Dario Canovi: "Indirettamente portai Luis Enrique alla Roma"

09.12.2022 20:14 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Dario Canovi: "Indirettamente portai Luis Enrique alla Roma"
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico De Luca

“Caso Juventus? Prima o poi doveva succedere”. Così a tuttomercatoweb.com l’operatore di mercato Dario Canovi.

A cosa allude?
«Quando la magistratura comincia ad intervenire su certi fatti e su delle forzature che sembravano troppi evidenti allora c’è da aspettarsi che succeda qualcosa. La magistratura non si fa certo prendere in giro. Certe plusvalenze erano talmente assurde e ridicole che non potevano non risaltare. Poi alla Juventus negli ultimi trent’anni non si sono fatti mancare niente».

Ci saranno ripercussioni?
«Non è certo finita qui. Tutto quello che viene imputato alla Juventus ha dei complici. Credo che la magistratura stia andando avanti anche in quel senso. Vedremo altre situazioni».

E il mercato di gennaio?
«Staranno quasi tutti a guardare. Con le nuove decisioni del Governo credo ci siano ben pochi club con disponibilità di spesa. È difficile poter aiutare chi ha fatto delle follie come quelle del calcio italiano».

A gennaio mercato anche Roma, come la vede?
«Il calciomercato deve avere una sede dove tutti possano riunirsi. Non capisco perché arrivare fino a Milano quando la città più raggiungibile è Roma, al di là del fatto che sia la Capitale».

Occhi sul Mondiale: come la vede?
«Tranne il Marocco stanno venendo fuori le squadre che tutti si aspettavano. La Spagna ha fatto degli errori. Ha un grande centrocampo, ma a calcio si vince facendo gol. Lo dico anche se adoro Luis Enrique, che indirettamente ho portato io alla Roma anche se lui non lo sa. Lo indicai a Sabatini, quando la Roma cercava un allenatore mio figlio Alessandro mi disse "perché non gli suggeriamo Luis Enrique?". Detto-fatto. Cosí telefonai a Ricardo Gallego che era stato un mio giocatore e gli dissi che io lo suggerii a Sabatini. Così Franco Baldini lo chiamò; poi Sabatini partì per la Spagna senza dirmi nulla».