Aspettando Iturbe

26.12.2014 12:20 di Luca d'Alessandro Twitter:    vedi letture
Fonte: Luca d'Alessandro
Aspettando Iturbe

È stato un vero colpo di fulmine quello tra Iturbe e Garcia, tanto da far sbilanciare il tecnico romanista sull’utilità dell’argentino alla causa romanista, già dopo Verona-Roma 1-3 dello scorso 26 gennaio. Una manifestazione d’interesse pubblica che si è poi trasformata in un duello di mercato, vinto con la Juventus per portare Iturbe in giallorosso. 33 presenze, 8 gol e 5 assist, velocità che pochi calciatori in Serie A possono vantare, un sinistro al fulmicotone. Questi i dati e le caratteristiche mostrati al Verona che hanno spinto il DS della Roma, Walter Sabatini a far diventare Iturbe l’acquisto più costoso della presidenza made in USA della Roma. Da grandi aspettative, derivano grandi responsabilità. Si può benissimo parafrasare una celebre citazione del film “Spiderman” per provare a commentare il momento, soprattutto dal punto di vista della considerazione della piazza, dell’argentino. Il bilancio di questa prima parte di stagione infatti non può che essere negativo: 9 partite, 5 da titolare, 350 minuti, 1 gol (seppur momentaneamente importantissimo poiché aveva completato la rimonta romanista a Torino contro la Juventus, prima che Rocchi ci rimettesse del suo) in Serie A. In Champions è stato sempre coinvolto da Garcia essendo schierato in 3 occasioni su 6 da titolare. Eppure la stagione era iniziata nel migliore dei modi con Iturbe subito protagonista nel debutto stagionale contro la Fiorentina, tenuto in panchina a scopo precauzionale in vista della Champions a Empoli, per poi essere impressionante contro il CSKA Mosca, nella gara che sanciva il ritorno della Roma nella massima competizione europea dopo anni di assenza. Gol e assist in pochissimi minuti, poi l’infortunio che lo costringe a uscire dopo appena 26 minuti di gioco. Da quel momento è iniziato il calvario fisico con subentrato blocco psicologico, tanto da definirsi lui stesso “una pippa”, dell’attaccante romanista. La stagione dai ritmi intensi e fatta di un campionato dove il primo posto si gioca punto su punto, con il gap a elastico della Roma sulla Juventus, ha fatto sì che Garcia, pur sempre considerando un giocatore unico Iturbe, sia stato costretto a impiegarlo col contagocce. Ora con la sosta natalizia e un gennaio dove la Roma sarà orfana di Gervinho, impegnato con la Costa d’Avorio in Coppa d’Africa, recuperarlo diventa una priorità. L’obiettivo è di riportarlo a quanto di buono ha fatto vedere in quei 26 minuti contro il CSKA Mosca, per far sì che le potenzialità di quel sogno di una trattativa di mezz’estate finalmente diventino realtà.