Como, Fabregas: "Guarderò Roma-Inter, sono le due squadre più forti d'Italia"

Como, Fabregas: "Guarderò Roma-Inter, sono le due squadre più forti d'Italia"Vocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 17:28Altre notizie
di Redazione VG
Durante la conferenza stampa di presentazione del match contro il Frosinone, il tecnico del Como Fabregas ha ammesso che guarderà Roma-Inter.

Cesc Fabregas, tecnico del Como, ha presentato in conferenza stampa la sfida di campionato contro il Frosinone:

Ha allenato tutti i giorni questa volta, come le piace. A Frosinone con tanti convocati e come gestirà il periodo della sosta nazionali?
"La settimana è andata bene. Chi non ha giocato ha fatto una settimana di allenamento, chi ha giocato ha avuto più recupero e si è allenato più tranquillamente. Tutti sono disponibili per giocare, Addai sicuramente sarà in panchina se domani andrà bene. Anche non per giocare ma entrare nella dinamica squadra. Mi aspettavo più gente in nazionale, stiamo aspettando la Nazionale francese per scoprire se saranno 10-11 giocatori che rimarranno qua. Va anche molto bene per noi".

Due settimane di sosta? E con il Parma gara importante, nonostante dopo la Champions ci fosse qualche pericolo.
"Faremo un'amichevole qua a Mozzate (durante la sosta). Comunque penso sia una grande sfida questa durante la stagione. Non si può prevedere, abbiamo fatto adesso una settimana e i ragazzi sono già più abituati dell'anno scorso (16 partite in 52 giorni più o meno). Ma sarà un tema, ne parleremo tantissimo durante la stagione. Dopo la sosta ci saranno 9 partite in 4 settimane. Sarà un grandissimo test, la squadra deve passarlo e deve sentirlo e soffrire. Non si possono vincere tutte le partite, speriamo di sì ma dobbiamo lavorare per crescere e migliorare, affinché i giocatori si adattino alla squadra. Adesso abbiamo una partita importantissima contro il Frosinone: sarà una delle 5 partite più difficili della stagione, per come gioca, il coraggio, tutti giocano in avanti. Ho goduto tantissimo guardando le sue partite anche grazie al suo allenatore (Alvini)".

Cosa dobbiamo aspettarci tra i portieri?
"Robert Sanchez è un giocatore che arriva da una squadra molto importante, ha vinto trofei e con una pressione costante... là si deve vincere sempre. Era una grande opportunità vincere sempre. Visto che è arrivato per me è perfetto, non ce lo aspettavamo all'inizio. Per me la cosa più importante è questa. Se gioca Butez o Sanchez, magari andrà per stanchezza per via della concentrazione dentro la partita. Cadono a terra 100 volte al giorno, è pesante con così tante partite. Penso sia importante. È stata una prova, è la prima volta che Butez non giocava in un anno e mezzo. Ma se vogliamo questa dinamica in alcune partite... andrà per sensazioni. Succederà non in tutte le partite ma succederà".

Kaiki e Couto per la prima volta insieme. Cosa danno?
"Avrete tempo per vederlo. Kaiki è molto completo, sembra più difensivo che offensivo ma alle volte si fida troppo del suo fisico. Anche la giocata del 2-1 pensava di arrivare in tempo su Almqvist. Si deve abituare al calcio europeo, ma è un giocatore che va. Lui deve dare tantissimo, quando ha fatto gol ma anche il cross di Jesus Rodriguez. È un cavallo. Couto è un giocatore associativo, arriva più di sorpresa nella combinazione, un giocatore di qualità. Se possiamo lavorare con lui 2-3 cose difensivamente può diventare molto completo. Valle e Smolcic a livello difensivo sono più avanti di loro per concetti".

Rosa più ampia: è una sfida per lei confrontarsi con giocatori più scontenti per allenarli in maniera diversa? Vista anche la sua carriera da calciatore.
"Provo a ricordare come facevano i miei allenatori, chi mi piaceva o meno. Io ho la porta sempre aperta, non per dare spiegazioni come ho fatto con i portieri. Devono fidarsi della mia scelta, a me piace avere una grande relazione con il giocatore. Sono molto giovani tanti di loro e senza spiegare tanto il perché mi serve per aiutare a capire il piano gara. Ci sono tante partite, adesso non lo abbiamo ancora visto ma da Roma in avanti impossibile che non giochino tutti. Tutti avranno la loro opportunità. L'esigenza è alta quest'anno".

Luis Milla ha parlato di lei e che avrebbe firmato per tre anni sperando che non se ne vada troppo presto da Como. Non le chiedo del suo futuro, semmai se abbia intenzione di costruire quello che Cruyff è stato per il Barcellona. Il presidente ha già qualche idea in merito…
"Oggi sono stato con il presidente e gli ho chiesto di non dirlo più. Sono molto lontano da tanti. Come diceva Mourinho ci sono allenatori che hanno vinto titoli e alcuni che non ne hanno vinto nessuno. Io sono nella seconda parte. Per me la cosa più importante è il Como, non sono io. Per me è la cosa più importante. In questo senso sono tanto dentro il progetto, a livello umano, a livello tecnico. Luis Milla? L'anno scorso ho provato a parlare con lui, anche a gennaio, al Getafe allora c'era una situazione delicata. Gli diciamo grazie, aveva anche altre buone opzioni. Un giocatore molto sottovalutato. Parlando, anche gente di calcio mi fa i complimenti per averlo portato qui. Magari prima la sua qualità non si vedeva in campo. Un leader assoluto, dentro e fuori dal campo, porta tutti a cena. Penso che questa squadra abbia perso tanta gente esperta in estate, ma lui ci fa bene".

Guarderà Roma-Inter?
"La guarderemo. Io da solo o con il mio staff. Il mio risultato perfetto per Roma-Inter? Io non guardo la partita perché penso che siano i nostri avversari. Per me è un partitone. Sono le due squadre più forti in Italia. La Roma difensivamente e offensivamente soprattutto, visto i numeri. E l'Inter è l'Inter. La guardo perché mi piace il calcio e penso sarà incredibile. Non per altre ragioni".

Con il Parma 30 tiri fatti.
"Per un allenatore una cosa importante è lavorare e avere tempo per farlo. Impossibile lavorare su tutto tutto nel calcio. Penso che la squadra negli ultimi 2 anni abbia migliorato tanto sull'aspetto mentale, fisico e tecnico. Se possiamo continuare con questa squadra per 2-4-5 anni penso che magari possiamo fare qualcosa. Se iniziamo a cambiare tanti giocatori in sei mesi... è più difficile, perché torni a fare tante cose. Piano piano ci conosciamo di più, lavoriamo di più, i ragazzi si conoscono. E domenica il Frosinone ti verrà a 'mangiare'. Ti farà soffrire. Riconoscere tutte queste dinamiche prima era più difficile. Adesso penso che siamo più forti capendo che tipo di partita rappresenti. La squadra sta capendo questo molto bene".

Come sarà affrontare il Frosinone?
"Loro hanno una fluidità e una mentalità molto molto positiva. Tutti stanno bene, parlano di loro. Hanno grande fame e convinzione. Loro giocano tantissimo con personalità. Se vogliamo vincere normalmente dobbiamo fare la partita perfetta. Sono convinto di questo. Lo ripeto perché do tantissimo merito per quello che fanno. Sono undici amici che muoiono l'uno per l'altro. Questo è un grande pericolo, per tutte le squadre. Se vogliamo vincere dobbiamo fare la migliore partita della stagione".