Osvaldo in terapia intensiva, la famiglia: "Diffuse alcune falsità"

Osvaldo in terapia intensiva, la famiglia: "Diffuse alcune falsità"Vocegiallorossa.it
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di Redazione Vocegiallorossa
La famiglia di Daniel Osvaldo ha diffuso un comunicato dopo le notizie circolate negli ultimi giorni sulle sue condizioni di salute: "È lucido, non è vero che era in stato di indigenza o che abbia avuto complicazioni alle gambe".

Daniel Osvaldo è ricoverato in terapia intensiva da alcuni giorni a causa di un versamento pleurico, ma le condizioni dell'ex attaccante della Roma sono state chiarite dalla sua famiglia attraverso un comunicato pubblicato da tycsports, dopo le numerose notizie circolate negli ultimi giorni.

I familiari hanno voluto smentire alcune ricostruzioni definite "errate e allarmanti", spiegando che l'ex calciatore "sta bene ed è lucido" e che non corrispondono al vero le voci secondo cui sarebbe arrivato in ospedale in condizioni di indigenza o che gli sarebbe stata asportata una parte del polmone.

IL COMUNICATO DELLA FAMIGLIA DI OSVALDO

"Vogliamo chiarire che Dani sta bene ed è lucido. Non è vero che stava o è arrivato in stato di indigenza, è arrivato come qualsiasi persona potrebbe arrivare dopo vari giorni con dolore e senza appetito. Non è nemmeno vero che gli abbiano tolto una parte del polmone, che abbia complicazioni alle gambe o che la sua situazione sia frutto del consumo di sostanze", si legge nella nota.

La famiglia ha poi spiegato il motivo del ricovero: "Si trova ricoverato in terapia intensiva a causa di un versamento pleurico. Dopo vari giorni di malessere, inizialmente ritenuto di origine muscolare o intercostale, i medici hanno individuato quello che comunemente viene chiamato liquido nel polmone".

I sanitari hanno quindi effettuato un intervento per pulire la zona interessata e sono in attesa dei risultati delle colture necessarie per definire con precisione la diagnosi e individuare la terapia più adatta contro l'infezione presente.

La famiglia dell'ex giocatore giallorosso ha infine ringraziato il personale medico e chi ha inviato messaggi di sostegno, chiedendo prudenza nella diffusione delle informazioni.