Luiso: "Mi voleva la Roma, ho rifiutato perché non volevo fare la quarta punta"

Luiso: "Mi voleva la Roma, ho rifiutato perché non volevo fare la quarta punta"Vocegiallorossa.it
© foto di luca.bargellini
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di Marco Rossi Mercanti

Negli anni ’90, il calcio italiano era ricco di attaccanti prolifici anche al di fuori delle grandi squadre, e tra questi spiccava Pasquale Luiso, spesso definito un vero e proprio “bomber di provincia”. Un’etichetta che l’ex centravanti ha sempre accettato con orgoglio, come dimostrano anche le recenti dichiarazioni rilasciate a La Gazzetta dello Sport, nelle quali ha ripercorso alcune scelte chiave della sua carriera.

LUISO RIVELA: "MI VOLEVA ANCHE LA ROMA" - Luiso ha raccontato di aver ricevuto diverse proposte da club di primo livello, tra cui Milan, Roma e Lazio. Occasioni importanti, che avrebbero potuto cambiare radicalmente il suo percorso professionale, ma che lui ha deciso consapevolmente di rifiutare. Alla base della sua scelta, una filosofia molto chiara: privilegiare la continuità e il ruolo centrale all’interno della squadra piuttosto che accettare un posto marginale in una grande.

«Mi volevano sia il Milan che la Roma. L’anno dopo pure la Lazio. Ma io ho detto sempre no: volevo giocare, non fare la quarta punta. Preferivo essere un bomber di provincia che uno dei tanti in una big. Poi, certo, magari si fanno male due attaccanti e giochi tu, ma avevo paura di marcire in panchina», ha spiegato l’ex attaccante, sottolineando il timore di perdere spazio e ritmo partita.

Le sue parole offrono uno spaccato interessante di un calcio diverso, in cui le scelte di carriera erano spesso guidate da esigenze tecniche e personali più che dalla visibilità o dai contratti. Luiso ha costruito così la propria identità calcistica, diventando un punto di riferimento nelle squadre in cui ha militato.