Crampi muscolari nel calcio: tra fatica, caldo e ruolo del magnesio

Crampi muscolari nel calcio: tra fatica, caldo e ruolo del magnesioVocegiallorossa.it
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di VG Redazione

I crampi muscolari possono diventare un problema anche per un calciatore professionista, soprattutto nelle fasi più intense di una partita o nei periodi della stagione caratterizzati da molti impegni ravvicinati. Quando un giocatore avverte un dolore improvviso o una contrazione al muscolo, può essere costretto a rallentare, fermarsi o lasciare il campo.

Un esempio recente riguarda Zeki Celik. Il 15 marzo 2026, nella gara persa dalla Roma per 2-1 sul campo del Como, il difensore turco si fermò al 70' per un problema al polpaccio. Nel post partita Gian Piero Gasperini spiegò di sperare che si trattasse soltanto di un principio di crampi, senza poter ancora conoscere con certezza l'entità del problema.

Quattro giorni più tardi Celik fu comunque regolarmente in campo nel ritorno degli ottavi di Europa League contro il Bologna e rimase sul terreno di gioco fino al 109'. Un recupero rapido che permette soprattutto di ricordare quanto, nel calcio professionistico, la gestione delle energie tra una partita e l'altra sia diventata fondamentale.

Quando si parla di magnesio contro i crampi muscolari, però, è importante inserire questo minerale in un contesto più ampio. Il magnesio contribuisce alla normale funzione muscolare e all'equilibrio elettrolitico, ma i crampi legati all'attività sportiva non possono essere ricondotti a una sola causa né la loro prevenzione dipende da un singolo nutriente.

Alimentazione, idratazione, recupero e gestione dei carichi di lavoro fanno parte di un quadro complesso che, nel calcio professionistico, viene seguito individualmente dagli staff medici e atletici.

90 minuti ad alta intensità tra caldo e fatica

Le temperature elevate rappresentano un'altra variabile da considerare. Con il caldo e una sudorazione abbondante aumentano infatti la perdita di liquidi e lo stress fisico al quale è sottoposto l'organismo, soprattutto quando al clima si aggiungono partite giocate ad alta intensità e un calendario particolarmente fitto.

Anche in questo caso la Roma offre un esempio concreto. Alla vigilia della trasferta contro l'Hellas Verona dell'ultima giornata della Serie A 2025/2026, il 23 maggio Gian Piero Gasperini spiegò in conferenza stampa che la squadra stava risentendo "del caldo e delle temperature", sottolineando la necessità di arrivare nelle migliori condizioni possibili al momento della partita.

Per molto tempo i crampi legati all'esercizio sono stati associati soprattutto alla disidratazione e alla perdita di elettroliti attraverso il sudore. Gli studi condotti negli anni hanno però delineato un quadro più articolato, nel quale viene presa in considerazione anche la fatica neuromuscolare.

Corsa, sprint, cambi di direzione, contrasti e accelerazioni sottopongono infatti i muscoli a sollecitazioni continue. Per questo motivo non esiste una formula valida per tutti: idratazione, alimentazione e recupero devono essere adattati alle caratteristiche dell'atleta, alle condizioni ambientali e al carico di lavoro sostenuto.

La prevenzione comincia dalla gestione dello sforzo

Per un calciatore professionista non esiste quindi un'unica soluzione. Il magnesio partecipa al normale funzionamento muscolare e all'equilibrio elettrolitico, ma la gestione dei crampi e della fatica richiede una strategia più ampia, che comprende preparazione atletica, recupero tra una partita e l'altra, alimentazione, reintegro dei liquidi e monitoraggio individuale.

Anche la frequenza con cui si gioca ha assunto un peso sempre maggiore. Tra campionato, coppe europee e competizioni nazionali, una squadra impegnata su più fronti può trovarsi ad affrontare partite ogni tre o quattro giorni, rendendo fondamentale distribuire correttamente i carichi durante allenamenti e gare.

I crampi possono comparire proprio nelle situazioni di maggiore affaticamento, ma non devono essere considerati automaticamente la conseguenza della sola perdita di sali minerali. È per questo che nel calcio moderno la prevenzione passa soprattutto dalla conoscenza del singolo atleta e dalla gestione dello sforzo. Anche una sostituzione o qualche minuto di riposo in più possono diventare parte di una strategia più generale per conservare energie e presentarsi nelle migliori condizioni agli appuntamenti successivi.