Setti: "D'Amico è stato perennemente dietro le quinte, ma sempre in campo"

Setti: "D'Amico è stato perennemente dietro le quinte, ma sempre in campo"Vocegiallorossa.it
© foto di Federico De Luca 2025
Oggi alle 17:40Altre notizie
di Mattia Grieco
L'ex presidente del Verona ha rilasciato un'intervista dove ha parlato di Tony D'Amico: "La sua caratteristica è capire chi ha di fronte".

L'ex presidente dell'Hellas Verona, Maurizio Setti, ha parlato ai microfoni di Tele Radio Stereo 92.7 per parlare de direttore sportivo Tony D'Amico, ormai prossimo a diventare il nuovo direttore sportivo della Roma.

È stato il primo a scommettere su D'Amico, quando era direttore dell'area scouting: come mai?
"Sono sempre stato un uomo di scelte coraggiose, anche al Mantova ho fatto una cosa del genere. Quel giorno avevo in testa un direttore sportivo di categoria, non farò il nome, ma oggi è da tanti anni in una squadra del nord. Se non fosse venuto, avrei fatto un ragionamento con Tony. Non ci sono stati i presupposti per andare avanti con quell'operazione e ho scelto Tony, che mi ha detto che ci sarebbe stato, ma mi avrebbe voluto di fianco. Da lì abbiamo iniziato un percorso, anni bellissimi con risultati e plusvalenze. Poi un giorno mi ha chiamato Luca Percassi e abbiamo lavorato per farlo andare all'Atalanta, nonostante avesse un contratto. In caso di offerte del genere è meglio sedersi al tavolo e trovare un accordo che faccia contente le persone, questo dovrebbe essere il ruolo dei proprietari".

Che persona è Tony D'Amico?
"Sono vent'anni che faccio calcio e sto continuando a farlo ad Abu Dhabi. La caratteristica di D'Amico è stata essere perennemente dietro le quinte, ma sempre in campo. Il difetto peggiore è che fuma 50 sigarette al giorno... come Sabatini. La caratteristica di Tony è capire chi ha di fronte. La sua scelta da parte della Roma è dettata sicuramente anche dalla serenità di Gasperni, all'Atalanta D'Amico ha fatto da filtro tra proprietà e campo e lo ha fatto molto bene. Anche a Trigoria lavoreranno con molta armonia e ci sarà serenità. D'Amico ha qualità, non gli piace apparire né vuole essere sui giornali o fare interviste: ama il campo e per questo lo amavo anche io. Non ha influenze particolari. L'unico spettro a cui dovrà stare attento è la romanità, è difficilissimo fare calcio a Roma perché ci sono influenze positive o negative che siano. Se mettessero la Roma a Milano vincerebbe 30 scudetti di fila".