Brighton-Roma 3-0 - Rabbia sul secondo gol e difesa stravolta dopo il tris: ecco come Gasp ha vissuto la partita
“La prestazione è stata pessima, sembra una squadra che fa fatica a riattaccare la spina”: con questa frase, Gian Piero Gasperini ha riassunto la sconfitta della sua Roma per 3-0 contro il Brighton. Parole che racchiudono perfettamente lo stato d’animo del tecnico al termine dei 90 minuti vissuti in prima linea, nel tentativo di cambiare l’inerzia di una partita nata male e finita peggio. Richiami, indicazioni e cambi: Vocegiallorossa.it, direttamente dall’Amex Stadium di Brighton, ha raccolto tutte le reazioni del mister dalla panchina.
BRIGHTON-ROMA 3-0, ECCO COME HA VISSUTO LA PARTITA GASPERINI DALLA PANCHINA
Gasperini vive la partita in piedi, al limite dell’area tecnica, e fin dai primi minuti prova a guidare la squadra soprattutto nella fase di non possesso. È lui a comandare il pressing, con Soulé incaricato di andare forte sul portiere del Brighton e di dare il via alla pressione giallorossa. Ma con il passare dei minuti il tecnico perde progressivamente la pazienza, soprattutto per quello che la Roma mostra con la palla tra i piedi.
A non convincerlo è anzitutto la gestione del possesso: troppi tocchi nella propria metà campo, poca velocità nella circolazione e una squadra che fatica a trovare soluzioni per risalire il campo. I richiami dalla panchina aumentano e tra i giocatori maggiormente bersagliati c’è Rensch, apparso spesso fuori dal gioco in fase offensiva e non sempre preciso nel posizionamento. Non mancano nemmeno i rimproveri a Dybala per calciare poco in porta, a conferma di una serata in cui il tecnico non risparmia praticamente nessuno.
Il primo gol del Brighton, però, non scatena una reazione particolarmente veemente. Gasperini appare quasi rassegnato quando Rutter trova la rete dell’1-0: il tecnico osserva, incassa e continua a seguire la partita dalla sua area tecnica. Ben diversa è la reazione al raddoppio degli inglesi. L’errore in appoggio di El Aynaoui spalanca la strada ad Ayari, che non perdona: questa volta Gasperini si arrabbia, recrimina per la giocata sbagliata e fa sentire la propria voce.
Il 3-0 dello stesso Ayari, invece, lo lascia quasi impassibile. La doppietta del centrocampista del Brighton chiude di fatto la partita e Gasperini, senza particolari gesti di stizza, decide di sedersi subito in panchina. Al suo fianco c’è Tullio Gritti, con cui il tecnico si ferma a parlare. Pochi istanti dopo arriva la decisione di cambiare radicalmente il reparto arretrato: dentro Ghilardi e Koulierakis, fuori Ndicka ed Hermoso.
La situazione, però, non cambia. La Roma continua a faticare e Gasperini, con il passare dei minuti, sembra sempre più consapevole che dalla sua squadra non arriverà la reazione che aveva sperato. Al 78’ si rivolge ai propri collaboratori e chiede di accelerare le operazioni per le sostituzioni di Rensch e Wesley, evidentemente intenzionato a stravolgere le corsie esterne.
Nel finale arrivano altre indicazioni, qualche richiamo e qualche gesto dalla panchina, ma senza più la veemenza dei primi minuti. Gasperini osserva una Roma incapace di cambiare passo e ormai prende atto della prestazione negativa dei suoi.
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