è la questione legata al tempo. Siamo ormai a metà agosto e la situazione di mercato legata al numero 9 non si è sbloccata più per mancanza di alternative piuttosto di offerte ritenute poco adeguate. Higuain o Icardi. Due nomi che possono far bene quanto o addirittura più di Dzeko. Sotto questo livello non bisogna scendere. Anche perché la Roma vista è ancora una squadra in cui si vedono alcuni ruoli in cui è carente. L'obiettivo non è lo scudetto e quindi si può affrontare la stagione anche con ruoli meno qualitativi, ma prima di togliere l'ultimo grande punto di riferimento, a pochi giorni dal via, è un'altra di quelle cose da ponderare bene. Analizzando la squadra la priorità resta di mettere 2 innesti in difesa. Il centrocampo è folto, ma rischi di non avere una coppia adatta al 100% a giocare nel 4-2-3-1 e a sinistra bisognerà valutare la costanza fisica di Perotti e la crescita di Kluivert (anonimo nel precampionato). Saranno i giorni di Petrachi, per capire se, dal 25 agosto in poi, potranno tornare a essere i giorni della Roma.