Ag. Kumbulla: "Non faccio previsioni sul suo rientro. Prima si faceva a gara a chi rientrava prima e noi non vogliamo questo"

28.09.2023 19:18 di  Marco Rossi Mercanti  Twitter:    vedi letture
Ag. Kumbulla: "Non faccio previsioni sul suo rientro. Prima si faceva a gara a chi rientrava prima e noi non vogliamo questo"
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Gianni Vitali, agente di Marash Kumbulla, ha rilasciato un'intervista a TuttoMercatoWeb.com, nella quale ha parlato del suo assistito, iniziando dalla condizione fisica del difensore dopo l'infortunio: "Ha grandissima voglia, il recupero sta procedendo molto bene. Lo staff medico della Roma è di grande livello, la sua voglia di tornare è sicuramente tantissima. Si sente un po' meglio dopo giorno aiuta tanto anche nel morale. Sono stati giorni tosti, leggermente smorzati dalla nascita della figlia. Siamo fiduciosi di rivederlo il prima possibile in campo, sempre rispettando i tempi necessari".

Pensa che possa rientrare a gennaio?
"Sta andando tutto molto bene, poi fare delle previsioni preferisco di no. Sta andando tutto molto bene, prima si faceva a gara a chi rientrava prima e i giocatori ne hanno fatte le spese. Noi non vogliamo questo e non lo vuole nemmeno la Roma, le tempistiche vanno rispettate".

La Roma è più forte dell'anno scorso?
"La squadra mi piace. Ha perso Matic, che era fondamentale, ma ne ha presi altri. Ci vuole qualcosina in più per rimettere al massimo della condizione chi veniva da stagioni un po' così fisicamente. Davanti sono migliorati tanto, la squadra è solida ed è destinata a fare un buonissimo campionato".

Le caratteristiche di Lukaku si sposano con il gioco della Roma?
"Vanno benissimo per la Roma, ma non è sempre una squadra super difensiva che aspetta. I giallorossi si modificano in base all'avversario e uno come lui ha completato un reparto offensivo da primi posti".

Qual è il colpo del mercato che le è piaciuto di più?
"Reijnders mi piace tanto, ma anche Loftus-Cheek ha caratteristiche importanti. Pavard alla lunga farà la differenza e Thuram è una delle sorprese, non è solito avere un impatto così importante. Non dimentichiamoci poi di Lukaku ovviamente".

Come vede il Milan?
"Sta facendo bene, anche se la sconfitta nel derby è stata estremamente pesante. Ha dato uno scossone, ovvio, ma sono primi... Contro il Newcastle in Champions meritavano di vincere, ha messo dentro giocatori funzionali, Pioli deve trovare la quadra, ma il Milan è una squadra importante per il nostro campionato".

Nota una diversità tra il Napoli di Spalletti e quello di Garcia?
"Tatticamente c'è di base la volontà di dominare il gioco. La squadra di Spalletti era un pelino più paziente, faceva del controllo della palla un suo punto di forza, poi è ancora presto per giudicare il lavoro di Garcia. Quando cambi una squadra che ha comportamenti così radicati, necessiti di tempo. All'inizio è normale ci possano essere difficoltà. La cessione di Kim poi è una differenza importante perché i calciatori forti fanno la differenza. Hanno preso Natan, ma ha bisogno di tempo. Il Napoli deve gestire il cambiamento, ma alla lunga si è dimostrata una società che ha sempre avuto ragione".

Di Francesco è tornato?
"E sono anche contento. Ha passato stagioni complicate, si passa da essere allenatori fortissimi a non essere considerati... Il Lecce e il Frosinone sono le vere rivelazioni, mi fa piacere per Di Francesco".

Vede un calcio italiano in crisi?
"Il campionato italiano ha avuto un livellamento verso il basso negli anni precedenti, ma è in crescita. Ci sono giocatori veramente importanti anche non nelle big, come Samardzic per esempio dell'Udinese. Ho visto Milan-Newcastle, se si parla di Premier sembrano squadre ingiocabili e invece... Sono più positivo nel giudizio della Serie A, anche se ci sono ancora un po' di pregiudizi all'estero. Sembra un campionato di secondo livello il nostro, ma sbagliano. La Roma poteva vincere anche l'Europa League dopo la Conference, l'Inter meritava contro il City, la Fiorentina ha fatto bene".

Questi pregiudizi li soffriamo anche dal punto di vista arbitrale?
"Parlavo degli addetti ai lavori, ma come detto per me le squadre italiane stanno migliorando. Gli allenatori sono molto più bravi di quello che si vede in giro per l'Europa, dove si fanno i copia-incolla vedendo gli altri, senza pensare al materiale a disposizione e all'avversario".

Per De Ketelaere la maglia del Milan era un macigno? Si cominciano a vedere le sue qualità.
"Molte volte si parla di acquisti sbagliati, ma può succedere che un giocatore non renda perché soffre la pressione. La maglia del Milan è evidente che sia estremamente pesante, magari non era pronto per sobbarcarsi quelle pressioni. All'Atalanta si può esaltare, ha fatto la scelta giusta e non è scontato. Spesso si commettono degli errori nelle scelte, mentre lui insieme al suo entourage ha fatto le cose fatte bene, facendo vedere che non è privo di qualità".

Nell'ambiente cosa si pensa del mercato di gennaio, in funzione soprattutto dell'Arabia Saudita?
"Il mercato arabo avrà un impatto inferiore, il raggiungimento di certi obiettivi vale tanti soldi e perdere dei giocatori vorrebbe poter dire non raggiungerli. Non penso ci siano grandi cambiamenti, ma quello estivo ha dato uno scossone a tutto l'ambiente. Dal nulla si sono presentati con idee, quindi è un mercato sul quale bisognerà fare i conti. Un po' di anni fa è successo a noi con quello sudamericano, questo è stato inaspettato, ma con le idee e la programmazione può essere positivo anche per i nostri club, a cui vengono dati soldi".

De Zerbi se lo aspetta in una top di Premier League?
"Me lo auguro e me lo aspetto in una top della Serie A. È destinato ad una grandissima carriera, il passo dopo il Brighton sarà sicuramente quello. Ha cambiato certi aspetti, c'è autocritica in lui, analisi, spunto e il suo marchio. È uno dei prossimi grandi allenatori".