TRIGORIA - Florenzi: "A Trigoria si respira un'aria diversa. Siamo pronti a battagliare per il compagno. Darò il 100% in ogni ruolo". FOTO! VIDEO!

19.09.2019 08:41 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
© foto di Simone Valdarchi
TRIGORIA - Florenzi: "A Trigoria si respira un'aria diversa. Siamo pronti a battagliare per il compagno. Darò il 100% in ogni ruolo". FOTO! VIDEO!

Ecco le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Alessandro Florenzi.

Domani giocherete la quarta partita all'Olimpico, contando anche il derby. Quanto può aiutare domani in un momento della stagione in cui la squadra è in crescita?
"Sicuramente giocare in casa ha un altro sapore. Però noi abbiamo un obiettivo comune, di essere noi stessi in casa e fuori, giocare il nostro calcio qualsiasi sia l'avversario o lo stadio dove giochiamo. Ovvio che in casa ci sentiamo più a nostro agio, ma questo è l'obiettivo comune".

Tu e Lorenzo Pellegrini rappresentate l'anima romana, sentite la responsabilità?
"Sentiamo la responsabilità, penso di parlare per tutti e due. Abbiamo un grande senso di appartenenza verso questa società, siamo orgogliosi e fieri di vestire questa maglia. La responsabilità ci sta e ce la prendiamo, speriamo di fare bene e di cercare di far capire anche ai nostri compagni cosa sono Roma e la Roma".

Uno degli accorgimenti tattici è stato quello di non spingere con entrambi i terzini. Ti senti più sicuro? La Roma può permettersi due terzini che vanno contemporaneamente?
"Ci saranno partite in cui se il mister lo riterrà opportuno lo faremo, ogni partita viene analizzata nei minimi dettagli. Nel caso del Sassuolo il mister e lo staff hanno ritenuto opportuno salire con un solo terzino, ha spinto molto più Aleks rispetto a me, lasciandomi l'impostazione da dietro, una cosa provata e vista per gran parte della gara. Penso seriamente che domenica avremmo potuto giocare con qualsiasi sistema di gioco: ho visto una squadra vera, umile, pronta a battagliare per il compagno, pronta ad aiutare il compagno, con i fatti e non con le parole. Mi viene in mente la corsa che fa Justin e fa fallo su Berardi, e molte altre cose. Se abbiamo questo piglio, ci sarà da divertirsi. Non dobbiamo fare un errore, che è quello che qui a Roma a volte è stato fatto, quello di appagarsi. Penso sia il più grande errore che possiamo fare, cosa che da capitano sento di dover evitare per tutta la squadra. È uno dei miei obiettivi che ho in testa. Poi ovvio, giocando bene, giocando con gli accorgimenti del mister, se viene tutto più facile siamo felici".

Come mai in questi anni spesso la Roma è mancata dal punto di vista del mutuo soccorso?
"Ci sono passato, l'ho anche vissuto. Molte volte. Secondo me parte tutto dalla mentalità, la mentalità te la possono dare i giocatori, l'allenatore, la società. Tante volte siamo mancati sotto questo punto di vista e con il passare degli anni potevo fare di più perché questo non succedesse. Questo è il passato, pensiamo al presente e cerchiamo di fare delle cose giuste, lineari. Non dobbiamo inventarci niente, semplicemente dobbiamo fare una corsa in più per il compagno, cosa che in queste prime partite ho intravisto".

Quando tornerà Zappacosta, sei pronto a giocare da esterno alto o hai preso coscienza che il tuo ruolo che è quello di terzino?
"Attenzione che non si faccia male Pau Lopez, potrei ricoprire anche quel ruolo, altezza a parte sono molto abile (ride, ndr). Sono focalizzato sulla Roma, darò il 100% e darò il mio contributo per la squadra in qualunque ruolo, non fa differenza".

La stagione è iniziata con 5 stop muscolari, cosa ne pensi? Vuoi mandare un messaggio a Bouah?
"Non penso che solo la Roma abbia avuto infortuni, ci siamo su questo? Se su questo siamo allineati rispondo: ci sono tanti fattori, parlo di quello che penso io e di quello che sa la società rispetto a quello che ha chiesto a me. Possono essere le tante partite, può essere lo stress, possono essere le sollecitazioni dei campi, sono stati presi provvedimenti e spesi tanti soldi per rifare il campo, evidentemente anche la società pensava che il campo potesse influire sugli infortuni, che lo scorso anno sono stati evidentemente troppo, si è sbagliato. Cerchiamo di ridurre al minimo questa moda degli infortuni, ma non c'è un solo indizio a fare la prova. Detto questo, volevo già dire questo alla fine: ho sentito anche Marco Tumminello che stava qui in Primavera, ma ovviamente quella di Devid ce l'ho più a cuore, un po' perché fa il mio ruolo e un po' perché ho vissuto tutto questo. L'ho saputo mentre era sotto la risonanza, ho chiamato il dottore per un'altra cosa. Deve essere forte, in primis deve essere forte mentalmente, non è facile, nulla è facile. Si deve circondare di persone giuste, che gli vogliono veramente bene, persone che quando gli dicono di fermarsi vuol dire che hanno visto qualcosa per cui deve fermarsi, o che debba continuare o meno. Ci sono persone più preparate di noi che hanno il dovere e il diritto di dirci. A me è successo che per amore di rientrare potrei aver lasciato qualche cosa. Deve viversi questa cosa come un altro piccolo ostacolo e che alla fine della salita il panorama sarà bello. Se ce l'ho fatta io con questo fisico, ce la farà pure lui con la sigaretta in bocca".

Per la prima volta si trova nelle condizioni di non seguire le orme di chi l'ha preceduta. Cosa pensa di poter dare di diverso rispetto a Totti e De Rossi?
"Prima avevo degli esempi, sono stati dei grandissimi esempi, se dovessimo scegliere due esempi direi loro due. È una cosa che porto dietro da loro, mettere la Roma al primo posto. Quello che voglio dare è in campo, devono vedermi come un esempio di lealtà, di umiltà sul campo, che non vuol dire bravo, tutto a posto. Ci sono cose che vanno al di là di questo. L'umiltà è ritenersi più forti, ma se non sono determinato, cattivo, se non corro quanto l'avversario sono sicuro che vince lui e non io. Non mollare mai, neanche dopo un 4-0. Al 90', speriamo che non succeda, stiamo perdendo? Non si molla finché l'arbitro non fischia. Non c'è cosa più bella di uscire dal campo a testa alta. Essere orgoglioso di quello che hai fatto in campo, a prescindere dal risultato. Uscire a testa alta dicendo di aver dato il massimo, e si percepisce. Lo percepiscono tutti: il mister, i giocatori, i tifosi. Se il mister vede la gente che suda, può perdere la partita, ma non perde la battaglia. Lo stesso voglio fare io. Voglio vincere la guerra e voglio farlo con l'esempio, questo è ciò che spero di dare a chi verrà ad indossare questa grande maglia".

Qualche settimana fa il DS Petrachi ha detto di aver trovato disgregazione e Pellegrini ha detto che ora c'è voglia anche di trascorrere il pranzo insieme con i compagni. Cosa non ha funzionato lo scorso anno e quanto è cambiata la Roma?
"Sicuramente si respira un'aria diversa. Quello che ha detto Lorenzo è giusto, anche se stiamo lavorando per pranzare una volta con i familiari (ride, ndr). Stiamo creando un gruppo in cui tutti sono importanti, dal primo all'ultimo. Tutti possono dare il loro contributo per vincere una partita. Detto questo non voglio parlare più dello scorso anno, ma del presente e di quello che possiamo fare, possiamo toglierci grandi soddisfazioni. Non vogliamo fare proclami sul futuro".