Conferenza stampa - Roma Femminile, Giugliano: "Il trofeo sarebbe la ciliegina sulla torta, abbiamo voglia di vincere". VIDEO!

Conferenza stampa - Roma Femminile, Giugliano: "Il trofeo sarebbe la ciliegina sulla torta, abbiamo voglia di vincere". VIDEO!
© foto di Luca d'Alessandro
Oggi alle 16:12Roma Femminile
di Marco Campanella
Le parole di Manuela Giugliano in conferenza stampa alla vigilia della finale di Serie A Women's Cup contro la Juventus in programma domani.

Il tecnico della Roma Femminile, Gianpiero Piovani, e la calciatrice Manuela Giugliano hanno parlato in conferenza stampa alla vigilia della finale di Serie A Women's Cup contro la Juventus. Di seguito le parole della numero 10 giallorossa. 

Giugliano in conferenza stampa

Manuela, è passato un anno dalla finale della prima edizione, che avete giocato proprio voi contro la Juventus. I ruoli sembrano essersi invertiti: la Roma arriva da campione d'Italia e con numeri importanti. La Roma è favorita?
«Io credo che per me i numeri rimangano numeri. Penso che ogni anno si costruisca un percorso. L'anno scorso abbiamo comunque fatto un percorso importante. Tutti dicevano che eravamo sfavorite, ma noi ci siamo concentrate sul lavoro quotidiano e su quello che stavamo costruendo.
Quest'anno abbiamo iniziato un nuovo percorso, con un mister nuovo e idee nuove. Rispetto all'anno scorso abbiamo un'idea diversa: un gioco più propositivo, più offensivo e più orientato al controllo della partita.
Abbiamo preso fiducia in questo modo di lavorare, stiamo seguendo lo staff e il mister. Per noi è un'opportunità per dimostrare ancora una volta che quei numeri, se sono così in alto, significano che ce lo meritiamo».

Manuela, hai vinto tutto con la Roma: scudetti, Coppa Italia e Supercoppa. Nel tuo palmarès manca solo la Serie A Women's Cup. Quanto ci tieni a portarla a Roma? C'è voglia di rivalsa dopo la finale persa lo scorso anno?
«Ricordando la partita dell'anno scorso, sì, un pochettino personalmente la sento. Anche nello spogliatoio, soprattutto tra le ragazze che sono rimaste qui a Roma. L'anno scorso è stata una partita abbastanza dominata da parte nostra e sicuramente meritavamo qualcosa in più. Il trofeo è sempre la ciliegina sulla torta, per la società, per le ragazze e per me stessa. Abbiamo vinto tutto, quindi abbiamo tanta voglia di portarlo a Roma perché è un trofeo che manca. Può essere una motivazione in più per dare qualcosa in più».

Manuela, ormai sei a Roma da 7 anni. Sei arrivata con Bavagnoli, hai continuato con Spugna e Rossettini, ora c'è il mister Piovani. Hai già parlato delle novità portate dal nuovo allenatore: come si sono integrate le nuove arrivate e cosa ti aspetti per questa stagione oltre alla finale di domani?
«Sicuramente da questa stagione è chiaro che, avendo vinto l'anno scorso, noi dovremo fare di tutto per difendere quello che è attaccato alla nostra maglia. Soprattutto per la Roma e per tutti i sacrifici che facciamo ogni giorno andando al campo e allenandoci a Trigoria, sperando poi il sabato e la domenica di poter portare a casa il risultato. Per quanto riguarda le nuove arrivate, ci tengo a dire che il lavoro più complesso è quello nostro, di chi è qui da tempo. Dobbiamo far capire alle nuove l'importanza di indossare questa maglia e cosa significa vincere, perché sono arrivate tante giovani che ad oggi non hanno ancora vinto nulla. Sono arrivate con la convinzione e la voglia di poter alzare un trofeo e questa, per noi ragazze della Roma, è la cosa più importante. Avere motivazioni, voglia di dimostrare e poter arrivare ad alzare un trofeo è la cosa più bella che ci possa essere. Puoi giocare male o bene, ma se alzi un trofeo va bene uguale. Quindi il lavoro più importante è proprio quello di far arrivare alle nuove l'importanza di indossare questa maglia».

Manuela, ennesima sfida contro la Juventus, ennesima finale. Però ci arrivate con una rosa diversa, con un nuovo allenatore, così come la Juventus. Che partita dobbiamo aspettarci?
«Come hai detto tu, entrambe le squadre sono cambiate quest'anno. Sono cambiati gli allenatori, sono arrivate tantissime giocatrici nuove, quindi ci sono nuovi stimoli, nuove idee e una nuova voglia di dimostrare il proprio calcio. È chiaro che, come dico sempre ogni volta che incontriamo la Juve, non saprei dire se c'è una favorita o meno. Penso che sia una finale e una finale è una partita secca. Chi gestirà meglio le emozioni, chi gestirà meglio la palla, avrà qualcosa in più. Abbiamo visto che comunque la Juventus, con il nuovo allenatore, ha portato anche gioco rispetto alla squadra che conoscevamo. Spero soprattutto per le persone che saranno fuori di vedere un bel calcio e di far divertire, perché penso sia la cosa più importante per far crescere il nostro movimento».

Manuela, hai avuto Piovani già al Brescia. Come sei cambiata tu in questo percorso e hai trovato cambiato anche lui?
«È stato un anno bellissimo, quello di Brescia è quasi impossibile dimenticarlo. Siamo partite con una squadra molto tranquilla. È vero che c'erano grandi nomi, perché c'erano Girelli, Sabatino e altre giocatrici importanti, però c'erano anche giovani come me. Io arrivavo, mi mettevo lì e cercavo di fare del mio meglio. Alla fine abbiamo raggiunto risultati importanti: abbiamo giocato una finale Scudetto e vinto la Supercoppa. Mi ricordo il mister, e lo è tuttora, come una persona molto diretta e spensierata. È un pregio perché in campo cerca sempre di guardare il lato positivo anche quando le cose non vanno come vorremmo. Ha sempre la battuta pronta e questa cosa ci fa impazzire, perché anche se non vuoi ridere, ridi. È una cosa fondamentale perché, essendo una grande famiglia, la serenità all'interno del campo è importante. Se manca serenità, poi diventa tutto più difficile, soprattutto nei momenti complessi».

Manuela, torno sulla maglia: quel doppio trofeo Scudetto-Coppa Italia era già successo due anni fa. Adesso sei il primo capitano nella storia della Roma a indossare quella maglia per due anni consecutivi. Tutte quelle vittorie addosso si sentono?
«Sicuramente si sentono in maniera positiva. Per me è un immenso orgoglio continuare a indossare questa maglia e alzare trofei, che poi, come ho detto prima, è la cosa più importante per un calciatore o una calciatrice in generale. È la ciliegina sulla torta: tu lavori quotidianamente per portare a casa dei risultati e poi, quando arriva la fine, sei felice. Io oggi mi sento molto orgogliosa di poter indossare questa maglia, perché è una maglia grande, una maglia importantissima. Come ho detto prima, dobbiamo essere molto brave noi che abbiamo vinto tanto - io, Giada, Alice - che sono anche due calciatrici romane e romaniste, quindi sanno il vero significato di Roma e di indossare questa maglia. Come ho detto prima, è un duro lavoro far capire alle ragazze nuove l'importanza di questa maglia, perché poi anche quando giochi male, se ci sono carattere, determinazione e la voglia di fare quella corsa in più per la compagna, si può vincere ugualmente un trofeo».