Conferenza stampa - Roma Femminile, Piovani: "Felice per la finale. Il mercato? Non dobbiamo comprare a caso". VIDEO!
Il tecnico della Roma Femminile, Gianpiero Piovani, e la calciatrice Manuela Giugliano hanno parlato in conferenza stampa alla vigilia della finale di Serie A Women's Cup contro la Juventus. Di seguito le parole del tecnico.
Piovani in conferenza stampa
Mister, a che punto siamo nel processo di costruzione della sua Roma? Dal Sassuolo alla partita che vi ha portato in finale sono cambiate tante cose. Quali sono le sue sensazioni a poco dalla sfida contro la Juventus?
«Intanto grazie per questa domanda. Sono felice di partecipare a questa finale perché è da tanti anni che manca nel mio curriculum e viene arricchito da questa bella finale.
Ci arriviamo bene, secondo il mio punto di vista. Ho detto alle ragazze che l'unico tempo che abbiamo sbagliato è stato il secondo col Sassuolo. Poi, dopo quella partita, magari mi sono arrabbiato anche ingiustamente, con i tempi sbagliati e con i modi non giusti.
Però molto probabilmente è servito per dare una scossa e responsabilità a queste ragazze che negli ultimi 20 giorni stanno facendo cose straordinarie.
È tutto bello quello che stiamo facendo, dobbiamo tenerlo bello e lavorare su questa strada. Ho visto anche l'intervista del mister Gasperini della settimana scorsa, quando ha detto che si sente una famiglia nel maschile, e penso di poter dire la stessa cosa qua nel femminile.
Nonostante i risultati positivi dobbiamo continuare su questa strada anche quando arriveranno eventuali risultati negativi, perché credo sia quella giusta per poter togliersi tante soddisfazioni.
La mia soddisfazione è tanta e devo ringraziare loro, perché ci hanno fatto raggiungere questa finale. Ce la giocheremo con tutte le nostre forze, con il sorriso sulle labbra, perché arrivare a una finale con troppa tensione non è la cosa giusta. Dobbiamo lasciare le ragazze libere di testa e questo è quello che stanno facendo negli ultimi 20 giorni».
Mister, dal ko col Sassuolo al 7-1 in semifinale. Quanto ha inciso il cambio di modulo, il passaggio alla difesa a quattro, oppure è stata soprattutto una questione mentale? E quanto è importante che Piemonte si sia sbloccata con una tripletta prima della finale?
«Voi siete convinti che abbiamo cambiato modulo? Forse perché sono brave le ragazze nelle rotazioni. Domenica abbiamo giocato a cinque con Doms che appariva quasi sempre sulla destra e poi entrava dentro il campo per fare la centrocampista. Abbiamo trovato questo sistema lavorandoci, non è una cosa casuale. C'è stata anche intelligenza da parte loro, perché a volte fanno determinati movimenti autonomamente. La nostra costruzione domenica avveniva quasi sempre a tre: tre più uno, con i quinti che si alzavano, Doms da una parte e Oliviero dall'altra, mentre il braccetto era Bergamaschi. In base alle partite cercheremo di fare queste variazioni anche a gara in corso. Dobbiamo avere un piano A, che può essere una difesa a quattro con due punte, ma anche una difesa a tre con l'ampiezza di centrocampista e terzino e riempimenti interni dei centrocampisti. Stiamo cercando più soluzioni possibili per avere anche un piano C quando sarà necessario».
Su Piemonte?
«Credo molto in lei. Era molto tesa perché non riusciva a trovare il gol. Io sono stato attaccante, anche se con caratteristiche diverse, però a me il gol non mancava: bastava fare un assist ed ero contento.
Per lei il gol è importante e sono veramente felice che abbia trovato questa tripletta, perché anche questa settimana è più libera di testa. Le vengono meglio tante cose e ci sono buoni presupposti per la finale di sabato».
Mister, il mercato sta per chiudere. La Roma è completa così o si aspetta qualcosa?
«Qualsiasi allenatore vorrebbe sempre avere più giocatrici in rosa. Però quello che ci siamo detti con la società è che, se deve arrivare una giocatrice tanto per arrivare, preferisco portare una ragazza della Primavera che ci può dare una mano.
Deve arrivare una giocatrice forte, che valga la pena, che sposi il nostro progetto e abbia caratteristiche utili alla squadra.
Se arriverà questa opportunità ben venga, altrimenti la società resterà vigile. Se non arriverà subito, magari arriverà a gennaio o più avanti. Io ho grande fiducia in questo gruppo per quello che si è creato e perché i risultati non arrivano mai per caso».
Mister, abbiamo visto cambiare qualcosa in queste prime uscite, anche per alcune assenze. Può fare un quadro della situazione su portieri, Pilgrim e più in generale tutta la squadra?
«Abbiamo delle situazioni borderline. Come avete visto domenica eravamo un po' in emergenza, però credo che, come detto prima, ci sia grande fiducia in questa squadra da parte di tutte. Quando allenavo il Sassuolo penso di essere stato un allenatore che ha fatto esordire più giocatrici giovani in assoluto e anche qua ci sono ragazze giovani che meritano. Cerchiamo di dare loro spazio e la giusta fiducia. Abbiamo 3 o 4 situazioni che valuteremo domani mattina. Due molto probabilmente non riusciremo a recuperarle, magari due riusciremo. Ripeto, l'importante è trasmettere fiducia alla squadra e questa voglia di andare a giocarci qualcosa di importante».
Mister, in fase di firma o durante la stagione quali obiettivi si è posto a livello italiano ed europeo con il club? Questo trofeo era tra gli obiettivi? Inoltre, può spiegare meglio il ruolo di Doms? Che tipo di interpretazione le chiede?
«Alla domanda se è meglio il percorso o la meta, io scelgo sempre il percorso. Non mi fisso su una cosa che oggi è molto lontana, non mi riferisco alla partita di sabato ma alla prospettiva. Voglio essere accompagnato in questo percorso da queste splendide ragazze che mi stanno dando tante soddisfazioni. Negli ultimi 20 giorni, e non lo dico tanto per dire, mi stanno dando talmente tanto che vedo un futuro roseo. A me interessa il percorso. Poi alla meta arriveremo durante questo percorso, accompagnato da loro e dal mio staff, che ringrazio perché ogni giorno lavora con dedizione e grande voglia, mi dà una grossa mano e mi supporta, oltre a sopportarmi. Su Doms: è una calciatrice duttile. Se avete notato, anche nella mia idea di inizio stagione giocava centrale nella difesa a tre. Lei è più una centrocampista, me lo ha detto anche lei, però è una giocatrice di gamba che sa aprirsi. Abbiamo provato questa soluzione e lei la sta facendo molto bene. È molto brava e intelligente nel capire il momento, come del resto tutte le compagne, perché quando una si muove l'altra sa di conseguenza dove deve andare a occupare lo spazio. Stiamo facendo questo gioco che al momento ci sta pagando, però dobbiamo avere più soluzioni possibili per affrontare gli avversari. La Juventus ci può mettere in difficoltà perché è una grande squadra».
Piovani, la posizione di Giugliano?
«Quando è arrivata le ho detto: "Ma tu che ruolo hai?". Lei mi ha risposto: "Trequartista". E io le ho detto: "Io non gioco con il trequartista, vai davanti alla difesa". Lei è molto brava perché prima toccava pochi palloni. Giocando davanti alla difesa ne tocchi molti di più. Ha fatto una partita e poi mi ha detto: "Mister, non levarmi più da lì perché mi piace toccare tanti palloni". Adesso l'ho messa davanti e ora gioco con il trequartista».
Mister, conferma dell'ottimo lavoro che state facendo tra staff e giocatrici. Faccio un passo indietro: avete giocato poco, quindi queste partite mancate, non per colpa vostra, potevano rallentare la crescita e l'inserimento di un calcio nuovo. Quanta soddisfazione c'è nell'aver visto, dopo poche partite ufficiali, questo miglioramento così importante? A Sassuolo la partita è stata straripante.
«Sì, ci sono mancate quelle due amichevoli dove potevamo dare minutaggio alle ragazze e soprattutto io, da allenatore, potevo conoscere meglio quelle giocatrici arrivate nuove, che magari conoscevo già ma non così bene, come Jahnukainen, Ottey e tutte queste giocatrici nuove che stanno facendo bene e stanno crescendo. Sicuramente ci sono mancate per dare minuti a loro e soprattutto per valutarle. Poi c'è soddisfazione perché, ripeto, in questi 20 giorni si è visto proprio lo switch che hanno fatto. Ed è merito loro, perché noi cerchiamo di proporre delle cose e loro poi le mettono in pratica. Questa è una bella soddisfazione vista da allenatore».
Per gli avversari vedere lo Scudetto e la Coppa Italia sulla maglia rappresenta uno stimolo in più?
«Per gli avversari vedere lo Scudetto e la Coppa Italia sulla maglia fa raddoppiare le forze. Per noi è sempre molto più difficile, perché trovi sempre squadre ostiche. Noi abbiamo conquistato qualcosa, loro vorrebbero conquistare qualcosa, quindi raddoppiano le forze. È sempre più difficile affrontare anche squadre di bassa classifica. Ecco perché dobbiamo essere brave a fare quadrato, lavorare insieme e stare unite, perché ci saranno momenti di difficoltà che dovremo superare, come è normale che sia. Dovremo essere brave a rimanere compatte e unite per cercare poi di toglierci insieme delle belle soddisfazioni».
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