Zincone, giornalista di Sette: "Le parole su Abete? Ho preferito non insistere, la polemica mi stupisce"

13.09.2012 16:43 di Greta Faccani Twitter:    vedi letture
Fonte: ReteSport
Zincone, giornalista di Sette: "Le parole su Abete? Ho preferito non insistere, la polemica mi stupisce"
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico Gaetano

Vittorio Zincone, giornalista del magazine del Corriere della Sera Sette, su cui domani sarà possibile leggere la discussa intervista a Zdenèk Zeman, è intervenuto ai microfoni di ReteSport. Queste le sue parole:

Prima di tutto ci interessava sapere la tempistica dell'intervista per collocarla temporalmente...
"Sono passati circa otto giorni, era mercoledì scorso".

E' sembrata un'intervista con lo stesso format che utilizzi sempre.
"In effetti è vero, tra l'altro io ho sentito solo Lippi come allenatore. Il tono è stato colloquiale e l'intervista è durata un'ora circa. Una delle domande finali è il motivo del contendere, ma era una domanda in realtà banale. Chi conosce Zeman sa".

Come è uscita la frase "incriminata"?
"Nell'intervista parla di calciatori, di Petrucci, si ripercorrono un po' di lotte passate, ma nella fattispecie gli ho chiesto, come a tutti, con quale nemico sarebbe andando a cena. Insistendo ho chiesto se sarebbe andato a cena con Abete, lui ha detto di sì, ma che non considerava Abete un suo nemico. Solo un nemico del calcio".

Tu avresti potuto insistere di più su Abete...
"Lì c'era poco da approfondire, si sanno i pensieri di Zeman sul sistema. E' vero che non ho voluto insistere su Abete".

Vi siete incontrati in un normale contesto di intervista? Dove?
"Ci siamo visti a Trigoria, avevo un registratore, c'era Luca Di Bartolomei presente perché aveva trovato delle carte del padre e voleva parlarne con Zeman stesso".

E' stato difficile realizzare l'intervista?
"Non avevo mai parlato con Zeman, è stato complicato perché parla a monosillabi. La cosa assurda di tutto quello che ne è nato è che nel cappello dell'ntervista specifico il non desiderio di creare una polemica".

La frase incriminata è venuta fuori come battuta quindi...
"Capisco il perché della domanda, lui diceva le solite quattro parole a metà tra il serio e la battuta. Sinceramente se avesse voluto, avrebbe potuto dire qualunque nome col quale non andare a cena e non l'ha fatto. Lui invece ha specificato che Abete non è un suo nemico".

Ti stupisce la polemica nata dalla tua intervista?
"Sì, mi stupisce la polemica che ne è nata; Abete lo conosciamo, se Zeman ha voluto dire quello che ha detto, evidentemente non c'è dietro niente di più".

Immagino tu abbia cercato Zeman perché è un personaggio che va oltre il calcio. Avevi provato ad intervistarlo in passato?
"Io ho provato ad intervistarlo anche gli anni scorsi, ma non ci ero mai riuscito. C'è stata la concomitanza con il libro di Di Bartolomei che mi ha aiutato, ma ho fatto una semplice richiesta alla società e mi è stata accordata".