La sfida di Gasperini dopo la sosta: un turnover maggiore con l'incognita delle alternative
La Roma che abbiamo lasciato prima della sosta è una squadra che ha dimostrato di poter competere per lo scudetto. 5 giornate sono un lasso di tempo molto ristretto, perché la stagione è lunga, complicata, gli infortuni sono sempre dietro l'angolo. Gasperini nel post Inter, dove la Roma è parsa stanca nei 90 minuti, aveva lasciato intendere come avesse preso coscienza che alla squadra serve un maggior turnover, anche dall'inizio.
È normale che quando si è raggiunta la quadratura, il tecnico si affidi sempre all'unidici titolare, soprattutto quando i risultati parlano chiaro. Tuttavia andare avanti così non si può, perché la brillantezza e la forma fisica sono un aspetto fondamentale per sviluppare il gioco dispendioso di Gasperini.
Il quesito ora sta tutto se chi sarà chiamato a sostituire i pezzi da novanta della Roma sarà in grado di essere all'altezza delle situazione. Qui fa fatto un distinguo per i vari reparti. A Svilar, ovviamente non serve turnover.
La difesa è il reparto che dà maggior garanzie a Gasperini visto che Balerdi è diventato un quasi titolare e quindi Ghilardi e Koulierakis possono essere dosati al meglio (al netto dei progressi dei singoli).
Il centrocampo è già più da vedere. Cristante-Koné sono la coppia di riferimento e due giocatori che per caratteristiche, gli altri del reparto non hanno. Ne hanno ovviamente diverse. De Roon ha dimostrato di essere un buon interditore, ma sui 90' ancora non lo si è visto. Pisilli ha un grandissimo fiuto per il gol, ma la partita a centrocampo è anche tanto altro. In aiuto a loro, soprattutto come vice-Koné, può inserirsi Pellegrini e potrebbe portare regia e finalizzazione.
L'attacco anche ha le sue problematiche. Dybala-Malen sono un paio di spanne sopra gli altri, inutile negarlo. È pensabile un attacco Soulé-Mora dietro Castro? Probabilmente sì, a gara in corso, la Roma ha vinto con gli argentini, senza Malen, con l'Atalanta. Pronti-via daresti comunque un segnale di maggior rilassatezza e fiducia alle difese avversarie. Paradossalmente, Pellegrini sarebbe un usato più sicuro di Mora.
Qui entra in gioco l'esperienza e la capacità di leggere i momenti o i cicli di forma (come è solito dire) di Gasperini. Occorrerà prendersi e valutare i rischi. Da una parte le certezze, dall'altra il fatto di dover far crescere chi è dietro loro (perché altrimenti rimarrà sempre dietro), sempre dovendo fare i conti coi risultati.
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