Juventus, Spalletti: "Questa pressione ci mette un po' in prigione. Siamo comunque in Europa League"
Luciano Spalletti ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo il match perso contro la Fiorentina. Queste le parole dell'allenatore bianconero:
Sconfitta molto pesante. La sensazione è che soprattutto nel primo tempo la squadra abbia sentito la pressione.
"È un po' quello che aleggia prima di andare a giocarle queste partite, perchè diventa la partita della vita, la partita dove butti via la stagione, la partita vita o morte, perchè questi sono i titoli che si danno a queste partite dalla mattina alla sera. Secondo me bisognerebbe cominciare a reagire a questo modo di metterci questa pressione addosso, noi che facciamo questo sport dovremmo cominciare a reagire. Perchè è vero che questa gara da un punto di vista sportivo determina molte cose, determinava molte cose, però poi il livello di squadra e il livello di calcio che ha proposto sempre rimane. Hai un'altra competizione, ci voleva anche l'ultimo risultato, cosa che non hai fatto per il momento e naturalmente ti fa analizzare e valutare tante cose. Ma la prima valutazione io la devo fare su me stesso perchè io vado con la mia squadra a giocare questa partita ed effettivamente devo valutare se ho fatto tutto per metterli nelle condizioni di non subirla questa pressione, perchè poi è evidentemente che si è fatto di meno di quello che potevamo fare. A questa partita io non collegherei tanto altre partite come ho sentito fare, perchè la partita della Roma che noi perdevamo 3-1 è la stessa dell'ultima partita della Roma, che ha ribaltato nel tempo di recupero. La partita con la Roma l'ho sentita dire troppe volte, noi prima di andare 3-1 abbiamo commesso due errori che ci hanno costretto ad andare 3-1, ma prima di andare 3-1 noi la partita l'abbiamo fatta bene, ci siamo costruiti delle situazioni importanti, la partita è stata fatta nella maniera corretta, il problema è che quando parlate di calcio voi vedete due episodi e riducete tutto il campionato in quei due episodi, come oggi, viene ridotto a tutto quello che è stato lo scorrimento della partita di oggi, che è stata una partita pessima, giocata sotto tutti i punti di vista il nostro livello e le nostre possibilità".
Lei quindi dà una spiegazione di personalità del suo gruppo per una classifica che adesso vi vede fuori dalla zona Champions?
"Può essere anche un po' di personalità, però siamo dentro l'Europa League. Guarda che potevi essere fuori anche dall'Europa League, perchè funziona così".
Ma non era il vostro obiettivo l'Europa League...
"Mah, non era il nostro obiettivo, era la Champions... Se poi ora rimane fuori un'altra tra Milan e Roma... i posti sono quattro. A voi piace dare dei falliti...".
Nessuno ha usato il termine fallimento.
"Ma è uguale, è uguale, gli dato questo carico qui ai risultati delle partite".
Ma non andiamo noi sul campo. Noi raccontiamo il calcio in modo equilibrato.
"Tu dici che è equilibrato il tuo modo di fare, io dico ai calcaitori e agli allenatori che da qui in avanti bisogna cominciare a rispondere sul fatto del carico di vita o di morte che si dà, di aver buttato via una stagione, è un episodio, oggi è una partita. E che cosa mi stavi chiedendo di questa partita?".
Che spiegazione dà a questa classifica della Juventus? Una porzione di questa classifica è chiaro che non dipende da lei.
"Non ti preoccupare, è un po' più di te che sono nel calcio, mi puoi mettere dentro tutte le situazioni che vuoi e ti dico che per il mio punto di vista, è stato fatta una strada dove si è vista la squadra, che ha reagito, ha creato presupposti di essere veramente una squadra forte e di poter ambire a giocare contro livelli più alti di quello che si è fatto in questo campionato, sia di livello di classifica, che di Champions, perchè anche lì noi abbiamo fatto benissimo. Poi è chiaro che ci sono determinati momento dove dovremmo far vedere una reazione, una mentalità, una personalità, un carattere, un livello di conoscenza che ci permette di essere più lucidi nelle cose da fare, da andare a prendere, dove oggi non l'abbiamo fatto vedere. Oggi siamo colpevoli di questo e si va a casa assumendosi le responsabilità, perchè poi un club come la Juventus, in uno stadio come quello della Juventus. meritano di stare in Champions, però ne vanno quattro e di squadre forti ce ne sono molte, per cui ci si assume le responabilità, si sta zitti e si va ad analizzare soprattutto noi stessi".
Luciano Spalletti in conferenza stampa
Il finale di Parma-Roma vi ha condizionato?
"Ma che vuoi che abbia condizionato? Noi dovevamo vincere questa partita qui che era alla nostra portata. Tutto il rumore, le pressioni che vengono create…La prima qualità è di pulire tutto questo e ridurre il pensiero al gioco. Dalle altre parti non ci puoi mettere mano. È un’altra fatica ulteriore che vai a fare. Poi è il gioco, sono le scelte che fai, come pulisco la palla per il compagno, come faccio una scelta del livello che sto giocando del pallone, del livello di importanza, che vado a tentare di posizionarmi, perché poi mi posiziono in Champions League e gioco coi migliori al mondo. Devi scegliere la partita, tutto il resto va pulito e non ti puoi portare dietro altrimenti son troppe le cose che ti porti dietro. Però prima devo guardare quello che devo fare io. Innanzitutto li ho ringraziati ad essere a questo livello per giocarsi questa partita qui, significa che abbiamo lavorato bene. Ma come mai non riescono a ragionare così? Alcune cose non mi sono piaciute per gestione emotiva, ci sono momenti che li subisci e perdi i connotati del livello di persona che sei. Se ne è parlato tanto, per togliersi del peso addosso, che voi ci mettete…Ognuno può scrivere e dire quello che gli pare, ma sono io che scelgo cosa è importante e cosa non valutare per essere pronto e dare il massimo. Se il livello è così indietro rispetto a quanto ci siamo creati nell’anno, dovrò parlarne in maniera più approfondita. Questo racconta quello che siamo e io che porto a giocare la squadra così"
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