Mr. Tinkerman e la Roma che non c'è più

05.10.2010 15:00 di Max Vassallo   vedi letture
Mr. Tinkerman e la Roma che non c'è più
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Anche se molti lo descrivono come un seguace della filosofia che vede il 4-4-2 come il modulo ideale per una squadra di calcio, Claudio Ranieri da quando è sulla panchina della Roma ha cambiato spesso disposizione in campo ai suoi uomini, a seconda della partita e delle risorse a sua disposizione. Ranieri ai tempi del Chelsea veniva chiamato Mr. Tinkerman, il Signor Pasticcione, proprio per il continuo rimescolare che faceva con i suoi giocatori nelle posizioni in campo: negli anni juventini il tecnico di Testaccio non ha smentito la sua fama, e per un'ironia della sorte è stato cacciato proprio quando ha cercato di opporsi all'acquisto di Diego che, a suo dire, avrebbe portato ad un dannoso snaturamento della sua creatura bianconera. Nel primo anno romanista Ranieri ha saputo sfruttare come forse non mai le risorse a disposizione, passando dal 4-4-2 al rombo e al 4-3-3 per poi tornare al 4-2-3-1 spallettiano rinunciando a volte a Totti e altre a Toni.

Ma quello a cui critici e tifosi stanno assistendo in questo travagliato inizio di stagione rappresenta, ad avviso di molti, un'esagerazione: soprattutto dopo l'arrivo di Borriello Ranieri sembra essere andato in confusione, e solo ora sta lentamente maturando la convinzione dell'impossibilità, almeno per il momento, della coesistenza in campo del centravanti napoletano con Totti. Il Capitano, 0 gol in 9 partite ufficiali (mai successo), sembra non avere più lo smalto necessario per essere protagonista nel ruolo di seconda punta, e Ranieri pare subire la sua personalità arrivando a commettere l'errore di far uscire Borriello al suo posto al San Paolo. La confusione dell'allenatore è evidente anche nell'utilizzo di Menez: spesso lo sostituisce dopo 45 minuti, ma che entra al suo posto non è mai stato più incisivo di lui (vedi Adriano con il Cluj e Brighi con il Napoli). Proprio contro gli azzurri, poi, la scelta di puntare sulla difesa a tre con Cassetti centrale difensivo è parsa quantomeno discutibile, come quella di non revocare il cambio Rosi-Cicinho dopo aver subito il gol di Hamsik (probabilmente non era quello che ci voleva in una situazione di svantaggio).

Insomma, i motivi di preoccupazione ai tifosi giallorossi non mancano, ma ci sentiamo di dover dare ancora fiducia a chi l'anno scorso ha saputo risollevare la squadra da una situazione ancor più difficile di quella in cui si trova adesso.