Beretta: "Spero che arrivi presto l'ok sulla legge per gli stadi"

12.05.2010 09:06 di Francesco Gorzio   vedi letture
Beretta: "Spero che arrivi presto l'ok sulla legge per gli stadi"
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

«Per il sistema del calcio italiano mi auguro che arrivi presto l'ok per la legge sugli stadi». Il presidente della Lega Calcio, Maurizio Beretta lancia l’appello. «Senza stadi, l'unico ricavo gestibile dalle società di calcio è quello proveniente dai diritti televisivi - le parole di Beretta alla presentazione del libro "La ripartenza-Analisi e proposte per restituire competitività all'industria del calcio in Italia", scritto dal giornalista Gianfranco Teotino e da Michele Uva, responsabile per la Figc della candidatura italiana ad Euro2016.
"In Italia purtroppo siamo penalizzati rispetto al resto d'Europa per almeno due motivi: il primo è quello legato appunto all'arretratezza degli stadi, il secondo al merchandising, settore molto danneggiato dalla contraffazione».

Inoltre, secondo Beretta, bisognerebbe rivedere la regola della 'responsabilità oggettivà: «Perchè le società sono chiamate in causa quando uno va allo stadio con un coltello o quando ci sono degli incidenti? Queste persone non possono essere considerate tifosi, ma vanno trattate per quello che sono: delinquenti. Che vanno trattati e sanzionati pesantemente. Diverso il discorso per quella parte sana di tifoseria che vuole andare allo stadio solo per vedere una partita e per tifare la propria squadra - ha quindi aggiunto Beretta -. Questa gente va tutelata e difesa, per questo credo che la »tessera del tifoso« sia un passo importante in tal senso».

A pensarla come Beretta è anche il presidente della Figc, Giancarlo Abete: «Il calcio ha la necessità di trasformarsi da grande sport popolare in un importante settore economico vero e proprio, fatto di progetti condivisi. Le entrate delle società al momento sono troppo sbilanciate, tutto dipende dai diritti televisivi, invece, occorre lavorare maggiormente sugli stadi, sulla loro funzionalità, come avviene negli altri Paesi. Non solo, il calcio deve puntare molto sul marketing e sulla crescita professionale dei suoi manager»