Südtirol, Baumgartner: "Vogliamo continuare così, non siamo mai arrivati così in alto a questo punto". AUDIO!

13.02.2021 05:00 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Südtirol, Baumgartner: "Vogliamo continuare così, non siamo mai arrivati così in alto a questo punto". AUDIO!
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com

Walter Baumgartner, presidente del Südtirol, è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio: "Sono soddisfatto, stiamo facendo un ottimo campionato ma siamo solo poco oltre la metà. Ora arrivano le cose interessanti, bisogna tenere duro. Vediamo cosa salterà fuori, ci sono delle squadre molto forti".

Quanto è difficile convivere col virus?
"Il campionato è complicato anche sotto questo aspetto ma non ci resta che affrontare ogni difficoltà: è così per tutti, non siamo soli. Il calcio professionistico, e ancora peggio lo sport in sé, è vittima di questa situazione".

A che punto è il dibattito sulle riforme?
"La realtà è che in Italia le società professionistiche probabilmente sono troppe. Dobbiamo confrontarci con le altre realtà più importanti d'Europa: credo che, se non siamo in grado di finanziare tutto, non resta che ridurre il numero di club. Anche volendo fare diversamente... Bisogna trovare una soluzione, perché ci sono cose che nel sistema non funzionano, se per sopravvivere a chi retrocede serve il paracadute".

Dove dovrebbe intervenire il prossimo presidente federale?
"Chiunque sia, intervenga. C'è da fare qualcosa, è pacifico che non si possa rimanere così, e anzi siamo già parecchio in ritardo. La prima cosa da fare è discutere sulla riforma dei campionati, partendo da cosa ci porta il calcio professionistico".

A gennaio qualcuno ha bussato alla vostra porta?
"Nel caso specifico no, ma constato che tanti nostri giocatori ormai si trovano in Serie A. Penso a Gyasi, a Erlic, entrambi a ben figurare nello Spezia. E poi nel Parma c'è Iacoponi che ha militato parecchio tempo da noi. Diamo tanta importanza alla crescita dei giovani, non solo i nostri ma anche giocatori che arrivano in prestito o pure definitivi, di altre società. Se gioca insieme ad esperti bravi, può solo crescere. La squadra funziona con un mix giusto, non con soli giovani o solo vecchi".

Se lo aspettava Gyasi così?
"Sono molto contento, l'avevo visto subito che aveva qualcosa in più. Non segna tanto, ma fa segnare, e non mi meraviglia che sia finito lì. Lo stesso vale per Erlic, si vedeva che avrebbe potuto fare strada. O lo stesso Mazzitelli ai suoi tempi, che prendemmo dalla Roma e con noi fece il primo anno da pro. Aveva una volontà enorme, e giocatori del genere possono riuscire a fare belle cose, sacrificandosi".

Zanetti è un allenatore molto ambito.
"Anche per lui me lo immaginavo, è un profilo talmente adatto per fare l'allenatore che per me non si fermerà in Serie B, ha un futuro in A. Da noi fece benissimo, è una nostra tradizione quella degli allenatori, visto che abbiamo avuto Stroppa, Tesser...".

Siete specializzati nei rilanci. Ma a voi quando tocca?
"Speriamo che prima o poi tocchi a noi, e che qualcuno possa venire con noi a fare questo passaggio!".

Vivete ancora il sogno Serie B senza assilli?
"Inseguiamo questo obiettivo da tempo, sappiamo che non è facile. Nel 2014 siamo arrivati addirittura in finale con la Pro Vercelli, poi un'altra semifinale col Cosenza... Conosciamo bene questa categoria, e sappiamo che per salire bisogna trovare l'anno buono. I conti li faremo alla fine, anche se posso dire che a questo punto della stagione non siamo mai arrivati così in alto. Cerchiamo di continuare così".

Chi l'ha sorpresa nel vostro girone?
"Il Cesena si è un po' fermato per motivi che conosciamo, ma aveva fatto un percorso veramente importante, forse non ci si pensava all'inizio. Guardando poi, grandi sorprese non ne trovo: in un campionato così l'ultima può battere la prima, è un campionato molto interessante e divertente. Vedremo ancora belle partite".