Prefetto Gabrielli: "Il derby a porte chiuse potrebbe essere una soluzione per evitare problemi"

05.06.2015 14:31 di Alfonso Cerani   vedi letture
Fonte: Radio Roma Capitale, retesport.it
Prefetto Gabrielli: "Il derby a porte chiuse potrebbe essere una soluzione per evitare problemi"
© foto di Luca D'Alessandro

Franco Gabrielli, prefetto di Roma, ha rilasciato un'intervista a Radio Roma Capitale in cui ha parlato del derby indicando la soluzione per evitare scontri. Ecco le sue parole:

Possibile che Roma si candidi alle Olimpiadi e non riesca a gestire un derby?
“Una riflessione che è fondamentale e che nessun organo di stampa fa in merito al tema della sicurezza per le partite all’Olimpico dovrebbe essere questa: dove è collocato lo stadio? A Roma abbiamo il più grande stadio d’Italia in un sito che è quanto di più infelice ci possa essere per la gestione dell’ordine pubblico. Consideriamo che la regola che immediatamente si valuta nella gestione dell’ordine pubblico è relativa agli spazi, alle vie di fuga. L’Olimpico ha una parte a ridosso di un monte, e gli altri lati aperti che insistono su via di grande comunicazione e zone abitate. A questo discorso uniamo l’animosità di parte del tifo romano, con l’utilizzo di coltelli, aspetto che non si verifica in nessun altra città italiana, e che invece a Roma avviene frequentemente, ne sia esempio l’ultimo derby di dieci giorni fa. C’è un problema culturale di fondo, rispetto al quale l’orario di inizio del derby è del tutto ininfluente, ci sia qualsiasi condizione di luce e qualsiasi situazione meteorologica. Siccome purtroppo su questi temi più passa il tempo e meno c’è una risposta culturale, la mia provocazione sul derby a porte chiuse non è solo provocazione, ma una soluzione che può portare a evitare tutte le problematiche di cui stiamo parlando. Se alla prossima vigilia di derby si dovesse avere la percezione che l’unico sistema per evitare certe cose sarà utilizzare mezzi e forze spropositate rispetto all’evento, io tornerò a spingere su questa soluzione, soprattutto per tutelare tutti i cittadini che non seguono il calcio e che leggono che per una partita di calcio si impiegano uomini e mezzi che potrebbero essere spostati su altre criticità più urgenti e generalizzate”, riporta retesport.it.